Post del 31 - 12 - 2005

Lo specchio infranto ed il Medioevo di ritorno

Dalla notte dei tempi ci sono state - e sempre ci saranno - offerta e richiesta di "carne in vendita" (corpi di giovani donne), non penso che sia semplicemente un fatto meramente culturale o di pratiche criminali tout-court (sopraffazione e sfruttamento del prossimo) bensì antropologico nell'autodeterminazione delle proprie libertà e tra queste - perchè no ? - quelle di darsi un prezzo da un lato e di desiderare il consumo di ciò che è bello dall'altro. Pulsioni imbrigliate per secoli dalla morale cattolica in gran parte dell'Europa e finalmente regolamentate secondo i criteri della modernità nei paesi protestanti (esempi di civiltà non solo per l'argomento qui trattato).
Nello "stivale" non ancòra ed il motivo va ricercato in quel piccolo-grande neo che sta nell'Italia centrale all'interno del corpo urbano della capitale. Chi scrive ha consumato la carne di maiala ma i vizi - di tutti i generi - sono dei benestanti e non di chi tira a campare : William S. Burroughs  soleva ripetere che un uomo abbastanza ricco può assumere stupefacenti tutta la vita perchè può comprarsi solo la roba buona (i tossici italiani che garanzie hanno sul prodotto acquistato dai pusher maghrebini che affollano i quartieri in declino quando cala il sole ?).

La miseria ingrassa il padrone dell'acqua santa e quello della cartaccia

Fintanto che v'è miseria culturale in questo mondo possono crescere e propagare superstizioni e credenze come quelle narrate nei vangeli, cui credono ormai una manciata di ottusi nell'Occidente europeo avanzato (le statistiche dicono di un 10% circa di cristiani praticanti, dei quali la maggioranza è anagraficamente anziana) : è ovvio che la chiesa cattolica faccia proselitismo nel Terzo Mondo e tuttavia dedichi una percentuale infima del proprio bilancio alla risoluzione dei problemi pratici ed esiziali dei poveri.
Il papa predica in Brasile - ed ovunque va a lavorare - contro l'uso del preservativo perchè vuole che si facciano tanti bambini da battezzare e fare diventare "buoni cristiani", infatti ha recentemente disdetto l'invito rivolto a Daniela Mercury - regina della samba e credente - ad esibire il folklore di Bahia nel concerto di Natale perchè la stella della musica brasiliana ha aderito ad una campagna per l'uso del preservativo - "camisinha" in portoghese - come ho letto su Gennarocarotenuto.it . I
l colosso sudamericano è un paese in crescita economica e per giunta guidato dalla sinistra, quindi pericolosissimo per le politiche papaline : il controllo demografico delle nascite sarebbe un altro passo avanti che i capoccia del vaticano non vogliono.
Rispetto i pochissimi uomini di fede che si rimboccano le maniche per scendere in strada e risolvere con tanta fatica qualche problema (perchè rischiano la pelle) ma è la solita vecchia storia : è meglio guadagnarsi lo stipendio con poco sforzo, basta indossare l'abito talare e aprire la bocca o predicare che dir si voglia ma qui non si tratta solo di quieta omertà e siccome la chiesa lavora contro ogni possibile miglioramento delle condizioni umane più basse di fatto è complice degli affari delle mafie locali che gestiscono i traffici di qualunque genere.
E non leggo campagne sociali statali e vaticane contro l'abuso dei minori nei paesi del terzo mondo : me ne ricordo una sola stampata e in onda solo per poche settimane, piuttosto "soft" per non impressionare i bambini (ma non era destinata agli adulti ?) e provvederò a fare una ricerca sul web per aggiungere contenuti a questa pagina.
Le regole si possono definire ed applicare solo in quei luoghi illuminati dalla luce della Ragione, perchè dove tutto è indefinito e plasmabile dalla retorica laica o religiosa, tutto diviene una favola e nelle fiabe ci stanno a buon diritto l'Orco e l'Uomo Nero perchè non esiste il "santo" senza il "malvagio". Canta bene il Vasco :
"siamo solo noi / che tra demonio e santità è lo stesso / basta che ci sia posto" : sta a noi uomini e donne risolvere i problemi (ed è faticoso) senza le bugie che talvolta sono comode o le intercessioni richieste a figure sante.
Deprecare, proibire, persino negare la semplice realtà delle cose non contribuisce positivamente ad alcuna discussione, ne falsa le basi di partenza e ne fuorvia il proseguimento. L'ex-cardinale Joseph Alois Ratzinger non è d'accordo e lo capisco : forse l'abuso è autocitazionismo clericale (senz'altro lo è negli effetti devastanti che le parole contro il preservativo hanno nei paesi arretrati).
Lui stesso è un retaggio culturale di quell'istituzione medievale che è la chiesa : è bene ripetere che nel passato pure i vescovi - al pari degli altri signori feudali - pretendevano lo jus primae noctis. Insomma chi vuole proibire agli altri vorrebbe poi arrogare per sè l'oggetto della contesa : le "imprese" commesse dai preti pedofili sono cronaca così come gli abusi perpetuati da prelati nelle zone rurali dell'Italia centro-meridionale, profittandosi della credulità popolare (tale è la natura della “fede” per chi non crede, come il sottoscritto).

