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del 31 - 12 - 2005
Lo specchio infranto ed il Medioevo di ritorno
Dalla
notte dei tempi ci sono state - e sempre ci saranno - offerta e
richiesta di "carne in vendita" (corpi di giovani donne), non penso che
sia
semplicemente un fatto meramente culturale o di pratiche criminali
tout-court (sopraffazione e sfruttamento del prossimo) bensì
antropologico nell'autodeterminazione delle proprie libertà e
tra queste - perchè no ? - quelle di darsi un prezzo da un
lato e di desiderare il consumo di ciò che è bello
dall'altro. Pulsioni imbrigliate per secoli dalla morale cattolica in
gran parte dell'Europa e finalmente regolamentate secondo i criteri
della modernità nei paesi protestanti (esempi di civiltà
non solo per l'argomento qui trattato).
Nello "stivale" non ancòra ed il motivo va ricercato in quel
piccolo-grande neo che sta nell'Italia centrale all'interno del corpo
urbano della capitale. Chi scrive ha consumato la carne di maiala ma i
vizi - di tutti i generi - sono dei
benestanti e non di chi tira a campare : William
S. Burroughs soleva
ripetere che un uomo abbastanza ricco può
assumere stupefacenti tutta la vita perchè può comprarsi
solo la roba buona (i tossici italiani che garanzie hanno sul prodotto
acquistato
dai pusher maghrebini che affollano i quartieri in declino quando cala
il sole ?).
La miseria
ingrassa il padrone dell'acqua santa e quello della cartaccia
Fintanto che v'è miseria culturale in questo mondo possono
crescere e propagare superstizioni e credenze come quelle narrate nei
vangeli, cui credono ormai una manciata di ottusi nell'Occidente
europeo avanzato (le statistiche dicono di un 10% circa di cristiani
praticanti, dei quali la maggioranza è anagraficamente anziana)
: è ovvio che la chiesa cattolica faccia proselitismo
nel Terzo Mondo e tuttavia dedichi una percentuale infima del proprio
bilancio alla risoluzione dei problemi pratici ed esiziali dei poveri.
Il papa predica in Brasile - ed ovunque
va a lavorare - contro l'uso del preservativo perchè vuole che
si
facciano tanti bambini da battezzare e fare diventare "buoni
cristiani", infatti ha recentemente
disdetto l'invito rivolto a Daniela Mercury - regina della samba e
credente - ad
esibire il folklore di Bahia nel concerto di Natale perchè la
stella della musica brasiliana ha aderito ad una campagna per l'uso del
preservativo - "camisinha" in portoghese - come ho letto su Gennarocarotenuto.it
. Il colosso sudamericano è un paese
in
crescita economica e per giunta guidato dalla sinistra, quindi
pericolosissimo per le politiche papaline : il controllo demografico
delle nascite sarebbe un altro passo avanti che i capoccia del vaticano
non vogliono.
Rispetto i
pochissimi
uomini di fede che si rimboccano le maniche per scendere
in strada e risolvere con tanta fatica qualche problema (perchè
rischiano la pelle) ma è la solita vecchia storia : è
meglio guadagnarsi lo stipendio con poco sforzo,
basta indossare l'abito talare e aprire la bocca o predicare che dir si
voglia ma qui non si tratta solo di quieta omertà e siccome la
chiesa lavora contro ogni possibile miglioramento delle
condizioni umane più basse di fatto è complice degli
affari delle mafie locali che gestiscono i traffici di qualunque
genere.
E non leggo campagne sociali statali e vaticane contro
l'abuso dei minori nei paesi del terzo mondo : me ne
ricordo una sola stampata e in onda solo per poche settimane, piuttosto
"soft" per non impressionare i bambini (ma non era destinata agli
adulti
?) e provvederò a fare una ricerca sul web per aggiungere
contenuti a questa pagina.
