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del 6 - 12 - 2005
E' trascorsa l'ennesima giornata
mondiale contro l'aids - pandemia
e
metafora aggiornata dell'incapacità di comunicare - ed è
difficile scrivere parole che non siano già state dette su
questa "grande malattia dal piccolo nome ... segno dei tempi", come
cantava Prince quasi vent'anni fa.
Dobbiamo chiederci perchè la
malattia continua a propagarsi nell'Occidente benestante ed informato.
Le motivazioni possono essere molteplici ma ne individuo una di
carattere generale : l'affermazione della propria identità per
mezzo della sopraffazione del prossimo, un virus multidisciplinare e
dilagante di cui abbiamo segnali quotidiani.
Allo stadio di Messina il
difensore ivoriano Zoro è stato il destinatario di insulti e
cori che avevano come argomento il colore della pelle, ma quegli
ultrà non sono razzisti : nell'Inter giocano due mori - Adriano
e Martins - e dovrebbero prendersela anche con loro oppure avrebbero
dovuto protestare contro il loro ingaggio. Hanno ingiuriato l'africano
in quanto avversario e andava disturbato in ogni modo perchè il
fine - la vittoria della propria squadra e i tre punti - dev'essere
perseguito con ogni mezzo, ma il giocatore ha alzato la testa con
grande dignità e ha minacciato di sospendere la partita in vece
dell'arbitro (la cui passività mi suggerisce : quello che si
dice sulla moralità dei fischietti italiani è vero). Le
giacchette nere dovrebbero essere giudici sia dell'aspetto tecnico che
di quello etico di un avvenimento sportivo in cui il pubblico è
parte riconosciuta e importante.
Non mi sono simpatici i calciatori,
guadagnano sfacciatamente troppo : ci vogliono diverse vite di un
operaio alla catena di montaggio per realizzare l'ingaggio annuale di
un giocatore modesto di serie A ed in fondo il calcio è un gioco
- o dovrebbe esserlo - per cui mi stridono certe cifre.
Ma a farci
ridere amaro - sopra tutto - è la tipica soluzione all'italiana
: ritardo dell'inizio delle partite di cinque minuti (i maleducati sono
colpiti dalla dura presa di posizione) e un posto nel direttivo
nazionale del sindacato dei calciatori offerto da Sergio Campana per
trasformare il ragazzo incazzato in una bella storia con lieto fine, un
altro ingranaggio di un sistema che cerca di reciclare le voci fuori
dal brutto coro blandendole con benefit vari. Alla stregua
dell'arroganza implicita dei clienti che vogliono imporre alle
prostitute rapporti orali senza il preservativo : mangia questo, se
vuoi campare coi miei soldi (e stai zitta che non sta bene parlare con
la bocca piena).
Forse c'è bisogno di uno Zoro in ogni reparto
della vita.
[ IL mastino
]
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2005
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del 1 - 12 - 2006
L'orco è l'ombra dell'aids
Leggo sul quotidiano gratuito "City" e riporto
una notizia che si collega bene ad alcuni articoli apparsi su questo
magazine nei giorni scorsi.
Spero che le risposte date dai ragazzi
siano state volutamente sbagliate o paradossali in chiave-trasgressiva
perchè se erano onesti c'è da essere poco fiduciosi sul
futuro prossimo.
Oppure sono la manifestazione di un desiderio auto-distruttivo che
vuole mettere le ali e superare i disumani muri tra di noi, che
però sono solidi e pericolosi. Un grido di protesta.
Auto-distruzione o sopraffazione del prossimo, su questo ci
sarebbe parecchio da lavorare.
E ribadisco ch'è una "malattia sociale" prima ancòra che
descritta nei ristretti termini scientifici.