Una forte corrente storica destrorsa e revisionista emersa negli ultimi anni ha negato questa consueta pratica del feudatario - citata da storici del tempo valutati da secoli come attendibili - edulcorando il medioevo cristiano. Per fortuna io e parecchi di voi abbiamo già fatto i percorsi di studio scelti, di questo passo chissà cosa troveranno nei libri le generazioni più giovani.
M'è piaciuta l'opportuna critica operata da Biagio M. Catalano su "Carmilla"  proprio su uno di questi testi di destra (spassoso).
Dalla famigerata "legge Merlin" siamo di fronte ad una chiara omissione in atti di pubblico ufficio da parte di questo staterello : la mancanza di una legge che configuri la professione della vendita del proprio corpo, di fatto lede la tutela sanitaria dei cittadini - chi si prostituisce ed il suo cliente - garantendo però alla mafia ingenti introiti. Sugli stupefacenti c'è la stessa stucchevole retorica filo-cattolica e quante volte ho ascoltato : "lo stato non può regolarizzare il commercio della droga perchè esso stesso si metterebbe sul piano degli spacciatori", ed infatti è molto meglio lasciare fare ai delinquenti nell'oscurità e poi dividere il bottino sotto-banco (detto spassionatamente da chi è rimasto agli alcolici in quanto sostanze psicotropiche) ... sapete chi c'è tra chi fa il più forte lobbismo contro la regolarizzazione - che significa anche fiscalizzazione - della prostituzione (e la liberazione dalla schiavitù perpetuata dagli sfruttatori) ? Il "sindacato" delle professioniste italiane che se la passano abbastanza bene e non vedono di buon occhio la concorrenza delle bellissime "colleghe" extra-comunitarie dalle gambe bioniche (le poverine di cui sopra).
Tutto questo è paradossale fino al grottesco. Il proibizionismo peggiora le situazioni di difficoltà e di degrado anzichè migliorarle e tra queste ci sono anche le storie della tante natascie tradotte in Italia con le menzogne e costrette con la violenza a subire il freddo della notte.
Non azzera il vizio ma lo fa crescere perchè stimola la spontanea attrazione verso il proibito che pare risiedere in pianta stabile nel genere umano, ed è funzionale alla stessa ontologia religiosa : non può esserci il "santo" senza il "peccatore", il "bene" senza il "male" (è un sistema e stop).
Opzioni possibili di vita

Chi si vende lo fa per migliorare la propria condizione di vita e talvolta è l'unico espediente per sottrarsi ad un'esistenza miserrima di stimoli (materiali e culturali) “rimettendosi in gioco”. Una scelta da rispettare ch'è nella filosofia economica di scambio e di progresso che plasma - in modo quotidianamente più fiacco – il nostro habitat dalle colonne d'Ercole allo stretto di Bering.