Le regole si possono definire ed applicare solo in quei luoghi
illuminati dalla luce della Ragione, perchè dove tutto è
indefinito e plasmabile dalla retorica laica o religiosa, tutto diviene
una favola e nelle fiabe ci stanno a buon diritto l'Orco e l'Uomo Nero
perchè non esiste il "santo" senza il "malvagio". Canta bene il
Vasco : "siamo
solo noi
/ che tra demonio e santità è lo stesso
/ basta che ci sia posto" : sta a
noi uomini e donne risolvere i problemi (ed è faticoso) senza le
bugie che talvolta sono comode o le intercessioni richieste a figure
sante.
Deprecare,
proibire, persino negare la
semplice realtà delle cose non contribuisce positivamente ad
alcuna discussione, ne falsa le basi di partenza e ne fuorvia il
proseguimento. L'ex-cardinale Joseph Alois Ratzinger
non è d'accordo e lo capisco : forse l'abuso è
autocitazionismo clericale (senz'altro lo è negli effetti
devastanti che le parole contro il preservativo hanno nei paesi
arretrati).
Lui stesso è un retaggio
culturale di quell'istituzione medievale che è la chiesa :
è
bene ripetere che nel passato pure i vescovi - al pari degli altri
signori feudali - pretendevano lo jus primae noctis. Insomma chi
vuole proibire agli altri vorrebbe poi arrogare per sè
l'oggetto della contesa : le "imprese" commesse dai preti
pedofili sono cronaca così come gli abusi perpetuati da
prelati nelle zone rurali dell'Italia centro-meridionale,
profittandosi della credulità popolare (tale è la
natura della “fede” per chi non crede, come il
sottoscritto).
Una
forte corrente storica destrorsa e revisionista emersa negli ultimi
anni ha negato questa consueta pratica del feudatario - citata da
storici del tempo valutati da secoli come attendibili - edulcorando
il medioevo cristiano. Per fortuna io e parecchi di voi abbiamo
già
fatto i percorsi di studio scelti, di questo passo chissà cosa
troveranno nei libri le generazioni più giovani.
M'è
piaciuta l'opportuna
critica operata da Biagio
M. Catalano su "Carmilla"
proprio su uno di questi testi di destra (spassoso).
Dalla
famigerata "legge Merlin" siamo di
fronte ad una chiara omissione in
atti di pubblico ufficio da parte di questo staterello : la mancanza
di una legge che configuri la professione della vendita del proprio
corpo, di fatto lede la tutela sanitaria dei cittadini - chi si
prostituisce ed il suo cliente - garantendo però alla mafia
ingenti introiti. Sugli stupefacenti c'è la stessa stucchevole
retorica filo-cattolica e quante volte ho ascoltato : "lo stato
non può regolarizzare il commercio della droga perchè
esso stesso si metterebbe sul piano degli spacciatori", ed
infatti è molto meglio lasciare fare ai delinquenti
nell'oscurità e poi dividere il bottino sotto-banco (detto
spassionatamente da chi è rimasto agli alcolici in quanto
sostanze psicotropiche) ... sapete
chi c'è tra chi fa il più forte lobbismo contro la
regolarizzazione - che
significa anche fiscalizzazione - della prostituzione (e la
liberazione dalla schiavitù perpetuata dagli sfruttatori) ? Il
"sindacato" delle professioniste italiane che se la
passano abbastanza bene e non vedono di buon occhio la concorrenza
delle bellissime "colleghe" extra-comunitarie dalle gambe bioniche (le
poverine di cui
sopra).
Tutto questo è paradossale fino al grottesco. Il
proibizionismo peggiora le situazioni di difficoltà
e di degrado anzichè
migliorarle e tra queste ci sono anche le storie della tante natascie
tradotte in Italia con le menzogne e costrette con la violenza a
subire il freddo della notte.
Non azzera il vizio ma lo fa
crescere perchè stimola la spontanea attrazione verso il
proibito che pare risiedere in pianta stabile nel genere umano, ed
è funzionale alla stessa ontologia religiosa : non può
esserci il "santo" senza il "peccatore", il "bene" senza il "male"
(è un sistema e stop).
