"Out of the shade" - photos by Michael Jensen

Anlaids - Associazione nazionale per la lotta contro l'Aids
Lila - Lega italiana per la lotta contro l'Aids
Cori razzisti, e il difensore interrompe la gara
L'intervista del giorno dopo
"Zoro ha ragione" di A.Cagnazzo










 Post del 6 - 12 - 2005

E' trascorsa l'ennesima giornata mondiale contro l'aids  - pandemia e metafora aggiornata dell'incapacità di comunicare - ed è difficile scrivere parole che non siano già state dette su questa "grande malattia dal piccolo nome ... segno dei tempi", come cantava Prince quasi vent'anni fa.
Dobbiamo chiederci perchè la malattia continua a propagarsi nell'Occidente benestante ed informato. Le motivazioni possono essere molteplici ma ne individuo una di carattere generale : l'affermazione della propria identità per mezzo della sopraffazione del prossimo, un virus multidisciplinare e dilagante di cui abbiamo segnali quotidiani.
Allo stadio di Messina il difensore ivoriano Zoro è stato il destinatario di insulti e cori che avevano come argomento il colore della pelle, ma quegli ultrà non sono razzisti : nell'Inter giocano due mori - Adriano e Martins - e dovrebbero prendersela anche con loro oppure avrebbero dovuto protestare contro il loro ingaggio. Hanno ingiuriato l'africano in quanto avversario e andava disturbato in ogni modo perchè il fine - la vittoria della propria squadra e i tre punti - dev'essere perseguito con ogni mezzo, ma il giocatore ha alzato la testa con grande dignità e ha minacciato di sospendere la partita in vece dell'arbitro (la cui passività mi suggerisce : quello che si dice sulla moralità dei fischietti italiani è vero). Le giacchette nere dovrebbero essere giudici sia dell'aspetto tecnico che di quello etico di un avvenimento sportivo in cui il pubblico è parte riconosciuta e importante.
Non mi sono simpatici i calciatori, guadagnano sfacciatamente troppo : ci vogliono diverse vite di un operaio alla catena di montaggio per realizzare l'ingaggio annuale di un giocatore modesto di serie A ed in fondo il calcio è un gioco - o dovrebbe esserlo - per cui mi stridono certe cifre.
Ma a farci ridere amaro - sopra tutto - è la tipica soluzione all'italiana : ritardo dell'inizio delle partite di cinque minuti (i maleducati sono colpiti dalla dura presa di posizione) e un posto nel direttivo nazionale del sindacato dei calciatori offerto da Sergio Campana per trasformare il ragazzo incazzato in una bella storia con lieto fine, un altro ingranaggio di un sistema che cerca di reciclare le voci fuori dal brutto coro blandendole con benefit vari. Alla stregua dell'arroganza implicita dei clienti che vogliono imporre alle prostitute rapporti orali senza il preservativo : mangia questo, se vuoi campare coi miei soldi (e stai zitta che non sta bene parlare con la bocca piena).
Forse c'è bisogno di uno Zoro in ogni reparto della vita.


[ IL mastino ]

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 Post del 1 - 12 - 2006

L'orco è l'ombra dell'aids

Leggo sul quotidiano gratuito "City"  e riporto una notizia che si collega bene ad alcuni articoli apparsi su questo magazine nei giorni scorsi.
Spero che le risposte date dai ragazzi siano state volutamente sbagliate o paradossali in chiave-trasgressiva perchè se erano onesti c'è da essere poco fiduciosi sul futuro prossimo.
Oppure sono la manifestazione di un desiderio auto-distruttivo che vuole mettere le ali e superare i disumani muri tra di noi, che però sono solidi e pericolosi. Un grido di protesta.
Auto-distruzione o sopraffazione del prossimo, su questo ci sarebbe parecchio da lavorare.
E ribadisco ch'è una "malattia sociale" prima ancòra che descritta nei ristretti termini scientifici.