La necessità di soddisfare i bisogni primari può non essere l'unico motore di questa opzione : "giocare" a letto è meno faticoso e più renumerativo di stare alla catena di montaggio per 8 ore al giorno e magari lo si fa in un paese diverso da quello di nascita perchè il tam-tam televisivo ha il profumo caramellato dei banchi pieni di goloserie e induce al precario viaggio verso la "felicità".
L
e sperequazioni macro-economiche non finiranno certo alla mezzanotte di oggi e sul terzomondismo furbo del clero nonchè della classe politica - compreso il partitone della sinistra italiana che scrive disegni di legge che poi non promuove - ci sarebbe da costruire un altro sito come questo (essendo io di sx lascio i malumori ad altre pagine).


L'altra sera ho visto "Memorie di una geisha"
al cinema - ve lo consiglio - e pur essendo quelle intrattenitrici nipponiche preparatissime nelle arti e affatto differenti dalle semplici prostitute, la contrattazione di una contropartita economica per scalare la piramide sociale è una fortissima tensione elettrica che attraversa tutto il film e - se ci pensate - anche le nostre esistenze. L'antagonismo - tra l'oggetto del desiderio e lo spasimante - che fa perno sui bisogni ed i sentimenti è uno schema che esula dal ristretto àmbito della prostituzione o della seduzione codificata di queste pratiche erotiche : è riscontrabile nelle comuni relazioni tra i sessi. La fisionomia raffigurata in usi tra i più diversi in un'economia di mercato senza i divieti morali (di chi non dovrebbe disturbare l'attività laica di uno stato moderno e invece ingerisce pesantemente) appare oggi realizzabile eppure lontana da una legislazione orientata alle persone che si mettono in vendita. Che siano le leggi economiche a determinare il valore di una donna (o di un uomo) nell'habitat in cui vive. La prostituzione può essere configurata (o degradare successivamente) in una situazione di sfruttamento di un essere umano da parte di un altro ma non è un assioma, può essere una libera scelta : prestazioni - non solo sessuali - in cambio di libertà e maggiori agi (una posizione sociale più avanzata).
Giudicare questa scelta personale è ostentazione di un'arroganza (verso il prossimo) inaccettabile.

Una corrente di pensiero vetero-socialista vuole il bordello complice del padrone capitalista e meccanismo attivo di un sistema che avvilisce gli esseri umani e nel quale viene ribadito il potere nell'ordine sociale costituito (dalla parte del forte) e corrotti ulteriormente i più deboli.
Inutile sottolineare che la strada per un mondo più giusto è ancòra molto lunga e a parer mio occorre prendere ciò che può essere utile da ogni modello socio-economico.

Sto dalla parte della totale libertà dell'individuo ma contro le violenze (i puri di cuore senz'altro non sono d'accordo) anche perchè "annuso" una situazione descritta bene da Catherine Millet e Catherine Robbe-Grillet su "Le Monde" : "Ne va della prostituzione ma anche di una certa idea della democrazia in fatto di costumi: una società democratica non deve ritenere per principio che la sessualità tra adulti non possa essere in quanto tale oggetto di un commercio. E se oggi si mette in discussione questa libertà, chi ci garantisce che domani non se ne metteranno a rischio altre, con il pretesto che turbano l´idea che alcuni si fanno dell´emancipazione delle donne?" (copyright "Le Monde").

Molto meglio le luci brillanti delle insegne al neon e dei lap-dance bar riflesse sugli specchi che rivestono per intero le pareti di alcune sale nei contestati locali, di questo Medioevo di ritorno voluto da un establishment abituato a trattare il popolo - noi - come peones e che adesso fa leva sulle precarie condizioni di vita di molti per indurre la sfiducia verso la modernità - mai compiutamente realizzata in Italia - a favore dei "vecchi e sani valori" (soprattutto quelli religiosi che io non accetto).
Se l'attuale governo fosse davvero liberista avrebbe già dovuto provvedere ma il capo sbraita il liberismo ai quattro venti e la domenica va in chiesa puntuale (ce l'ha annessa alle proprietà).

