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I L M I T O D E L L ' O
R I G I N E R O
M A N A
D E L L I T U A N O
La
leggenda dell'origine romana dei Lituani ebbe il suo
momento d'oro durante il Rinascimento dell'Europa orientale, quando
l'aristocrazia lituana la contrappose orgogliosamente al " mito sarmata
" di cui si vantavano i nobili polacchi. Questa leg- genda narra che
alcuni Romani, guidati da un capo generalmente noto come Palemone,
salparono dall'Italia durante gli scontri fra partigiani di Mario e
Silla (altre fonti dicono di Cesare e Pompeo) e si ritrovarono, nel
loro peregrinare, sulle acque del mar Baltico. Imboccarono allora la
foce del Nèmunas e risalirono il fiume fino a un luogo che
piacque loro e in cui decisero di stabilirsi. Da questo manipolo di
romani avrebbero avuto origine le stirpi dei Prussiani e dei Lituani.
La narrazione più antica del mito risale al XIV secolo, e si
trova nelle Storie Polacche di Jan Deugosz; ritorna poi
nelle redazioni degli Annali del Granducato di Lituania e Samogizia, ma
viene comparativamente e storicamente motivata solo nell'opera " De
moribus Tartarorum Litvanorum et Moschorum ", scritta nel 1550 e
pubblicata a Basilea nel 1615 dal grande umanista lituano Michalo
Lituanus, il quale vi sostenne la tesi della "semilatinità"
della lingua lituana. Durante tutto. il XVIII e il XIX secolo questa
teoria venne accanitamente discussa, accettata o rifiutata; se ne hanno
echi fino all'inizio del Novecento, quando addirittura qualcuno
propose di fare del latino la lingua ufficiale della Repubblica di
Lituania.
[ da " Repubbliche Baltiche ", pag. 86, di Pietro U.
Dini,
ClupGuide,
copyright 1994 CittàStudiEdizioni srl ]
L U O G H
I C O M U N I
" Il cielo sopra
Vilnius è barocco " scriveva un
poeta locale e la città ridonda di bellezza - addirittura per
alcuni lituani la città vecchia è " troppo perfetta "
così da assomigliare a Disneyland ! - di chiese - alla religione
di stato cattolica si sovrappose quella ortodossa dei conquistatori
russi dopo la " ripartizione " del paese nel 1795, per non
parlare delle decine di sinagoghe distrutte nella seconda guerra
mondiale - e di colori pastello che allietano la vista già
deliziata dalle ragazze lituane e russe. L'aria che si respira per le
strade è quella nordica - profumata di educazione e compostezza
- e nelle cappelle troverete piccoli lituani che si dilettano negli
strumenti classici e nel canto ! La preparazione scolastica è
severa fin dalla tenera età - e comprende l' educazione musicale
- l' ottimo livello culturale della
popolazione giova alla conversazione . Gli studenti
dell' università amano rilassarsi nel parco attorno la grande
cattedrale dalla croce d'oro - ben visibile anche a grande distanza - e
una prima passeggiata rivela il carattere tranquillo e fermo della
gente: educati e molto gentili con gli stranieri - la maggior parte
parla tre lingue : lituano, russo e un' altra (di solito l'inglese) -
però riservati e non superficiali nelle relazioni
interpersonali. Chi ha studiato il latino è incuriosito dalle
desinenze e dal suono della lingua del ceppo baltico - da non
confordersi con i vicini etimi scandinavi e russi - gruppo ora parlato
solo in
Lituania, Lettonia e in aree della Bielorussia : anche se il mito
dell'origine romana non è storica- mente fondato ma creato a
scopi politici e per un' ideologia nazionale, senz'altro è
stato " scambiato " qualcosa nel commercio dell' ambra nell'età
romana. Rimane percepibile la fierezza di un popolo che per cinque
secoli ha dominato su gran parte dell' Europa Orientale - confederato
con i Polacchi per resistere alla pressione dei forti stati confinanti
- senza sottomettere i vinti alla propria lingua e
cultura in applicazione di una tolleranza che ricorda la " pax romana
", e grazie alla quale è sopravissuto fino ai giorni nostri.