Opzioni
possibili
di vita
Chi
si vende lo fa per migliorare la propria condizione di vita e
talvolta è l'unico espediente per sottrarsi ad un'esistenza
miserrima di stimoli (materiali e culturali) “rimettendosi in gioco”.
Una scelta da rispettare
ch'è nella filosofia economica di scambio e di progresso che
plasma - in modo quotidianamente più fiacco – il nostro
habitat dalle colonne d'Ercole allo stretto di Bering.
La
necessità di soddisfare i bisogni primari può non
essere l'unico motore di questa opzione : "giocare"
a letto è meno faticoso e più renumerativo di stare
alla catena di montaggio per 8 ore al giorno e magari lo si fa
in un
paese diverso da quello di nascita perchè il tam-tam televisivo
ha il
profumo caramellato dei banchi pieni di goloserie e induce al precario
viaggio verso la "felicità".
Le
sperequazioni macro-economiche non finiranno certo alla mezzanotte di
oggi e sul terzomondismo furbo del clero nonchè della classe
politica - compreso il partitone
della sinistra italiana che scrive disegni di legge che poi non
promuove - ci sarebbe da costruire un altro sito come
questo (essendo io di sx lascio i malumori ad altre pagine).
L'altra
sera ho visto "Memorie
di una geisha" al cinema - ve lo
consiglio - e pur essendo quelle intrattenitrici nipponiche
preparatissime nelle arti e affatto differenti dalle semplici
prostitute, la contrattazione di una contropartita economica per
scalare la piramide sociale è una fortissima tensione
elettrica che attraversa tutto il film e - se ci pensate - anche le
nostre esistenze. L'antagonismo - tra l'oggetto del desiderio e lo
spasimante - che fa perno sui bisogni ed i sentimenti è
uno schema che esula dal ristretto àmbito della prostituzione
o della seduzione codificata di queste pratiche erotiche : è
riscontrabile nelle comuni relazioni tra i sessi. La
fisionomia raffigurata in usi tra i più diversi in un'economia
di mercato senza i divieti morali (di chi non dovrebbe disturbare
l'attività laica di uno stato moderno e invece ingerisce
pesantemente) appare oggi realizzabile eppure lontana da una
legislazione orientata alle persone che si mettono in vendita. Che
siano le leggi economiche a determinare il valore
di una donna (o di un uomo) nell'habitat in cui vive. La
prostituzione può essere configurata (o degradare
successivamente) in una situazione di sfruttamento di un essere umano
da parte di un altro ma non è un assioma, può essere
una libera scelta : prestazioni - non solo sessuali - in cambio di
libertà e maggiori agi (una posizione sociale più
avanzata).
Giudicare questa scelta personale è ostentazione di un'arroganza
(verso il prossimo) inaccettabile.
Una
corrente di
pensiero vetero-socialista vuole il bordello complice del padrone
capitalista e meccanismo attivo di un sistema che avvilisce gli esseri
umani e nel quale viene ribadito il potere nell'ordine sociale
costituito (dalla parte del forte) e corrotti ulteriormente i
più deboli.
Inutile
sottolineare che la strada
per un mondo più giusto è ancòra molto lunga e a
parer mio occorre
prendere ciò che può essere utile da ogni modello
socio-economico.
Sto
dalla parte della totale libertà dell'individuo ma contro le
violenze
(i puri di cuore senz'altro non sono d'accordo) anche
perchè "annuso" una
situazione descritta bene da Catherine
Millet e Catherine
Robbe-Grillet su "Le Monde" : "Ne
va della prostituzione ma anche di una certa idea della democrazia in
fatto di costumi: una società democratica non deve ritenere per
principio che la sessualità tra adulti non possa essere in
quanto tale
oggetto di un commercio. E
se oggi si mette in discussione questa
libertà, chi ci garantisce che domani non se ne metteranno a
rischio
altre, con il pretesto che
turbano l´idea che alcuni si
fanno
dell´emancipazione delle donne?" (copyright "Le Monde").