 "Aids, i giovani non lo conoscono e non lo evitano. uno su 5 crede che la pillola blocchi il virus"

L'indagine è stata condotta su 1500 giovani mediante il gioco on-line "The safe city"  studiato per non sembrare un sondaggio e indurre i ragazzi a rispondere in modo più sincero. "Irisultati dimostrano che c'è ancòra molto da fare", spiega Fernando Aiuti, presidente dell'Associazione Nazionale Lotta all'Aids (Anlaids). "Troppi giovani sono a rischio contagio perchè per ignoranza non prendono le dovute precauzioni". Ecco i pregiudizi più diffusi.

Il vaccino e le cure

Il 27% dei giovani crede che già vi sia un vaccino contro l'Aids. E il 22% che da questa malattia si possa guarire, "Non sanno", spiega Aiuti "che l'infezione non si può eradicare dall'organismo". Il 13% dei giovani che hanno risposto all'indagine Anlaids, poi, è convinto che il numero di persone Hiv positive stiano diminuendo nel mondo, mentre è vero il contrario.

La diagnosi

Il 15%, inoltre, ritiene che una persona sieropositiva si possa riconoscere dall'aspetto fisico, e quindi di potersi basare su una valutazione "ad occhio" del possibile partner sessuale. Anche quelli che sanno della necessità del test per rilevare l'infezione da Hiv, però, pensano che diano risultati validi ad appena una settimana dal rapporto a rischio (nel 51% dei casi). Quando il "periodo finestra", in cui il contagio non è rilevabile dal test anche se è già avvenuto, dura dai 3 ai 6 mesi.

Il contagio

Ma l'ignoranza più preoccupante è quella sulla trasmissione dl virus. Un giovane su 5 crede che il contagio si possa evitare con la pillola anticoncezionale e il 60% con il sesso orale. Quando solo il preservativo protegge dall'Hiv."

Ansa.it


Ancòra una nota sulla diffusione di questa notizia. Purtroppo compare solo a pagina 4 dei "Fatti" sul sito on-line di "City" e su quello dell'Ansa - la fonte originale - è pubblicato in maniera striminzita con soli quattro dati percentuali.

Perchè ritardare la riforma dell'educazione sessuale ?

L'ora di educazione è stata introdotta dal ministro Letizia Moratti del governo Berlusconi secondo, ma è lacunosa e frenata dalla morale cattolica e piccolo-borghese.
La domanda posta a titolo del paragrafo è retorica e ho già ironizzato a sufficienza sul caso malizioso della prof. che ha fatto sesso orale e altro con gli studenti in classe, e l'impossibilità di riformare la materia nel paese in cui il primo ministro "ombra" è il pontefice che regna nel Vaticano, e spesso comanda più di quello "ufficiale" e laico.
Non viene affrontato a sufficienza il fatto dell'omosessualità, che riguarda una percentuale non bassa degli studenti.
Ma queste cifre sopra-esposte parlano da sè e, per quanto rilevate in maniera poco "ortodossa" per gli standard statistici, dovrebbero indurre ad una responsabile riflessione la nostra classe politica. Che però pensa che un videogioco possa fare più male dell'Aids e dei criminali liberi per le strade.
Leggo su Homolaicus.com che la materia è stata inserita nel programma scolastico svedese nel 1942 e negli Stati Uniti nel 1965, ma
in italia si fa fatica ad applicarla in maniera efficace e pertinente ai tempi che corrono per il già citato neo nel baricentro.

[ IL mastino ]

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 Post del 5 - 4 - 2007

Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 aprile torna "Bonsai aid aids" sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Su oltre 3000 piazze in tutta Italia sarà possibile prendere una piantina Bonsai in cambio di un contributo che aiuterà a realizzare gli scopi statutari della associazione Anlaids : ricerca, assistenza e prevenzione.
E' disponibile la lista delle piazze  dove acquistare il bonsai.

[ la Lupa ]

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Associazioni no-profit
ANLAIDS
LILA


Educazione sessuale
"Sesso e amore - perchè fare educazione sessuale a scuola ?", in Homolaicus.com
"Educazione all'affettività a scuola - una necessità", in Prodigio.it


"Il preservativo femminile", post della Lupa


"Aids" - i poster raccolti dal Capitano Uncino in Flickr.com


"1 dicembre - Aids, il virus che non esiste ?", post di Luky'zz & Piso in Greenmilk







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