[ il Bufalo ]
 
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 Post del 08 - 01 - 2006

La formattazione dell'immaginario collettivo secondo Hollywood

La bella operaia che arrotonda lo stipendio esibendosi in performance piuttosto erotiche allo strip-bar ed è sedotta dal carisma e dal portafoglio del Padrone in "Flashdance" (1983)  era tutto sommato all'acqua di rose per l'argomento trattato e soprattutto un'anticipazione di quella crisi di classe e di rappresentanza che colpirà i lavoratori europei a partire dagli anni '90 : Alex Owens - interpretata da Jennifer Beals -  è arrabbiata con la proprietà (forse è iscritta ad un sindacato) ma alla fine cede alle lusinghe del datore di lavoro e dopo qualche problema di coscienza si fa pure raccomandare per partecipare ad un'audizione per la quale non avrebbe nemmeno le credenziali minime. Va riconosciuto agli autori della sceneggiatura che l'operaia paga comunque il dazio di una tribolazione interiore (sullo schermo).
"Pretty woman" (1990)  va più avanti e la protagonista ha già messo in vendita la "mercanzia", il discorso è sul piano della contrattazione da bottega con il possibile acquirente.
Ha sdoganato la figura della mignotta presso le generazioni più giovani e le relative famiglie, aprendo la strada alle veline, letterine, letteronze e via dicendo : che cosa fanno queste, se non mettere in vetrina il proprio corpo per "acchiappare" il pretendente più abbiente e famoso ? Christian Vieri e Francesco Totti mica li trovavano nella discoteca del quartiere dove sono nate queste regine delle rispettive categorie ( Elisabetta Canalis e Ilary Blasi ).

La parola "prostituzione" deriva dal verbo latino  prostituĕre (pro, "davanti", e statuere, "porre") ovvero - detto in lingua volgare - porre davanti, sbattere in faccia, mostrare sfacciatamente ed è etimologicamente corretto descrivere l'esposizione totale o quasi-integrale del proprio corpo come tale. Lo "Zingarelli" su cd-rom per eccesso di pudore non mi dà una definizione della stessa parola sottintendendo che il lettore sappia che cos'è.
Scegliere la strada della prostituzione - secondo varie modalità - è un coltello a due lame : sbattersi o farsi sbattere a destra e manca può frustrare le ragazzine meno forti d'animo ma lavorare otto ore in fabbrica al giorno per guadagnare uno stipendio che a malapena o forse nemmeno permette di soddisfare i bisogni primari, è pure avvilente. Eppoi c'è sempre la piccola possibilità statistica - abbiate fede - di incontare un Richard Gere .
Messa giù così, sembra quel meccanismo di regolazione sociale accusato da Filippo Turati, dalla senatrice Merlin e in generale dalla corrente di pensiero vetero-socialista : i bordelli sono uno stratagemma della classe dirigente per incatenate gli umili alla loro condizione, i padroni andavano là a scopare le figlie degli operai poveri, umiliandole e screditandole di quel minimo d'onore che secondo socialisti e cattolici spetta "per natura" all'essere umano.
Per sarcasmo della Storia, negli anni '90 le strade di periferia dell'Europa occidentale si sono riempite proprio di quelle giovani figlie del fallimento utopico della prima realizzazione di uno stato socialista, che ad una mesta esistenza fatta di kombinat' e vodka nei giorni di festa hanno preferito scommettere tutto nel destino e su se stesse approdando in paesi sconosciuti dei quali avevano sui muri della cameretta solo alcune coloratissime cartoline (aspettando il secondo tentativo, che forse onorerà gli ideali umanistici intrinseci delle ideologie di sinistra).
Se tutto è un gioco allora tanto vale mettersi in gioco e provare, questa è la lezione imparata dalla "pretty girl" interpretata da Julia Roberts  e mi sento di condividere.