Molto meglio le
luci
brillanti delle
insegne al neon e dei lap-dance bar riflesse sugli specchi che
rivestono per intero le pareti di alcune sale nei contestati locali, di
questo Medioevo di
ritorno voluto da un establishment abituato a trattare il popolo - noi
- come peones e che adesso fa leva sulle precarie condizioni di vita di
molti per indurre la sfiducia verso la modernità - mai
compiutamente
realizzata in Italia - a favore dei "vecchi e sani valori" (soprattutto
quelli religiosi che io non accetto).
Se
l'attuale governo
fosse davvero liberista avrebbe già dovuto provvedere ma il
capo sbraita il liberismo ai quattro venti e la domenica va in chiesa
puntuale (ce l'ha annessa alle proprietà).
[ il Bufalo
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2005
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del 08 - 01 - 2006
La
formattazione
dell'immaginario collettivo secondo Hollywood
La bella operaia che arrotonda lo stipendio esibendosi in performance
piuttosto
erotiche allo strip-bar ed è sedotta dal carisma e dal
portafoglio del Padrone in "Flashdance"
(1983) era tutto
sommato all'acqua di
rose per l'argomento trattato e soprattutto un'anticipazione di quella
crisi di
classe e di rappresentanza che colpirà i lavoratori europei a
partire dagli anni '90 : Alex Owens - interpretata da Jennifer Beals
- è arrabbiata con la proprietà
(forse è iscritta ad un sindacato) ma alla fine cede alle
lusinghe del datore di lavoro e dopo qualche problema di coscienza si
fa pure raccomandare per partecipare ad un'audizione per la quale non
avrebbe nemmeno le credenziali minime. Va riconosciuto agli autori
della sceneggiatura che l'operaia paga comunque il dazio di una
tribolazione interiore (sullo schermo).
"Pretty
woman" (1990) va
più avanti e la protagonista ha già messo in vendita la
"mercanzia", il discorso è sul piano della contrattazione da
bottega con il possibile acquirente.
Ha sdoganato la figura della mignotta presso le
generazioni più giovani e le relative famiglie, aprendo la
strada alle veline, letterine, letteronze e via dicendo : che cosa
fanno queste, se non mettere in vetrina il proprio corpo per
"acchiappare" il pretendente più abbiente e famoso ? Christian
Vieri e Francesco Totti mica li trovavano nella discoteca del quartiere
dove sono nate queste regine delle rispettive categorie ( Elisabetta
Canalis e Ilary Blasi ).
La parola "prostituzione" deriva dal
verbo latino prostituĕre (pro, "davanti", e statuere,
"porre") ovvero - detto in lingua volgare - porre davanti, sbattere in
faccia, mostrare sfacciatamente ed è etimologicamente corretto
descrivere l'esposizione totale o quasi-integrale del proprio corpo
come tale. Lo "Zingarelli" su cd-rom per eccesso di pudore non mi
dà
una definizione della stessa parola sottintendendo che il lettore
sappia che cos'è.
Scegliere la strada della prostituzione -
secondo varie
modalità
- è un coltello a due lame : sbattersi o farsi sbattere a destra
e manca può frustrare le ragazzine meno forti d'animo ma
lavorare otto
ore in fabbrica al giorno per guadagnare uno stipendio che a malapena o
forse nemmeno permette di soddisfare i bisogni primari, è pure
avvilente. Eppoi c'è sempre la piccola possibilità
statistica - abbiate fede - di incontare un Richard Gere .
Messa
giù così, sembra quel meccanismo di
regolazione
sociale accusato da Filippo Turati, dalla senatrice Merlin e in
generale dalla corrente di pensiero vetero-socialista : i bordelli sono
uno stratagemma della classe dirigente per incatenate gli umili alla
loro condizione, i padroni andavano là a scopare le figlie degli
operai poveri, umiliandole e screditandole di quel minimo d'onore che
secondo socialisti e cattolici spetta "per natura" all'essere umano.
