Uomo bianco e uomo nero [ scopri la bestia che c'è in te ]
 Post del 28 - 9 - 2005

E' di oggi - 28 settembre - la notizia della condanna del soldato Lynndie England  , tre anni di prigione e radiazione con disonore dall'esercito ma anche una vita sfigatissima privata dell'unica fonte di reddito sicuro che era riuscita a trovare.
Avevo scritto sulle vicende della prigione di Abu Ghraib una lettera ironica fino al paradosso, tediato dai cori da stadio tipo "OOOOOH" stampati a piena pagina con finto stupore, come se nessuno sapesse che la guerra è la spogliazione della dignità sempre e comunque.
Spesso il fine NON giustifica i mezzi, e spesso NON è chiara la finalità delle politiche globali dell'ultimo Impero terrestre (o forse lo è fin troppo). Sulla carta stampata mi avevano recato conforto due commenti : Massimo Cacciari su "La Repubblica" e Ida Dominijanni su "Il Manifesto", il primo interrogandosi sui meccanismi intimi di tali rappresaglie (forse comuni a tutti noi) e la seconda porgendo un'arguta ed estesa riflessione sugli equivoci intrinsechi dell'essere una donna occidentale in una "guerra di liberazione" - anche dai tabù secolari - come questa.
Questo pezzo lo riporto integrale a lato perchè contiene anche una cronaca accurata delle sevizie, senza falsi pudori.
Di quello che ha scritto il politico-filosofo mi ha colpito : "Guardiamo allora in faccia l'orrore di queste immagini, se vogliamo tentare di conoscere noi stessi. Allora soltanto potremo sperare di oltrepassare la condizione che rende possibile l'orrore, per cui continuamente esso fa ritorno. E la condizione della paura, dell' ignoranza che genera paura. Della paura che genera odio. Tutto ciò che lo istiga e ispira, tutto ciò che dissimula sotto la maschera di intolleranze liberatrici la prepotenza del credersi e proclamarsi superiori, tutto ciò che ritiene nemico ogni prossimo che non si identifichi a noi, sta oggettivamente dalla parte dei torturatori. Tutto ciò che combatte il terrore con le armi del terrore non ha alcun diritto di giudicare i criminali di Abu Ghraib. Ma proprio per questo, pietà per i torturatori. Non solo perché non sanno quello che fanno e si fanno. Pietà anche per la nostra natura che in loro si disvela secondo la più perfetta misura della sua miseria." [ da "Il male radicale" di Massimo Cacciari  - pubblicato su "La Repubblica" il 7 maggio 2004 ] .


 E-mail dell' 8 - 5 - 2004









Bevuto ma non troppo

Quando ho scritto queste parole ero impazzito e facevo apologia di reato (oggi certificata da una condanna del tribunale) ? No, ovviamente non facevo apologia ma sarcasmo dei fattacci.
Davvero mi aspettavo che i personaggi della storiaccia fossero d'ispirazione per un B-comic underground perchè di materiale per dissacrare l'Amerika ce n'era e tanto.
Eppure e semplicemente penso che noi abitanti dell'emisfero bianco ed ancòra più ricco del mondo - nonostante tutto - dobbiamo essere un po' grati alla soldatina americana.
Perchè il "caso Abu Ghraib" ha lacerato definitivamente quel sottile velo di retorica alleata ipocrita - fatta di "intervento umanitario", "libertà" e "democrazia" - che copriva gli interessi di alcuni trust economici legati al petrolio. Fate i vostri conti : dopo questi anni di guerra la famiglia Bush e poche altre sono molto più ricche, mentre è più povera la grande maggioranza di voi che mi leggete, non è vero ? Le punizioni aberranti ai detenuti iracheni ci hanno aperto gli occhi su come la guerra sia brutta e sporca da entrambi i lati, iniettando sane dosi di critica anche in quei cervelli ingenui che avevano creduto alla favola del feroce dittatore saraceno e delle giubbe blu - sempre loro - che arrivano, vincono e liberano i deboli dalle angherie dell'uomo nero che in privato godeva di spettacoli di sadismo ed uccideva (e forse mangiava) chi lo contraddiceva, persino i parenti prossimi.
Salvo poi scoprire che quell'anima sporca e brutale può appartenere anche a pasciuti e fisicamente sani ragazzi nordamericani bianchi - o a noi europei, non fa differenza - e quindi a ciascuno di noi. Riflettiamoci. Quante Lynndie ed equivalenti maschi sono pronti a partire tra noi e quanti il Sistema ha programmato per "scoppiare" nei prossimi anni ? Meccanismi subliminali che scattano.