"Aids,
i giovani non lo
conoscono e non lo evitano. uno su 5 crede che la pillola blocchi il
virus"
L'indagine è stata condotta su 1500 giovani
mediante il gioco
on-line "The safe
city" studiato
per non sembrare un sondaggio e
indurre i ragazzi a rispondere in modo più sincero. "Irisultati
dimostrano che c'è ancòra molto da fare", spiega Fernando
Aiuti, presidente dell'Associazione Nazionale Lotta all'Aids (Anlaids).
"Troppi giovani sono a rischio contagio perchè per ignoranza non
prendono le dovute precauzioni". Ecco i pregiudizi più diffusi.
Il vaccino e
le cure
Il 27% dei giovani crede che già vi sia un vaccino contro
l'Aids. E il 22% che da questa malattia si possa guarire, "Non sanno",
spiega Aiuti "che l'infezione non si può eradicare
dall'organismo". Il 13% dei giovani che hanno risposto all'indagine
Anlaids, poi, è convinto che il numero di persone Hiv positive
stiano diminuendo nel mondo, mentre è vero il contrario.
La diagnosi
Il 15%, inoltre, ritiene che una persona sieropositiva si possa
riconoscere dall'aspetto fisico, e quindi di potersi basare su una
valutazione "ad occhio" del possibile partner sessuale. Anche quelli
che sanno della necessità del test per rilevare l'infezione da
Hiv, però, pensano che diano risultati validi ad appena una
settimana dal rapporto a rischio (nel 51% dei casi). Quando il "periodo
finestra", in cui il contagio non è rilevabile dal test anche se
è già avvenuto, dura dai 3 ai 6 mesi.
Il contagio
Ma l'ignoranza più preoccupante è quella sulla
trasmissione dl virus. Un giovane su 5 crede che il contagio si possa
evitare con la pillola anticoncezionale e il 60% con il sesso orale.
Quando solo il preservativo protegge dall'Hiv."
Ansa.it 
Ancòra una nota sulla
diffusione di questa notizia. Purtroppo compare solo a pagina 4 dei
"Fatti" sul sito on-line di "City" e su quello dell'Ansa - la fonte
originale - è pubblicato in maniera striminzita con soli quattro
dati percentuali.
Perchè
ritardare la riforma dell'educazione sessuale ?
L'ora di educazione è stata introdotta dal ministro Letizia
Moratti del governo Berlusconi secondo, ma è lacunosa e frenata
dalla morale cattolica e piccolo-borghese.
La domanda posta a titolo del paragrafo è retorica e ho
già ironizzato a sufficienza sul caso malizioso della
prof. che ha fatto sesso orale e altro con gli studenti in classe, e
l'impossibilità di riformare la materia nel paese in cui il
primo ministro "ombra" è il pontefice che regna nel Vaticano, e
spesso comanda più di quello "ufficiale" e laico.
Non viene affrontato a sufficienza il fatto dell'omosessualità,
che riguarda una percentuale non bassa degli studenti.
Ma queste cifre sopra-esposte parlano da sè e, per quanto
rilevate in maniera poco "ortodossa" per gli standard statistici,
dovrebbero indurre ad una responsabile riflessione la nostra classe
politica. Che però pensa che un videogioco possa fare
più male dell'Aids e dei criminali liberi per le strade.
Leggo su Homolaicus.com che la
materia è stata inserita nel programma scolastico svedese nel
1942 e negli Stati Uniti nel 1965, ma in italia si fa fatica ad applicarla in
maniera efficace e pertinente ai tempi che corrono per il già
citato neo nel baricentro.
[ IL mastino
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del 5 - 4 - 2007
Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8
aprile torna "Bonsai aid aids" sotto
l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Su oltre 3000 piazze
in tutta Italia sarà possibile prendere una piantina Bonsai in
cambio
di un contributo che aiuterà a realizzare gli scopi statutari
della associazione Anlaids : ricerca,
assistenza e prevenzione.
E' disponibile la lista delle piazze dove
acquistare il bonsai.
[ la Lupa
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