Il rovescio

La figura della bella passeggiatrice in cerca del principe azzurro è stata un "cavallo di Troia"
(scusatemi il gioco di parole) di un atteggiamento eutropico e perciò negativo. Ovvero le ultime due-tre generazioni di ragazzine sono cresciute non assimilando i princìpi di liberismo a tutto sesto e però pretendono di fruirne i vantaggi per intero e soprattutto subito. Guardano all'obiettivo finale - lo strafico più il danaro - e non vogliono fare sacrifici per costruire la propria strada in questo mondo : la dura vita di Alex può essere intesa come metafora delle poverelle nei romanzi a lieto fine di Charles Dickens  ch'erano moralizzanti e borghesi (meglio la vecchia borghesia del Fondo Monetario Internazionale, con tutti i limiti del tempo) ma descrivevano efficacemente e con pragmatismo britannico le condizioni dei lavoratori, anche solo con una pennellata di poche parole. Nei desideri della ballerina prestata ai saldatori nella fabbrica di Pittsburgh possiamo rivedere chiaramente l'archetipo narrativo di cenerentola in un decennio in cui v'erano ancòra sogni da realizzare.
Nella "scala evolutiva a ritroso" che stiamo vivendo siamo tornati ai rettili dal sangue freddo scaltri ed opportunisti che non sprecano una kilocaloria se non sono sicuri che sarà congruamente retribuita e non ci siamo mossi in avanti (ai computer che - secondo la definizione di chi scrive - debbono avere un'anima). Piccoli vigliacchetti/e capaci solo di lamentarsi se la minestra è troppo calda e scotta la lingua (sputandola subito dopo).
Adesso si focalizzano solo le due condizioni di partenza (una graziosa donna in expo) e d'arrivo (l'uomo bello e ricco) ma poche vogliono intraprendere il duro cammino che sta nel mezzo ed unisce i due capi. Se non si riesce ad accalappiare il richardgere del quartiere allora è preferibile stare a casa di mammà. Una roulette nella quale o tutto va bene o niente, ma non si vogliono assumere rischi di nessun genere e tantomeno puntare le proprie capacità e/o la propria disinibizione perchè le sconfitte fanno male. Troppo facile, anzi remissivo.

L'oscenità non sta in un corpo femminile nudo plastico o in performance, piuttosto nell'inerzia sottintesa in quell'atteggiamento : la speranza di "una botta di culo" per risolvere tutti i problemi esistenziali-materiali. I sondaggi eseguiti su campioni di adolescenti italiani infatti portano alla luce i desideri di diventare calciatori e veline (gli sportivi almeno faticano ma a mio parere guadagnano cifre impudiche).
E' una cultura-spazzatura europea se un sondaggio inglese ha dato gli stessi risultati di quello italiano e le teenager britanniche preferiscono divertirsi, scosciarsi e non fare un cazzo nella vita piuttosto che scrivere ed impegnarsi un minimo intellettualmente.

In lingua bolognese è la proverbiale "vétta 'd Bartlàz" (vita di Bartolazzo) cioè "magnér, bòvvar e 'n fèr brisa un càz" (mangiare, bere e non fare un cazzo).

Io lodo la disperazione delle donne di strada che hanno voluto rischiare il tutto per tutto ed hanno la mia stima ed il mio rispetto.
Abbiamo di rimando questa società di perenni adolescenti mai cresciuti ed impotenti di agire contro le avversità e persino per se stessi, in una stasi larvale che sa di piccola era glaciale (pare che arriverà tra cinquant'anni a causa dell'interruzione della corrente del Golfo del Messico e secondo me ce l'abbiamo già in casa anche se di diverso genere).
Non era questo l'insegnamento utile da apprendere. Le pellicole di celluloide sono "cose" complesse e possono essere interpretate con svariate chiavi di lettura : se non ci svegliamo la vedo davvero brutta ma tornare all'anno Mille non è sicuramente la soluzione.

