Carta
e matite colorate (riflessione su s/m e bondage)
|
Post
del 14 - 12 - 2005
Concretizzo questa pagina dopo l'ennesimo scambio di parole ed immagini
con la mia amica Lupa che ha
realizzato la copertina e alle 19 e 30 mi ha
scritto in una lettera : "[ ... ] Ti voglio dire una cosa : sai, tempo
fa
parlavo con una persona e mi diceva che in questi ultimi anni, il
bondage, sadomaso etc. hanno avuto una notevole rivalutazione, e
aggiungeva che psicologicamente parlando per molti è un
tentativo di
esorcizzare la paura della guerra, le violenze, il dolore, la
sottomissione e via dicendo, insomma un modo per temprarsi [ ... ] Un'altra volta
invece, il mio amico Piero mi disse : che cosa hanno in comune un
cioccolatino e una portaerei ? Entrambi sono beni di consumo. Pare
stupida, ma forse in fondo in fondo non lo è". Mi
sono piaciute le idee inscritte e le ha elaborate graficamente con
bravura. Raccolgo la
piacevole stimolazione e rispondo in modo costruttivo e
per quanto posso dare.
Premessa
Mi manca l'esperienza fattiva di un qualsiasi tipo di rapporto fisico
coattato da uno dei due partner alla sottomissione chiaramente
gerarchica e punitiva (sado-masochismo) o inibitiva dell'altro
(bondage). Nè ho una base teorica sull'argomento, perciò
le riflessioni che mi appresto a scrivere sono quelle di un "esterno" a
queste pratiche erotiche e da un certo punto di vista le mie parole
sono "incontaminate". Essendo interessato alle interazioni possibili
del corpo umano e alle performance figurative, due anni fa acquistai un
mese di abbonamento al sito-web di Julie Simone :
un'esperta praticante di bondage e fetish, di cui sono discipline
affiliate lo shibari (giapponese) e lo smoking (un'indagine visuale ma
non superficiale sulla sensualità del gesto di fumare una
sigaretta). Alcune immagini fanno ancòra capolino nella mia
mente (precedentemente) turbata mentre altre sono periodicamente sullo
sfondo del mio desktop perchè nella bellezza plastica ed i
particolari ricchi - quasi barocchi e kitch - tradiscono un'educazione
pittorica (vedi esempio a lato).
Curioso, per un non-fumatore come me essere così fortemente
attratto da una femmina che sugge fumo : inspirare sostanze di vario
genere allo stato gassoso e volontariamente, è un atto cui sono
sinceramente impossibilitato da sempre e certamente non perchè
io sia stato impressionato dalla campagna contro il tabacco (che
è arrivata "tardiva" nella linea della mia vita, cioè ben
oltre l'adolescenza e il tempo delle scoperte di base) ma per semplice
incompatibilità elettiva. Sono completamente tollerante con i
fumatori e l'odore delle "commerciali" non mi disturba affatto anche se
sparso da una persona che siede al mio stesso tavolo, anzi - come tutto
ciò che non conosco direttamente - il rapporto donna-sigaretta
m'incuriosisce.
Altro evento è - per esempio - l'essere inebriato dal denso
incenso bruciato generosamente in una chiesa ortodossa. Questo è
del tipo "casuale" (ennesima incongruenza : sono ateo e tuttavia quando
calpesto i gradini d'accesso ed entro in un santuario di rito
russo-ortodosso sento qualcosa di speciale).
Un cioccolatino
piccante (raffiguriamo
quello che conosciamo)
I bambini prendono i pastelli ed iniziano a pasticciare sulla carta
ruvida, con più pratica le macchie indistinte di colore
diventeranno forme e significanti ben definiti : le persone consuete
che li accompagnano nello svolgimento quotidiano e gli oggetti
più "manipolati" oppure vuote figure di nuvole ed uccelli
imposte dalla maestra. Magari missili terra-aria, bombardieri ed
esplosioni se il genitore vuole vincere il concorso di disegno ipocrita
sul tema della guerra col pessimo risultato di iniziare il bambino alla
terminologia e alla rappresentazione – quindi all'appropriazione
più radicata (le idee) – delle tecniche usate dai militari.