Per sarcasmo della Storia, negli anni '90 le strade di periferia
dell'Europa occidentale si sono riempite proprio di quelle giovani
figlie del fallimento utopico della prima realizzazione di uno stato
socialista, che ad una mesta esistenza fatta di kombinat' e vodka nei
giorni di festa hanno preferito scommettere tutto nel destino e su se
stesse approdando in paesi sconosciuti dei quali avevano sui muri della
cameretta solo alcune coloratissime cartoline (aspettando il secondo
tentativo, che forse onorerà gli ideali umanistici intrinseci
delle ideologie di sinistra).
Se tutto è un gioco allora tanto vale mettersi in gioco e
provare, questa è la lezione imparata dalla "pretty girl"
interpretata da Julia Roberts e mi sento
di condividere.
Il rovescio
La figura della bella passeggiatrice in cerca del principe azzurro
è stata un "cavallo di Troia" (scusatemi il gioco di parole) di un atteggiamento eutropico e
perciò negativo. Ovvero le ultime due-tre generazioni di
ragazzine sono cresciute non assimilando i princìpi di liberismo
a tutto sesto e però pretendono di fruirne i vantaggi per intero
e
soprattutto subito. Guardano all'obiettivo finale - lo strafico
più il danaro - e non vogliono fare sacrifici per costruire la
propria strada in questo
mondo : la dura vita di Alex può essere intesa come metafora
delle
poverelle nei romanzi a lieto fine di Charles
Dickens ch'erano
moralizzanti e borghesi (meglio la vecchia borghesia del Fondo
Monetario Internazionale, con tutti i limiti del tempo) ma descrivevano
efficacemente e
con pragmatismo britannico le condizioni dei lavoratori, anche solo con
una pennellata di poche parole. Nei desideri della ballerina prestata
ai saldatori nella fabbrica di Pittsburgh possiamo rivedere chiaramente
l'archetipo narrativo di cenerentola in un decennio in cui v'erano
ancòra sogni da realizzare.
Nella "scala evolutiva a ritroso" che stiamo vivendo siamo tornati
ai rettili dal sangue freddo scaltri ed opportunisti che non sprecano
una kilocaloria se non sono sicuri che sarà congruamente
retribuita e non ci siamo mossi in avanti (ai computer che - secondo la
definizione di chi scrive - debbono avere un'anima). Piccoli
vigliacchetti/e capaci solo di lamentarsi se la minestra è
troppo calda e scotta la lingua (sputandola subito dopo).
Adesso si focalizzano solo le due condizioni di partenza (una graziosa
donna in expo) e d'arrivo (l'uomo bello e ricco) ma poche vogliono
intraprendere il duro cammino che sta nel mezzo ed unisce i due capi.
Se non si
riesce ad accalappiare il richardgere del quartiere allora è
preferibile stare a casa di mammà. Una roulette nella
quale o
tutto va bene o niente, ma non si vogliono assumere rischi di nessun
genere e tantomeno puntare le proprie capacità e/o la propria
disinibizione perchè le sconfitte fanno male. Troppo facile,
anzi remissivo.
L'oscenità non sta in un corpo femminile nudo plastico o in
performance, piuttosto nell'inerzia sottintesa in quell'atteggiamento :
la speranza di "una botta di culo" per risolvere tutti i problemi
esistenziali-materiali. I sondaggi eseguiti su campioni di adolescenti
italiani infatti portano alla luce i desideri di diventare calciatori e
veline (gli sportivi almeno faticano ma a mio parere guadagnano cifre
impudiche).
E' una cultura-spazzatura europea se un sondaggio inglese ha dato
gli stessi risultati di quello italiano e le teenager britanniche
preferiscono divertirsi, scosciarsi e non fare un cazzo nella vita
piuttosto che scrivere ed impegnarsi un minimo intellettualmente.