[ il Bufalo ]
 
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 Post del 25 - 03 - 2006

La soluzione tedesca al bisogno sessuale

Ho letto
sul blog di Gennaro Carotenuto un post dedicato alla prostituzione ed in particolare sull'importazione in terra tedesca di 40.000 ragazze dell'est-Europa nel periodo dei mondiali di calcio : professioniste che lavoreranno in ambienti idonei, con la corretta profilassi per le malattie veneree e sotto osservazione medica.
Sono intervenuto civilmente, lodando l'approccio razionale e pragmatico al "problema".

Ho scritto in risposta ad un utente che ironizzava su "calcio, culo e tette" :

"[ ... ] Ma non credi che la legalizzazione potrebbe CONCRETAMENTE migliorare le condizioni materiali di vita di 'ste ragazze (e fare incassare soldi freschi allo stato italiano) ?
A me le buone parole "infiorite" di te, Gennaro e tanti altri mi sembrano IMPLICITAMENTE COLLUSIVE con l'azione malavitosa delle mafie italiana, albanese, etc. che sfruttano queste ragazze ed incassano parecchi soldi esentasse ...

Tanti anni fa - diciamo 15 o 20 - stavo dal barbiere in attesa del mio turno quando, "perso" nelle tet... ehm ... nella LETTURA di "Playboy", trovai una statistica sul "sommerso" della prostituzione : il gettito fiscale mancato veniva stimato dall'autorevole fonte (in materia di sesso, senz'altro) in 11 - 12.000 miliardi di lire, pari a una robusta manovra correttiva !! Abbozzate a quanto può ammontare il giro d'affari lordo NELLE TASCHE DELLA MAFIA, rivalutato IN EURI !

SE POI TRA 10 ANNI CI TROVIAMO UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA EX-MAGNACCIA, NON VENITE A LAMENTARVI DA ME !!
SARA' QUELLO CHE CI MERITIAMO !!
Ci vorrebbe maggior pragmatismo e meno "libro Cuore" (che non porta da nessuna parte e ... ma non era un libriccino borghese ?).

LEGALIZZARE !! LEGALIZZARE TUTTO : DALLA "MARIA" ALLA PROSTITUZIONE !!

(qui dentro ci sono tanti, troppi bravi ragazzi della parrocchia ...)."

E questa è stata la risposta del professore (m'è piaciuta così tanto, che l'incipit l'ho riprodotto "in calce" nella mia home-page) :

"Caro Bufalo, ti confesso che mi repelle abbastanza il tuo approccio ultramaterialista, ultraspeculativo, ultrarealista, te lo dico sinceramente.

Se c'è un mercato, meglio tassarlo, no? se c'è un mercato per i serial killer o i pedofili, basta che facciano il 740 e che ci importa, no?

Io non penso così, sarò pure un ingenuo, ma penso che la prostituzione sia un fenomeno degradante sempre."

Dunque il professore s'arrocca sull'antico assioma socialista, io lodo l'approccio concreto e moderno : pensate ch'è previsto anche un "servizio speciale" per i tifosi più giovani, tenuto da ragazze preparate per intrattenere i più giovani.
Questa io la chiamo "efficienza", e scommetto che se gli ultras di tutto il mondo avranno qualche ora di piacere tra le cosce bianche di una ragazza, andranno alle partite più rilassati e minore sarà il rischio di incidenti.
Per avere espresso quest'opinione mi sono preso pure del "pedofilo".

Qui potete leggere tutti i commenti al suddetto post.

[ il Bufalo ]
 
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Link
"La prostituzione a Pompei" di Enrico Galavotti
"La prostituzione dai tempi antichi ai nostri giorni" di Antonia Bonomi
"Giovanni Comisso e le ultime fotografie del casino di Treviso" di Adriano Favaro
ECOLOGIASOCIALE.ORG
Sulla prostituzione
"Io voglio vendermi" - di Marcela Iacub da "La Stampa"
"Polonia : sesso gratis se fai acquisti" dal Corsera
ANTIPROIBIZIONISTI.IT
trasmissione a Radio Radicale