Per
i bambini del ghetto di Terezin - campo di
passaggio in Cecoslovacchia
per gli ebrei destinati ai lager del non-ritorno, attivo dal '41 al '45
- il disegno, la poesia ed altre applicazioni creative non furono un
noioso ed incomprensibile esercizio scolastico ma parte della
riabilitazione alla vita civile. I segni sul foglio di carta sono la
reppresentazione del legame con l'angusto spazio vitale riservato loro
e della tragedia inscritta nella recinzione del campo (e di un altro
più profondo che li ha accompagnati per l'intera vita : il
sovraffollamento, gli approvvigionamenti alimentari insufficienti e
l'assistenza sanitaria inesistente causarono la morìa di
migliaia di piccoli innocenti. Questo episodio è un esempio di
sadismo puro ovvero di uno stage in cui la vittima non ha scelto
volontariamente la propria punizione e pertanto è configurato
come azione violenta e criminale. Lo stesso si può affermare per
le torture nel carcere di
Abu Ghraib in cui i
seviziatori furono "creativi" nelle situazioni di dolore ed umiliazione
inferte al singolo prigioniero o al gruppo (fino alla morte). Nel
singolo individuo sottomesso possono scattare inaspettati meccanismi di
libido ma nel complesso sono ovviamente sadici crimini contro l'essere
umano.
Il s/m erotico prevede
due interpreti principali : un padrone - master - che agisce sullo schiavo
sottomesso fisicamente - slave
- che è il regista cerebrale delle perversioni (ribaltando i
ruoli
figurativi). Sull'eccitazione sessuale scaturita dalla scena
trasgressiva e dalle contusioni e/o abrasioni cutanee io non posso
scrivere (come detto, non ho partecipato mai a questi giochi). Cito da
Wikipedia : "BDSM è
l'acronimo di Bondage, Dominazione/sottomissione, Sadismo,
Masochismo.
Indica il complesso delle pratiche erotiche in cui un partner si rende
totalmente disponibile a vivere le sensazioni e le situazioni
architettate dall'altro.
Il
BDSM si distingue nettamente dal sadomasochismo
inteso in senso clinico. Quest'ultimo è una patologia che si
esprime
con atti unidirezionali verso un partner non necessariamente
consenziente o di autolesionismo;
il BDSM è invece un gioco erotico fra adulti consenzienti, il
cui scopo
è un'interazione bidirezionale positiva per entrambi. Un buon
criterio
per distinguere le due cose è il principio cosiddetto dell' SSC (Sano
- Sicuro - Consensuale)
: se sono presenti questi tre aspetti, non esiste devianza patologica
ma semplice esplorazione emotiva-sensoriale. [ ... ]" - continua a
leggere su Wikipedia
| la libera enciclopedia .
Gli
adulti - almeno per l'anagrafe - me li vedo a praticare il
sadomasochismo come ovvia replica degli
abusi, delle subordinazioni e violenze di cui la nostra società
è intrisa senza differenza alcuna tra il mitra ed un portafoglio
pieno di banconote. Una messinscena metaforica ri-elaborata e quindi
più pesante perchè l'eccitazione riverbera nel replicare
il gesto fino all'orgasmo che non è liberazione (entrambi gli
attori sono obbligati ai rispettivi ruoli fino alla fine e oltre) ma
semplicemente la breve e fisiologica interruzione di un'ossessione che
ripiega su se stessa dilatando ogni volta i limiti. Pericolosa e
remissiva nell'anima della vittima (tanto più se è
vissuta come una prova di sopportazione e sprezzo del dolore) che non
combatte più per cambiare il proprio status ma - interiorizzato
il ruolo dello sconfitto - v'inscrive il proprio agire disperato per
raccogliere "echi" di un piacere usufruito in maniera maggiore dal
proprio carnefice. Vi rimesta accrescendo il disagio che patisce e
stigmatizzando (celebrando con una funzione pagana) la propria
subordinazione, si libera progressivamente di ogni tensione e
frèmito generati dal legittimo desiderio di riscatto, che
diventano ulteriori occasioni di piacere oscuro e sproporzionatamente
distribuito : è una perversione.
Per sopravvivere in questo "sistema" dobbiamo necessariamente
metabolizzare l'enorme miseria che ci circonda e il rivolo
d'ingiustizia che s'infiltra quotidianamente nelle nostre vite
compulsive. Riprodurre un feticcio di storia nel teatro domestico con
funzione catartica può sembrare bizzarro ma - credo fermamente -
altrettanto facciamo nelle nostre teste alzandoci ogni mattina per
andare al lavoro (succede automaticamente senza bisogno di premere
"start") e non c'è altra ipotesi se non quella di mangiare un
cosciotto d'agnello in faccia al bambino africano che muore di fame -
magari ci mangeremo pure il bambino - come sulla copertina di un disco
di hard-rock che ebbe un discreto successo negli anni '80 ("Stay
hungry" - appunto - dei Twisted Sisters). Non può durare e non
serve scappare come un colonnello Kurtz sconvolto dall'Orrore, anche se
nessun servizio segreto ci verrà a chiedere di ritrovarlo e
sopprimerlo : il "sistema" è sazio e tanto sicuro si sè
(magiare troppo inebetisce), sarà solo una questione di tempo.