In lingua bolognese è la
proverbiale "vétta 'd Bartlàz" (vita di Bartolazzo)
cioè "magnér, bòvvar e 'n fèr brisa un
càz" (mangiare, bere e non fare un cazzo).
Io
lodo la
disperazione
delle donne di strada che hanno voluto rischiare il tutto per tutto ed
hanno la mia stima ed il mio rispetto.
Abbiamo di rimando questa società di perenni adolescenti mai
cresciuti ed impotenti di agire contro le avversità e persino
per se stessi, in una stasi larvale che sa di piccola era glaciale
(pare che arriverà tra cinquant'anni a causa dell'interruzione
della corrente del Golfo del Messico e secondo me ce l'abbiamo
già in casa anche se di diverso genere).
Non era questo l'insegnamento utile da apprendere. Le pellicole di
celluloide sono "cose" complesse e possono essere interpretate con
svariate chiavi di lettura : se non ci svegliamo la vedo davvero brutta
ma tornare all'anno Mille non è sicuramente la soluzione.
[ il Bufalo
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del 25 - 03 - 2006
La
soluzione tedesca al bisogno sessuale
Ho letto sul blog
di Gennaro Carotenuto un
post
dedicato alla prostituzione ed in
particolare sull'importazione in terra tedesca di 40.000
ragazze dell'est-Europa nel periodo dei mondiali di calcio :
professioniste che lavoreranno in ambienti idonei, con la corretta
profilassi per le malattie veneree e sotto osservazione medica.
Sono
intervenuto civilmente, lodando l'approccio razionale e pragmatico al
"problema".
Ho scritto in risposta ad un utente che
ironizzava su "calcio, culo e tette" :
"[ ... ] Ma
non credi che la legalizzazione potrebbe CONCRETAMENTE migliorare le
condizioni materiali di vita di 'ste ragazze (e fare incassare soldi
freschi allo stato italiano) ?
A me le buone
parole "infiorite" di
te, Gennaro e tanti altri mi sembrano IMPLICITAMENTE COLLUSIVE con
l'azione malavitosa delle mafie italiana, albanese, etc. che sfruttano
queste ragazze ed incassano parecchi soldi esentasse ...
Tanti
anni fa - diciamo 15 o 20 - stavo dal barbiere in attesa del mio turno
quando, "perso" nelle tet... ehm ... nella LETTURA di "Playboy", trovai
una statistica sul "sommerso" della prostituzione : il gettito fiscale
mancato veniva stimato dall'autorevole fonte (in materia di sesso,
senz'altro) in 11 - 12.000 miliardi di lire, pari a una robusta manovra
correttiva !! Abbozzate a quanto può ammontare il giro d'affari
lordo
NELLE TASCHE DELLA MAFIA, rivalutato IN EURI !
SE POI TRA 10 ANNI
CI TROVIAMO UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA EX-MAGNACCIA, NON VENITE A
LAMENTARVI DA ME !!
SARA' QUELLO CHE CI
MERITIAMO !!
Ci vorrebbe maggior
pragmatismo e meno "libro Cuore" (che non porta da nessuna parte e ...
ma non era un libriccino borghese ?).
LEGALIZZARE !!
LEGALIZZARE TUTTO : DALLA "MARIA" ALLA PROSTITUZIONE !!
(qui dentro ci sono
tanti, troppi bravi ragazzi della parrocchia ...)."
E questa è
stata la risposta del professore (m'è piaciuta così
tanto, che l'incipit l'ho riprodotto "in calce" nella mia home-page) :
"Caro
Bufalo, ti confesso che mi repelle abbastanza il tuo approccio
ultramaterialista, ultraspeculativo, ultrarealista, te lo dico
sinceramente.
Se c'è un
mercato, meglio tassarlo, no? se c'è un
mercato per i serial killer o i pedofili, basta che facciano il 740 e
che ci importa, no?
Io non penso
così, sarò pure un ingenuo, ma penso che la prostituzione
sia un fenomeno degradante sempre."
