Post del 14 - 01 - 2008

Hanno ammazzato il Bau-bau

Tre differenti modus operandi e tre corpi del reato (anzi quattro)

1)

Nell'impacchettamento "alla Christo" degli ingressi storici al centro, a Porta Mascarella campeggiano i versi maliziosi di Lucio Dalla - dalla canzone "Cinema" - e non a caso la porta è rivolta verso via Stalingrado, la larga strada tradizionale del lavoro notturno dei travestiti che conduce al Fiera District.
E' di poche settimane fa la dichiarazione-shock del cantautore sulla sua devozione per san Josemarìa Escrìva - il fondatore dell'Opus Dei - e l'"abiura" della propra "fede comunista" nella quale credevano in tanti, dalle nostre parti.
Sulla fede cristiana "particolare" di Lucio in verità non avevo dubbi. Rimaneggiata in ottica narcisista in "4 marzo 1943" che rimane un atto di fede in forma di supplica.

"La ringrazio per l’opportunità che mi dà per sfatare questa leggenda: non sono mai stato né marxista, né comunista. Se mi sono esibito alle manifestazioni di sinistra è perché sono un professionista: gli organizzatori mi hanno pagato ed io ho cantato. Punto."
"E' così. Io credo nella ricerca del bello, nella santità e nella mistica del lavoro, che poi vuol dire santificarsi per mezzo della propria professione - (int.) Una logica che coincide con quella di San Josemarìa Escrìva, il fondatore dell'Opus Dei… - Esatto. Sa, apprezzo molto questo Santo".
Queste ed altre dichiarazioni rilasciate nell'intervista a "Petrus", magazine on-line dedicato al pontificato di Benedetto XVI.


Per quanto mi riguarda, Dalla è libero di gestire la sua coscienza come meglio crede : il personaggio è complesso e già lo sapevamo.
In questi decenni ci ha dato parecchie canzoni belle e cantabili - reinventandosi e spiazzandomi più volte - per questo ha la mia riconoscenza. Come l'altro "illuminato sulla via di Damasco" nella mia terra : Giovanni Lindo Ferretti, poeta e cantante dei c.c.c.p. prima e dei c.s.i. per divenire testimone del proprio "mutamento".

"Cinema" (da "Henna", del 1993)

Dove vai questa sera
Vado sulla luna
posso venire con te
...Ma lassù piove...
Portami con te
Dovunque vai, chiunque sei
Dove vuoi tu, mi troverai
Amore, amore, amore, amore.
E se finirai perché lo so che finirai
Da qualche parte arriverà un altro amore amore amore
Ho aspettato mille anni
Aspetto altri mille anni
Per veder che faccia hai
Adesso dimmi dove sei
e perché non ti ho trovato mai.
Nelle baracche dei gelati negli ingorghi autostradali dentro agli occhi stralunati
Nelle notti tutte uguali a volte arrivi, a volte te ne vai
Portami con te
In mezzo ai cieli colorati
dentro a vuoti mai provati
Amore, amore, amore, amore.
Portami con te
con i miei sbagli continuati per tutti i cuori trascurati
Amore, amore, amore, amore.
Nelle baracche dei gelati negli ingorghi autostradali dentro agli occhi stralunati
Nelle notti tutte uguali a volte arrivi, a volte te ne vai
Una luce accesa
Una finestra tra i palazzi e da lontano sui terrazzi
Le ombre fresche della sera
E' l'inizio dell'estate per miliardi di persone
Per le persone innamorate
Amore, amore, amore, amore.
Dove vai questa sera
Vado sulla luna
posso venire con te


Altri differenti Bau-bau

2)

Di fronte alla porta, c'è una struttura usata anni fa dal centro sociale "Livello 57" : con il suo pingue tetto nero che sembra potere "volare" sopra le teste e il sonno tranquillo dei "bravi cittadini" bolognesi, ancorato al terreno da sottili tralicci che paiono zampine, m'ha sempre ricordato il babau di Dino Buzzati . Un'entità visuale ma inafferrabile come certe atmosfere e personaggi surreali nei dischi di Lucio Dalla.
Ora è inutilizzato ed è l'ennesima struttura di proprietà pubblica ch'è sotto-impiegata (come stupido parcheggio per pochi).
Fotografando la porta impacchettata, ho deciso di dedicarmi un po' al "mostro" di lontana data e di lavorarci un po' sopra (i risultati li vedete in fondo alla pagina) :
quando l'ho visto per la prima volta ?
Mi sa che ero bambino, con addosso le attese epifaniche di ogni buona famiglia bolognese piccolo-borghese.
Poi, da giovane non sono stato un assiduo frequentatore dei centri sociali, e - ad onore della cronaca - quelle volte che ci andavo con gli amici ci entravo già abbastanza bevuto, cosicchè non ho ricordi memorabili sulle mie serate al "Link" o al "Livello 57".
Ma rimanevano pur sempre una opportunità, una opzione - anche se remota - per le nostre serate "in ballotta" che questo sindaco arrivato dal cielo come una disgrazia ci ha tolto, sostituendo alla politica della "riduzione del danno" quella dell'intransigenza vestita con le uniformi delle forze dell'ordine, con margini quasi inesistenti per il confronto tematico e dialettico.
Qual'è il vero "bau-bau", Sergio Gaetano Cofferati o il "Livello 57" ?