Il s/m è un comportamento che mi ricorda certi popoli sedicenti
"amici" del
potente - l'unica super-potenza rimasta al mondo - che pure si vantano
di subire.
Me lo figuro come un adolescente che anzichè affrontare
coraggiosamente le prime difficoltà della vita vi diventa
alleato e smette di crescere tornando spesso indietro con lo sguardo,
un debole come lo hobbit Sméagol che cede alle lusinghe del
Potere.
Slegàta e libera
La prima volta che vidi le foto dei legàmi sul citato sito-web,
confusi la pratica del bondage con il sadomasochismo e addirittura me
ne pareva l'apoteosi : quale situazione peggiore per la schiava che
l'immobilismo totale, alla mercè del padrone e della sua
misericordia ? Ragionandoci sopra ed osservando più attentamente
le centinaia di foto che scaricavo, mi accorgevo che l'azione non
è tanto quella esterna ed erotica che il master può
eseguire sulla vittima, ma è interiore ed avviene in direzione
opposta.
Uso il termine "liberatorio" e a
ragione : è un incubo sempre a lieto fine, si viene
slegàti e rimangono solo alcuni segni dell'inibizione temporanea
mentre un piacevole torpore si diffonde in un organismo che riacquista
le piene potenzialità motorie e circolatorie. Minuti che
inducono alla riflessione auto-referente, un reset dei legacci mentali
(così veri e tangibili), dei residui sporchi dello stress
quotidiano e dei rapporti complicati tanto da essere inestricabili a
causa di una moltitudine di "nodi" al fil-rouge di corda robusta che ci
stringe assieme (talvolta fa male).
Non è certo leggero - anche se ricordo fisionomie
incredibilmente "leggere", legàte e issate in cielo come in un
sogno - e la
stessa Simone scrive dell'angoscia che la prende quando le corde
vengono tirate e quell'entità ch'è il corpo prende
coscienza - più lentamente della mente - d'essere stato
catturato ed impedito di quel refrain gestuale compulsivo e di quei tic
che automaticamente scattano nel corso del giorno. La paura diventa
panico, che defluisce altrove.
Il bondage non replica all'infinito la "farsa del vivere" ma la
interrompe riportando la coscienza prima del corpo e quindi di
sè ad un livello più intimo ed importante delle azioni e
dei doveri che portiamo avanti ottusamente, sordi ad ogni comprensione
dei meccanismi costitutivi di questo indaffararsi ostinato e -
nell'aspetto - disperato.
Insomma non è un esercizio ostentativo e coatto del proprio
"machismo" ma un'azione forte su se stessi come una penetrazione della
propria mente.
La definirei terapia e - chiedo vènia - aggiungerò un
testo
sulle discipline delle corde (acquisterò o mi farò
prestare) ai libri posàti sulla comodina, che spero di smaltire
nel
periodo natalizio.
Se qualche ragazza esperta nel genere volesse essere assistita nella
pratica dei legàmi può scrivermi una lettera
(e magari
consigliarmi qualche testo).
Conclusione sulla
carta increspata di una squisitezza
I cioccolatini sono buoni ed è difficile resistervi. Ma quando
scarteremo la carta stagnola lucida del prossimo rocher, osserviamo i
riflessi di luce emanati da un materiale da nulla ma che appare
così sfarzoso ed immaginiamo come potrebbe essere migliore la
rete costruita da tutti noi che comunichiamo - quella solida e quella
virtuale in tendenziale sovrapposizione - solo per un secondo. E
poi riprendiamo le nostre pratiche s/m mentali.
[ il Bufalo
]
COPYRIGHT
2005
ERAVAMOTREAMICIALPUB.IT
|

Post
del 28 - 12 - 2006
Qualche accenno di cambiamento
Sappiamo che la
pubblicità è massificata sui gradimenti del
popolo-consumatore, qualche volta è innovatrice e diventa
massificante in piena ma ridondante - direi insopportabile -
reciprocità.