Dunque il professore s'arrocca sull'antico
assioma socialista, io lodo l'approccio concreto e moderno : pensate
ch'è previsto anche un "servizio speciale" per i tifosi
più giovani, tenuto da ragazze preparate per intrattenere i
più giovani.
Questa io la chiamo "efficienza", e scommetto che se gli ultras di
tutto il mondo avranno qualche ora di piacere tra le cosce bianche di
una ragazza, andranno alle partite più rilassati e minore
sarà il rischio di incidenti.
Per avere espresso quest'opinione mi sono preso pure del "pedofilo".
Qui
potete leggere tutti i commenti al suddetto post.
[ il Bufalo
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Link
|
| "La prostituzione a Pompei" di Enrico
Galavotti |
| "La
prostituzione dai tempi antichi ai nostri giorni" di Antonia Bonomi |
 |
"Giovanni
Comisso e le ultime fotografie del casino di Treviso" di Adriano Favaro
|
| ECOLOGIASOCIALE.ORG |
Sulla prostituzione
|
"Io voglio vendermi" - di Marcela Iacub da
"La Stampa"
|
| "Polonia : sesso gratis se fai acquisti"
dal Corsera |
ANTIPROIBIZIONISTI.IT
|
trasmissione a Radio Radicale
|

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la storia di Valentina
|
"Prostitution - the world oldest
profession", pagina in Rotten.com 
|
Tra coloro cha hanno perso la propria verginità con
una prostituta, ci sono anch'io (e sono in buona compagnia).
Era il settembre del 1993, nel privè di un night-club di
Budapest dal nome piuttosto esplicito - "Erotic Massage" - ebbi la mia
prima esperienza completa con una splendida bambolina ungherese di
lap-dance : era biondo-tinta (il colore le stava bene e le illuminava
il bel viso) si faceva chiamare "Erika" ed aveva il seno bombato di silicone
- il giusto ovvero una "terza" di misura, senza esagerare - in un
telaio fisico bene allenato dalla danza attorno al tubo.
[ il Bufalo
]
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Budapest
I think she was a middle-distance runner...
(the translation wasn't clear).
Could be a budding stately hero.
International competition in a year.
She was a good enough reason for a party...
(well, you couldn't keep up on a hard track mile)
while she ran a perfect circle.
And she wore a perfect smile
in Budapest... hot night in Budapest.
We had to cozzy up in the old gymnasium...
dusting off the mandolins and checking on the gear.
She was helping out at the back-stage...
stopping hearts and chilling beer.
Yes, and her legs went on for ever.
Like staring up at infinity
through a wisp of cotton panty
along a skin of satin sea.
Hot night in Budapest.
You could cut the heat, peel it back with the wrong side of a knife.
Feel it blowing from the sidefills. Feel like you were playing for your
life
(if not the money).
Hot night in Budapest.
She bent down to fill the ice box
and stuffed some more warm white wine in
like some weird unearthly vision
wearing only T-shirt, pants and skin.
You know, it rippled, just a hint of muscle.
But the boys and me were heading west
so we left her to the late crew
and a hot night in Budapest.
It was a hot night in Budapest.
She didn't speak much English language...
(she didn't speak much anyway).
She wouldn't make love, but she could make good sandwich
and she poured sweet wine before we played.
Hey, Budapest, cha, cha, cha. Let's watch her now.
I thought I saw her at the late night restaurant.
She would have sent blue shivers down the wall.
But she didn't grace our table.
In fact, she wasn't there at all.
Yes, and her legs went on forever.
Like staring up at infinity.
Her heart was spinning to the west-lands
and she didn't care to be
that night in Budapest.
Hot night in Budapest.
[ dei Jethro Tull, in "Crest of a knave" (1987) ]
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Charles
Dickens
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Mara
Carfagna # 6
Contro
la legge Merlin (ma non così)
Sono d'accordo con l'intenzione espressa dal ministro (sostenuta da
Roberto Maroni) sull'abrogazione della legge Merlin e la
regolamentazione della prostituzione : le "case chiuse" erano - e spero
saranno - una soluzione pragmatica al soddisfacimento del naturale
bisogno di sesso.