3)

A fare compagnia al capannone dismesso c'è un'altro e più ingombrante "bau-bau", cioè quello degli anni di lotta tra il '68 e il '77, mai digerito completamente dalla classe piccolo-borghese ovvero la quasi totalità degli italiani e quindi dei bolognesi.
Pure lui ucciso con un'esecuzione secca e precisa.
E mi sembra che il '77  sia oggi e che la Storia si sia fermata - con la sola differenza che l'"elettricità" è calata - perchè quando rileggo gli scritti degli intellettuali e le canzoni di protesta, questi sono di un'attualità disarmante.
Gli anni '80 hanno cristallizzato un paese, ci hanno dato un incompiuto craxismo e tanti prodotti di consumo per riempirci i sensi e attutire le coscienze, ci hanno normalizzàti come cavie accondiscendenti di laboratorio.
Anche chi scrive queste poche righe c'è cascato, e forse non c'era nulla fare ma ora c'è solo il "risveglio" che talvolta è "salato".
Il particolare "coming-out" di Dalla fa il paio con la testimonianza di Francesco Guccini sull'"innocenza dell'eskimo"  e le letture di Marx e Marcuse mai fatte, preferendo i classici americani e l'ascolto di Bob Dylan : queste confessioni di illustri bolognesi forse ci restituiscono l'immagine più calibrata della città, ch'è stata attraversata da ogni avanguardia artistica e politica nei decenni, eppure c'ha il "nocciolo" piccolo-borghese e "cucciolone".
Una versione padana della Contea tolkeniana degli hobbit : esseri "curiosi" - sia in senso riflessivo (nessuno nega la nostra stramberia connaturata) che attivo (la curiosità verso gli altri e "l'esterno") - che esplorano, viaggiano, rischiano, ma poi tornano sempre nella "tana" del proprio appartamentino (magari fatiscente e del centro storico) ch'è quasi una "caverna" calda e confortevole.
Semplicemente, può essere arrivato il tempo di partire verso nuove imprese straordinarie - che forma avrà l'anello ? - o di rintanarsi in letargica attesa di migliori tempi economici, dopo l'attuale pioggia di sassi. Per chi può e una casa - nonchè una congrua scorta di cibo - ce l'ha già.
E' quello che farei io, ma per un mix di curiosità e necessità mi sa che partirò come un'erede-Baggins qualsiasi (non sono l'unico).

4)

Oppure i due "voltafaccia" - così sono sembrati d'acchito a tanti, ma bisogna andarci cauti e non sputare su quarant'anni di musica igt - sono il dazio da pagare al nuovo "moloch" della politica italiana, quel Partito Democratico che sta armeggiando da tempo nel "laboratorio" bolognese per accontentare l'imprescindibile componente cattolica e filo-vaticana e col quale si rapportano i due artisti bolognesi canuti e forse stanchi. Pure appagàti.
O semplicemente stiamo assistendo a quella trasformazione che coglie gli artisti quando dalle "cantine" e con le tasche vuote approdano al successo nazionale e/o internazionale, ovvero diventano mainstream loro stessi.
Non possiamo chiedergli di fare gli alternativi fino alla tomba, e sta a loro portare oltre la "bandiera" ma alle generazioni più giovani : però avrebbero potuto prendere le distanze da quel vero "mostro" che è il conformismo che si ciba della stanchezza degli italiani in genere, imbolsiti e incapaci di immaginare "il domani".
Ripeto che sono liberi di fare ciò che vogliono, con la loro coscienza : in questi casi, la migliore moneta per ripagare i vecchi compagni di viaggio, oggi "parzialmente abiuranti" o "parzialmente scremàti" se preferite, è l'indifferenza.
E poi rimbocchiamoci le maniche e andiamo a cercare e a gratificare con la nostra attenzione e il nostro consumo tout-court gli "artisti giovani" - o "artisti interi", se preferite - che ce ne sono tanti in giro, ed aspettano di essere scoperti da me e da voi che leggete.



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Link
testi delle canzoni di Lucio Dalla in Massimol.it
"Lucio Dalla" - scheda in Ondarock.it
"Livello 57" - sito ufficiale del centro sociale
Viafabbri43.net - sito non ufficiale dedicato a Francesco Guccini
"Eskimo" - testo della canzone di Francesco Guccini







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