la storia di Valentina
"Prostitution - the world oldest profession", pagina in Rotten.com
Tra coloro cha hanno perso la propria verginità con una prostituta, ci sono anch'io (e sono in buona compagnia).
Era il settembre del 1993, nel privè di un night-club di Budapest dal nome piuttosto esplicito - "Erotic Massage" - ebbi la mia prima esperienza completa con una splendida bambolina ungherese di lap-dance : era biondo-tinta (il colore le stava bene e le illuminava il bel viso) si faceva chiamare "Erika" ed aveva il seno bombato di silicone - il giusto ovvero una "terza" di misura, senza esagerare - in un telaio fisico bene allenato dalla danza attorno al tubo.
[ il Bufalo ]

Budapest

I think she was a middle-distance runner...
(the translation wasn't clear).
Could be a budding stately hero.
International competition in a year.
She was a good enough reason for a party...
(well, you couldn't keep up on a hard track mile)
while she ran a perfect circle.
And she wore a perfect smile
in Budapest... hot night in Budapest.
We had to cozzy up in the old gymnasium...
dusting off the mandolins and checking on the gear.
She was helping out at the back-stage...
stopping hearts and chilling beer.
Yes, and her legs went on for ever.
Like staring up at infinity
through a wisp of cotton panty
along a skin of satin sea.
Hot night in Budapest.

You could cut the heat, peel it back with the wrong side of a knife.
Feel it blowing from the sidefills. Feel like you were playing for your life
(if not the money).
Hot night in Budapest.

She bent down to fill the ice box
and stuffed some more warm white wine in
like some weird unearthly vision
wearing only T-shirt, pants and skin.
You know, it rippled, just a hint of muscle.
But the boys and me were heading west
so we left her to the late crew
and a hot night in Budapest.
It was a hot night in Budapest.

She didn't speak much English language...
(she didn't speak much anyway).
She wouldn't make love, but she could make good sandwich
and she poured sweet wine before we played.

Hey, Budapest, cha, cha, cha. Let's watch her now.

I thought I saw her at the late night restaurant.
She would have sent blue shivers down the wall.
But she didn't grace our table.
In fact, she wasn't there at all.
Yes, and her legs went on forever.
Like staring up at infinity.
Her heart was spinning to the west-lands
and she didn't care to be
that night in Budapest.
Hot night in Budapest.

[ dei Jethro Tull, in "Crest of a knave" (1987) ]

Film
"Thomas in love" - scheda di Cinematografo.it

recensione di A. Bencivenni
recensione di Ludovico Bonora
breve intervista all'autore


Pretty woman
la scheda di Cinematografo.it

Julia Roberts in Film.it
sito ufficiale
galleria fotografica on-line
"Lotta per il cibo : la cucina e la nutrizione incontrano i film"
"Cara ti amo ..." di Nuke

recensione di CZ in Asianfeast
LOVE HK FILM
recensione di Kozo (1997)

Stavo navigando domenica 8 gennaio ed ho trovato l'entrata hackerizzata del sito di Julia Roberts. Clicca per guardare la pagina grafica. [ Bufalo ]


Film
la scheda di Cinematografo.it
recensioni in Cineblog.it
galleria di immagini on-line


Charles Dickens



















Post del 29 - 07 - 2008

Mara Carfagna # 6

Contro la legge Merlin (ma non così)

Sono d'accordo con l'intenzione espressa dal ministro (sostenuta da Roberto Maroni) sull'abrogazione della legge Merlin e la regolamentazione della prostituzione : le "case chiuse" erano - e spero saranno - una soluzione pragmatica al soddisfacimento del naturale bisogno di sesso.
Mica sono sparite, ma vietarle sulla carta e portare l'intero business al "nero" è servito solo ad arricchire le mafie che organizzano il traffico delle belle di giorno e di notte : chi è contrario alla regolamentazione (come alla legalizzazione delle droghe) è implicitamente colluso con la malavita e lo sfruttamento.
Ritengo che sia giusto riconoscere l'attività delle ragazze di vita (dipendenti, autonome o socie che saranno) come un mestiere dignitoso - professato per necessità e/o attitudine - che talvolta diventa "arte".
Ma il progetto della Carfagna dapprima s'è impantanato nel dibattito politico e poi si sono levate le grida bipartisan dei bacchettoni, che hanno ottenuto misure militaresche per chi vorrà continuare ad esercitare in luoghi pubblici : multe e carcere (nel caso della reiterazione del reato) per le ragazze di strada e i loro clienti, carcere sicuro per chi va con le minorenni.
In una parola : repressione (nella linea politica ambidestra che è tanto di moda negli uffici pubblici di questo paese in rottamazione).