Una moda popolare

Sono già tanti. La scorsa festa di Halloween ha mostrato migliaia di cloni in azione con il famoso gesto del mitra puntato ai genitali e la sigaretta in bocca - non sarebbe meglio un lecca-lecca ? - e tanti altri si fanno ritrarre in quello che è diventato un rito di massa : "doing Lynndie" , sul sito Bad Gas
c'è una lunga pagina  - in continuo aggiornamento - di contributi fotografici al "mito" della giovane carceriera sado-maso.
Se il carnevale gotico di origine anglosassone intende deridere ed "esorcizzare" la paura della morte, scimmiottare la performance di L. cos'è se non fare altrettanto della dignità umana ?
Ne abbiamo bisogno per sopravvivere ? Le nostre azioni devono replicare ogni cosa che passa in televisione e sorpassarla nel greve umorismo grottesco ? Qua sotto trovate una piccola galleria di immagini "pescate" nel web cercando la parola-chiave "Lynndie England", tra le chicche un bambino istruito dal genitore, un cinico amico che "mitraglia" un poveraccio che vomita l'anima nel cesso e un'équipe di medici che s'appresta ad operare un paziente sotto palese anestesia, voglio credere che non fosse morto !
Ai giornalisti l'eroina negativa ha detto : "Sono fiera di essere americana e sono una patriota".
In quell'aula del tribunale io ho visto solo mesti sconfitti, spettatori compresi. Andava punita - è stata una dei pochi processati - ma nei suoi occhi ho visto un pezzo di questa umanità scoppiata che lotta per sopravvivere metabolizzando troppo e - quando gli scarti sono quantitativamente esosi - rigettando come fosse un bisogno fisico.  Il mondo va avanti e continuano a nascere bambini - anche la England ne ha uno - e sicuramente avranno uno stomaco fortissimo se i loro genitori sono capaci di reciclare storie come queste nei media e nei comportamenti quotidiani, meglio nelle occasioni delle feste.
E' stupefacente la capacità della razza umana di reciclare ogni fatto - sono un coglione che mi sorprendo ancòra ? - per uno spot a favore di un regime totalitario o per una "sana" risata esorcizzante ( gli psicologi dicono così, no ? ). Ha sempre ragione Charles Bukowski.
E anche il Vasco : "se non state mai coi deboli, e avete buoni stomaci / SORRIDETE ! / gli spari sopra / SONO PER NOI !" [ da "Gli spari sopra"  - copyright 2002 Vasco Rossi ] .

Se qualcuno ha la faccia tosta di fare un "lynndiening" si faccia pure fotografare, che lo pubblicherò.

[ il Bufalo ]

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La prigione di Abu Ghraib
scheda Wikipedia
Le foto delle torture

Lynndie England
scheda Wikipedia
scheda e servizio IndYbaY
Charles Graner, scheda Wikipedia

