Ho bisogno di viaggiare, è evidente
(quando un uomo scrive queste righe).
Portami via
nello strale candido e iperglicemico
[ di una temperatura alta
"Non ho fatto niente di male
[ (e non mi ferirò qui nè altrove)"
mi ripeto ogni giorno :
lo so che la spinta primordiale dev'essere la mia
[ (necessariamente).
Portami via
E' da troppo tempo che non entro
voglio sentire il fondo pieno dello stomaco pulsare
e che il diaframma mi spezzi il respiro
(magari con l'aggiunta di un'ernia iattale).
Non aggiungete medicinali che non ci sono abituato
[ (imploro i paramedici)
e vi saprò ringraziare adeguatamente.
Voglio entrare in te
perchè in questi anni famelici (e insoddisfatti)
ho smarcato senza ragione il tuo retrogusto
[ di carbone bruciato frettolosamente,
la vita che corre spronata
da desideri reciclati e venduti a buon prezzo
[ nei bazar orientali di Zentropa
(lo sappiamo tutti
non prendetemi per il culo).
Voglio entrare in te
chiudermi la porta alle spalle
io solo con te
nel buio del vagone letto
ascoltando insieme i respiri sincopati
[ delle strade ferrate in calore d'attrito
sussurrati da una notte concupiscente.
Sto arrivando
- "baby" -
sto arrivando.
E quando il mio sguardo si poserà
sul binario che odora di grasso bruciato,
di erba umida e merda ...
Quando non mi rimarranno che gli occhi
io saprò d'essere arrivato.
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2007 Marco Poli, tutti i diritti riservati - pubblicazione concessa a
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