Attraverso gli anni del " tradimento" dei lituani socialisti - quando
l'
URSS catturava e deportava a migliaia i partigiani nazionalisti verso
destinazioni senza ritorno - e fino alla nuova indipendenza dell' 11
marzo 1990. Sulla prospekt Gedemino c'è il parco Lukiskiu :
colpisce l'occhio il colore rosso
intenso della terra, una leggenda metropolitana vuole che sia
così per i cadaveri
seppelliti in una grande fossa comune là sotto e che continuano
a sanguinare.
Dalla parte opposta della strada c'è il palazzone del KGB : il
segno del cambiamento dei tempi è metaforizzato dall' apertura
di un night club al suo interno che già dal nome - " Soviet
Style
" - celebra " i bei tempi passati " [ Lukiskiu 3 - tel. 224751 ] e dove
si può passare un paio d' ore piacevoli.
Oggi il rapporto tra russi e lituani è
ribaltato e
i primi - "
orfani " sovietici - si ritrovano ai margini della società e
anche se hanno ancora i diritti civili - che sono negati ai russi di
Lettonia e nonostante questo abuso nel maggio del 2004 il secondo paese
baltico è entrato in UE
senza " se " nè " ma " - hanno la vita più dura e per gli
anziani è
difficile adeguarsi ad un nuovo mondo così differente. Il
bilinguismo scolastico è stato soppresso e i più giovani
non conoscono una parola in cirillico. Il carcere minorile - mi ha
raccontato la mia amica Vika, figlia di una coppia mista - è
pieno di ragazzi russi con problemi di alcolismo e tossicodipendenza.
La società tuttavia " tiene botta " alle traversìe
economiche e
ai sacrifici intrapresi per soddisfare le richieste dell' UE e il
disagio non è palese : non si trovano per strada vagabondi e
mendicanti, la povertà è affrontata
con dignità e spirito di sopportazione ben rodato dagli anni del
socialismo reale, e un soggiorno a Vilnius giova alla sobrietà
dello spirito ed è un' ottima cura ricostituente. Se volete
cimentarvi nella scrittura della vostra autobiografia, questo è
il posto ideale per scrivere il romanzo della propria vita. O magari
leggerete quei libri per i quali non avevate mai tempo ! " Spleen ".
A T T O R N O
L A C A T T E D R A L
E
Cosa dire della
"
capitale di campagna " nella quale sono
stato 4 volte, della sua rilassante malinconia ? E' popolosa quanto
Bologna ma più estesa sul territorio che offre grandi spazi
verdi e due fiumi - la Vilnia e il Neris - ed è il principale
centro universitario del
paese - altra similitudine - perciò piena di studenti e di pub
che sono decisamente
meno monotoni di quelli standard tipo " irish " : quasi tutti hanno una
cucina " vera " e gustosa e i prezzi - tre anni fa era così -
sono la metà o
meno di quelli italiani. A corredo delle birre non riceverete snack
salati ma orecchie di maiale tagliate a striscie sottili e crostini di
pane nero affumicato all' aglio : deliziosi ! La tavola lituana
è decisamente mitteleuropea : maiale, patate, pane nero e birra;
l' unica nota " esotica " - che ci ricorda che la Lituania è
bagnata dal mare - sono le aringhe del Mar Baltico. Le marche di
birra nazionale sono numerose e valide : la mia preferita è la Kalnapilis - provate la 7.30 -
gli amici la ritengono una birra da fighetto - ! - e bevono Svyturys e
Utenos. Consiglio due locali vicino la cattedrale
bianca in fondo a Gedemino Prospekt - che è più bella
fuori che dentro, neoclassica con la torre tipica del nord Europa a
pianta rotonda che evolve in ottagonale - diversi per tipologia e
prezzi : " Baras prie Katedros " dove
fare una buona colazione - ottimi i cakes - e lo staff è giovane
e simpatico, e " Literatu
Svetainè " [ tel. 611 889 ] sul lato opposto,
caffè-ristorante chic ristrutturato quattro anni fa ed ora in
splendido stile scandinavo-minimale. Arf ! Mi lecco i baffi al solo
pensiero ! Vicino alla cattedrale c'è il Museo Nazionale - via
Arsenalo 1 [ tel. 262774 ] - dove viene scandita per intero la storia
lituana dalla preistoria fino ai giorni nostri : un museo nell'
accezione classica del termine - non interattivo ma bene organizzato -
nel quale mi sono piaciuti gli interni di campagna ben ricostruiti.