Mica sono sparite, ma vietarle sulla carta e portare l'intero business
al "nero" è servito solo ad arricchire le mafie che organizzano
il traffico delle belle di giorno e di notte : chi è contrario
alla regolamentazione (come alla legalizzazione delle droghe) è
implicitamente colluso con la malavita e lo sfruttamento.
Ritengo che sia giusto riconoscere l'attività delle ragazze di
vita (dipendenti, autonome o socie che saranno) come un mestiere
dignitoso - professato per necessità e/o attitudine - che
talvolta diventa "arte".
Ma il progetto della Carfagna dapprima s'è impantanato nel dibattito
politico e poi si sono levate le grida bipartisan dei bacchettoni,
che hanno ottenuto misure
militaresche per chi vorrà continuare ad esercitare in
luoghi pubblici : multe e carcere (nel caso della reiterazione del
reato) per le ragazze di strada e i loro clienti, carcere sicuro per
chi va con le minorenni.
In una parola : repressione (nella linea politica ambidestra che
è tanto di moda negli uffici pubblici di questo paese
in rottamazione).
Solo
l'Onnipotente lo può sapere ...
Quella sul carcere per i clienti delle minorenni è una misura
nettamente insensata che alimenta la paura come deterrente della
fruizione del sesso a pagamento in toto (come alcuni provvedimenti
presi in passato) : infatti il cliente non sa mai se la prostituta
è maggiorenne (per ragioni commerciali e di necessità
è portata a mentire, crescendo o abbassando i suoi anni reali a
seconda della convenienza) e la minore età non è certo
desumibile dalla fisionomia della ragazza (se questa è
già in età post-puberale e quindi pienamente formata).
Inutile pure la richiesta di vedere un documento d'identità
della ragazza, perchè 1) il cliente non è un pubblico
ufficiale e non ha tale diritto, e 2) nella remota ipotesi che la bella
volesse mostragli una carta di riconoscimento, è probabile che
questa sia falsa o falsificata.
Forse iddio lo sa ...
Per stringere al nodo questo problema bisognerebbe regolamentare "in
chiaro" il mestiere, permettendo l'iscrizione alla Camera di Commercio
locale e l'immediata verifica incrociata dei dati (testuali e
fotografici) negli accertamenti eseguiti dai funzionari preposti ... ma
in questo pacchetto mi pare che non se ne parli.
Case
"aperte" ?
L'unico provvedimento positivo è l'abolizione del reato di
favoreggiamento per chi affitta un appartamento alle professioniste, se
il regolamento del condominio non lo proibisce esplicitamente : il
banco di prova della nuova normativa è proprio l'impatto con gli
umarèll
e soprattutto le zdoure grifagne come sentinelle neo-vopos dei
perimetri condominiali, sempre pronte a spaccare i maroni al prossimo e
a cogliere ogni sospiro di piacere altrui con sentimento di vendetta
(sbavando di rabbia invidiosa per gli anni giovanili passati e che non
torneranno più) ... non la vedo rosea.
L'idea dei quartieri a luci rosse - come nei paesi più civili
del nostro - è stata per il momento accantonata per il bigotto
convincimento che il "battezzo" di alcune aree delle città a
tale funzione porterebbe le stesse ad un irrimediabile degrado morale
ed economico, per cui mi sa che il pacchetto s'è infilato
direttamente in un vicolo cieco.
Giudizio
finale
E' un lavoro eseguito a metà e malamente : il Carfagna-Maroni
almeno ha il pregio di avere riaperto il dibattito civile e politico
sulla prostituzione, rivedendo l'obsoleta legge Merlin. Il difetto
è invece quello cronico di questa repubblica italiana, ovvero la
propensione a proibire tout-court ma senza definire una proposta
alternativa e concreta per la soluzione dei problemi reali.
(fanculo ai moralisti di destra e di sinistra).
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2008
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