Solo l'Onnipotente lo può sapere ...

Quella sul carcere per i clienti delle minorenni è una misura nettamente insensata che alimenta la paura come deterrente della fruizione del sesso a pagamento in toto (come alcuni provvedimenti presi in passato) : infatti il cliente non sa mai se la prostituta è maggiorenne (per ragioni commerciali e di necessità è portata a mentire, crescendo o abbassando i suoi anni reali a seconda della convenienza) e la minore età non è certo desumibile dalla fisionomia della ragazza (se questa è già in età post-puberale e quindi pienamente formata).
Inutile pure la richiesta di vedere un documento d'identità della ragazza, perchè 1) il cliente non è un pubblico ufficiale e non ha tale diritto, e 2) nella remota ipotesi che la bella volesse mostragli una carta di riconoscimento, è probabile che questa sia falsa o falsificata.
Forse iddio lo sa ...
Per stringere al nodo questo problema bisognerebbe regolamentare "in chiaro" il mestiere, permettendo l'iscrizione alla Camera di Commercio locale e l'immediata verifica incrociata dei dati (testuali e fotografici) negli accertamenti eseguiti dai funzionari preposti ... ma in questo pacchetto mi pare che non se ne parli.

Case "aperte" ?

L'unico provvedimento positivo è l'abolizione del reato di favoreggiamento per chi affitta un appartamento alle professioniste, se il regolamento del condominio non lo proibisce esplicitamente : il banco di prova della nuova normativa è proprio l'impatto con gli umarèll e soprattutto le zdoure grifagne come sentinelle neo-vopos dei perimetri condominiali, sempre pronte a spaccare i maroni al prossimo e a cogliere ogni sospiro di piacere altrui con sentimento di vendetta (sbavando di rabbia invidiosa per gli anni giovanili passati e che non torneranno più) ... non la vedo rosea.
L'idea dei quartieri a luci rosse - come nei paesi più civili del nostro - è stata per il momento accantonata per il bigotto convincimento che il "battezzo" di alcune aree delle città a tale funzione porterebbe le stesse ad un irrimediabile degrado morale ed economico, per cui mi sa che il pacchetto s'è infilato direttamente in un vicolo cieco.

Giudizio finale

E' un lavoro eseguito a metà e malamente : il Carfagna-Maroni almeno ha il pregio di avere riaperto il dibattito civile e politico sulla prostituzione, rivedendo l'obsoleta legge Merlin. Il difetto è invece quello cronico di questa repubblica italiana, ovvero la propensione a proibire tout-court ma senza definire una proposta alternativa e concreta per la soluzione dei problemi reali.

(fanculo ai moralisti di destra e di sinistra).


il Bufalo

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Link
Lina Merlin - scheda in wikipedia
Legge Merlin - scheda in wikipedia

"Struggenti bellezze" - pagina sulle prostitute e i casini in Fotostorica.it
"Quando l'Italia tollerava" - scheda dell'opera di Giancarlo Fusco in wikipedia

"Multe e arresti per prostitute e clienti" - articolo in Corriere.it
"Ville dell'amore" - post in Claudiocaprara.it
Elenco dei post del Bufalo col tag "Mara Carfagna" in "Correndo sull'orlo del boccale"
Elenco dei post del Bufalo col tag "prostituzione" in "Correndo sull'orlo del boccale"






  Vedi le pagine correlate nel sito (percorso - titolo) :
  Archivio Mastino L'ultima notte di Dorina Matei
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