Salite sulla torre del Granduca [
tel. 2617453
] -
prima rustica residenza del signore, dietro la cattedrale - e avrete
una veduta incantevole della città. Sulle colline al di
là della Vilnia si estende il quartiere di Uzupis abitato da
creativi di ogni disciplina e da studenti : complice la birra, alcuni
di questi hanno proclamato l'indipendenza del quartiere e hanno votato
un sindaco e una giunta comunale ! Il marketing ha funzionato - in
Italia - e la rivista Gulliver ha dedicato un servizio al quartiere
degli artisti [ ] . Del parco ho già accennato e al di là
del fiume e del verde - in basso - scoprirete stradine e case
dimenticate dal tempo : incantevole.
L A C I T T
A'
V E C C H I A
Fare una
passeggiata
nella città vecchia -
esempio splendido di barocco nordico e patrimonio dell' umanità
dell' UNESCO - è un esercizio di auto-libidine tanto quanto
perdersi a Venezia ! Meglio d' inverno sotto la coltre di e po'
imbottiti d' alcool, vedrete che colori ! Tornati sulla strada maestra
percorrete via Maironio dove si ergono la chiesa gotica ortodossa della
Santa Madre di Dio e la chiesa di San Bernardino di
mattoni rossi. Quante volte
percorrendo
la rotonda ai piedi del ponte di via Libia noi bolognesi ci siamo
chiesti chi fosse questo Mickiewicz [ pron. Mizkievic con la " c " di
ciccia ] ! Potete vedere la casa-museo dello scrittore romantico
polacco-lituano in via Bernardinu 11 [ tel. 618 836 ] - il nome lituano
è Mickevicius - e magari leggere qualche suo libro, le edizioni
in italiano sono di facile reperibilità. Nella
luce del giorno e sobri fermatevi alla chiesa ortodossa di Paraskovila
Piatnickaya in via Didzioji 2 dove un simpatico pope vi
racconterà la storia del battesimo del nonno di Alexander
Pushkin - uno scultoreo schiavo africano dono del Sultano ottomano allo
zar, di nome Annibale - e lasciategli una mancia. Vilnius
è la
prima - e forse l'unica - municipalità ad avere edificato un
monumento a Frank Zappa [ via Kalinausko 1] opera di un fan.
Per un pasto completo e gustoso vi consiglio lo Zemaiciu Smuklè
in Vokieciu 24 [ tel. 616 573 ] : cucina samogita e lituana con fresca
carne - che il gusto genuino noi italiani ce lo siamo scordati - e
decine di versioni della patata - vero " piatto nazionale " - io vado
pazzo per gli Zeppelini farciti di maiale. L' ambiente è folk
con storie e barzellette popolari disegnate sulle pareti come fumetti e
musica dal vivo con invito a imparare i tipici balli lituani. Fate
attenzione alla testa quando scendete la scala, il soffitto è
basso e l' Ausl locale è tollerante ! Vicino allo Smuklè
c'è un raffinato gourmet - di cui non ricordo il nome - con una
buona lista di vini europei e assaggi irresistibili di formaggi e
altro. Il bello dei locali lituani è la trasversalità
della clientela - locale e straniera, giovane e anziana, fighetti e
stracciati - diversamente da noi, dove i posti sono rigorosamente
divisi per anagrafe e ceto sociale.
F U O R I C I T T A'
Sono almeno tre
le
destinazioni " obbligate ": 1 - In
periferia si trova la trattoria più grezza e più bella
del mondo ! Chèz " Marceliukès Klètis " in
Tuskulenu 35 [
tel. 725 087 ] potrete divorare la cucina tradizionale lituana seduti
su tronchi d'albero tagliati pari e imperdibile è la toilette !
2 - A Trakai nel mezzo di laghetti comunicanti trovate il castello
granducale raso al suolo dai russi durante l'ultima guerra mondiale
perchè i tedeschi vi avevano sistemato la santabarbara, e
ricostruito fedelmente secondo il progetto originale. Rinfocillatevi
con panini alla salsiccia in uno dei numerosi chioschi sulle rive e se
ne avete voglia potete noleggiare una barca a remi e fare un giro
sull'acqua. 3 - A Grutas - 130 km a sud-ovest della capitale -
c'è il parco delle statue e delle effigi sovietiche rimosse il
giorno stesso della ritrovata indipendenza, meta per i nostalgici e per
gli oppositori che non vogliono dimenticare [ Gruto Parkas, tel.
0313 55511 ]. [ il Bufalo ]
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