M'ha pertanto sorpreso questa campagna di una famosa azienda
produttrice di calzature - da mesi visibile nella cartellonistica
stradale e sulle pagine dei quotidiani - centrata sugli stivali che
vengono risaltati da un palese e classico atto di sottomissione, la
padrona che trascina lo schiavo al guinzaglio : anche se lei è
vestita un po' castamente e di lui intravediamo solo le mani - quindi
ne deduciamo la posizione a quattrozampe sul pavimento - brindo al
coraggio dei creativi e della proprietà del marchio per questa
ventata d'aria fresca e nordica sul paesone dei mille campanili.
[ il Bufalo
]
COPYRIGHT
2006
ERAVAMOTREAMICIALPUB.IT
|
|
|
S/m
di Stato
|
Gli
enormi apparati interni dei totalitalismi nel
XX° secolo
furono la più
vasta applicazione dello stile s/m "realizzato" su scala mondiale,
nelle cui pieghe i piccoli burocrati e militari ch'erano gli ingranaggi
del sistema erano spesso anche le vittime della compulsione nel
rapporto morboso tra autorità di controllo superiori ed
inferiori, e
tra queste ed i semplici cittadini monitorati (per
ragioni etniche o politiche). La
relazione
tra chi ha un frammento della potestà statale e chi ne è
asservito -
magari anche all'interno dello stesso "sistema" (sappiamo che i
controllori erano controllati a loro volta da superiori e la paranoia
dilagante) - diviene erotica proprio quando chi controlla è
costantemente sotto pressione e la propria figura tende a sovrapporsi
per analogia a quella di chi è controllato, con inaspettate
riflessioni
ed interazioni (i ruoli della vittima e del carnefice si confondono ed
il "gioco" si allarga). Non ricordo una cinematografia specifica capace
di trattare questo argomento in quel preciso periodo storico - la
seconda
guerra mondiale e la globalizzazione che ne consegue - che è
bloccato da
tabù ancòra dopo sessant'anni. Un "sistema" rigido,
incapace di rimettere in gioco se stesso è destinato al crollo e
- dopo la fine del socialismo realizzato - abbiamo buone
possibilità di goderci in diretta la fine del capitalismo
imperialista : le eruzioni belliche
regionali ed "improvvise" sono cattivi segnali e sarebbe utile conoscerne le cause
più profonde senza
inibizioni di
sorta. Cito - fuori dagli schemi - "La
moglie del soldato" di Neil Jordan , in cui
l'ambigua compagna di un soldato inglese detenuto dell'Ira diventa
ragione di vita per uno dei carcerieri in crisi di coscienza. [ il Bufalo ]
|
Sméagol
/ Gollum
|
La scheda del
personaggio
|
"La
creazione di Gollum"
|
"Gollum, eroe in motion
capture" di Linda@merraigan.it
|

|
Ne
"Il Signore degli anelli"
Sméagol-Gollum è cosciente della propria colpa -
l'assassinio del suo migliore amico, Déagol - ma vi rimane
imprigionato perchè non riesce a rinunciare alle lusinghe dei
poteri prodotti dall'Anello (per esempio l'invisibilità, grazie
alla quale compie vari furti) con il risultato di divenirne schiavo -
addirittura lo personifica e ci parla - fino alla morte. L'Anello -
forgiato da Sauron in una cavità del Monte Fato - succhia
tutta l'energia positiva pur - paradossalmente - allungando la vita di
secoli (Gollum è l'essere mortale più vecchio della Terra
di Mezzo) e diviene
uno "strumento di tortura"
che di fatto logora pesantemente nel fisico e nella psiche chi lo porta
: è il fardello di Frodo Baggins, inseguito proprio dal "vecchio
proprietario" che non rinuncia all'oggetto, pur essendo questo la causa
di tutte le sue disgrazie. Inizia un rapporto sadomaso (non- sessuale)
tra Gollum e Frodo in cui il povero essere si sottomette subdolamente e
soddisfa i voleri dello hobbit (essere guidato attraverso le regioni
oscure della Terra di Mezzo, ch'egli conosce molto bene) ma ragiona
continuamente su come riacquistare con
l'inganno l'oggetto dei suoi desideri,
fino alla cruenta lotta finale. Mi ha fatto pena guardare i continui
maltrattamenti ch'egli subisce - quasi
con piacere, pensando morbosamente al
"bottino" da cogliere - da Samwise "Sam" Gamgee per essere tenuto a
bada (inutili misure).
Sarebbero da psicanalizzare
l'affetto e persino la gelosia che il servitore
ed amico Sam prova per Frodo. [ il Bufalo ]
|
"Frodo ce l'ha
fatta" di Alberto Biraghi
|
|