Quel trattino tra corpo e piacere
di Ida Dominijanni

Abituato dall'inflazione del visuale a posarsi sulle immagini veloce e distratto, lo sguardo certe volte non basta: quando bisogna andare sui dettagli è sempre meglio la parola scritta. E nel caso delle sevizie "occidentali" sugli iracheni a Abu Ghraib, è sui dettagli che bisogna andare, per evitare che quel nome sommario, "tortura", ci esima dal fare dettagliatamente i conti con quello che comporta per la nostra democratica civiltà il ritorno di questa pratica nel lessico quotidiano (già sinistramente anticipato, e con troppo scarso allarme, dai non tanto accademici dibattiti successivi all'11 settembre sulla possibilità di riattivarla contro il terrorismo). Dunque andiamo sui dettagli, e invece che distogliere lo sguardo da quelle insopportabili immagini fermiamolo sulle minute descrizioni del rapporto Taguba e delle testimonianze dei detenuti. Pestaggi con sedie e bastoni. Sodomizzazioni maschili con manici di scopa e lampade al fosforo; stupri femminili con foto. Masturbazioni obbligate. Sesso orale per forza. Uomini travestiti con lingerie femminile, very drag. Ammucchiate. Morsi di cani. Elettroshock ai genitali. Trattamento al ghiaccio dei corpi nudi. Nel dettaglio, il catalogo è questo. Con esecutori e esecutrici, un'orgia di sadismo bisex. Sconvolta da tanto orrore autoprodotto, l'opinione pubblica occidentale stupisce che a perpetrarlo ci fossero anche donne: soldatesse che incitano, ridono, fotografano, godono, coperte da una generalessa che sostiene di non aver saputo e punta il dito contro responsabilità più alte ma chissà. Funziona sempre così, in base a un collaudato dispositivo dell'immaginario e del senso comune: se il mondo (perlopiù edificato da uomini) diventa tanto orrendo, che almeno le donne si salvino e lascino aperto uno spiraglio di salvezza per l'umanità. Non fu così anche con la prima kamikaze palestinese? Stupore, scandalo, punti esclamativi.

Andrebbero tolti, quei punti esclamativi, e non certo per assolvere le secondine di Abu Ghraib, né solo perché di analoghi precedenti la storia è sinistramente lastricata dalle kapò naziste in giù. Ma perché più urgenti sarebbero alcuni punti interrogativi da rivolgere a quanti, in occidente, hanno fatto della "guerra al terrorismo", in Afghanistan prima in Iraq poi, una guerra ideologica e politica sulle relazioni planetarie fra i sessi. Con la libertà e la democrazia, si doveva esportare in quei paesi anche l'emancipazione femminile. Liberare le donne arabe e islamiche dal velo, dall'oppressione, dal dominio di sistemi tardopatriarcali e tardomaschilisti. Ricoprirle di pari diritti, come noi qui a ovest.

Missione compiuta: abbiamo esportato emancipazione femminile. Soldatesse che torturano come i soldati e meglio, e guardano e fotografano e ne godono altrettanto. Sono i danni collaterali dell'uguaglianza, del pari diritto a arruolarsi e a fare carriera nell'esercito, del body building che gonfia i muscoli femminili quanto quelli maschili. Di che ci meravigliamo allora? E perché piuttosto non spegniamo radio e tv, quando sentiamo aleggiare l'ipotesi che quelle immagini di Abu Ghraib rappresentino la rivalsa del femminismo occidentale sul maschilismo islamico - come se questo fosse il femminismo, una ritorsione sadica e umiliante del gentil sesso sul sesso forte, neanche avessimo preso lezioni di sfida fallica alla scuola di Bush e dei neocons?

La differenza fra i sessi non è un dato: è un progetto, che rema contro la tendenza globale, spinta da ovest, a omologare, parificare, assimilare le donne al peggio della storia maschile, dei suoi miti e dei suoi riti. Per una che tortura, ce ne sono milioni che lavorano ogni giorno e dappertutto, a ovest e a est, per aprire il presente a un salto di civiltà. Fanno meno notizia, ma hanno un'altra economia del godimento e non ridono dei corpi martoriati. In fondo è sempre anche su questo, sul tipo di trattino che mettiamo fra il corpo e il piacere, che le guerre si combattono, si perdono o si vincono.

Da "Il Manifesto" del 7 maggio 2004








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