100.000
Eravamo in centomila in quella piazza e nelle vie e piazzette
adiacenti, l'8 settembre : oltre le "solite"
stime per difetto della questura.
Una manifestazione pacifica, anarchica negli intenti positivi, nella
civiltà e nell'uso da parte degli stessi partecipanti : gente
che arrivava - magari curiosi - ed ascoltava due o tre pezzi, discorsi
pronunciati dal palco o musica dei bravi musicisti che vi sono saliti,
e usciva tranquilla per fare due passi in centro o magari nutrirsi con
un hamburger di McDonald, che non ho mai visto così pieno
nemmeno nelle ore di punta.
A rotazione, una formula spontanea per le assemblee pubbliche e
distante dagli assembramenti di piazza nell'Europa comunista - e
nell'età italiana del consenso borghese rossonero - con gli
slogan e gli applausi comandati da un regime che almeno era più
onesto di questo in cui viviamo, perchè si faceva vedere per
quello che era e non cercava di dissimularsi nella versione allucinata
del "paese dei balocchi".
Tantissimi i giovani nella massa, quasi tutti disincantati ed è
già un buon augurio che abbiano capito una cosa semplice :
"destra" e "sinistra", la casta politica italiana s'è già
inculata il loro futuro, con la struttura della burocrazia statale a
controllare le nostre esistenze e macinare i soldi delle nostre
fatiche. Per restituirci polvere negli occhi, e non farina.
E tuttavia erano allegri, altrochè gli assembramenti diossini e
sindacali che vediamo da vent'anni a questa parte nelle piazze
principali delle nostre città, con poche decine di anziani
incrostati dagli
anni che tengono due bandiere rosse per braccio.
Ma a loro il "giochino" della partecipazione ha reso bene, come
biasimarli ?
Era una partecipazione di base orchestrata dai boss assieme a quei
partiti che sono gli ingranaggi più grossi di una democrazia
partecipativa che in 'sto paesuccio è arrivata davvero al
capolinea, che ci vuole fiaccare posizionando un'infinità di
ostacoli burocratici nelle nostre vite - con sanzioni allegate - e
facendoci lavorare come muli fino allo sfinimento mentale e fisico -
per compensare l'aumento del costo del denaro - e alla "disattivazione"
delle nostre azioni sociali. Ho apprezzato l'analisi lucida di Massimo Fini
ch'è stata una lezione di politica.
L'utopia futuribile è invece atomizzare il "sistema" attraverso
la "democrazia diretta" - un parlamento informatico di 60 milioni di
votanti, ogni testa un voto - che sarebbe l'uscita civile da questi due
secoli di "saltimbanchi" illusionisti, che dopo i moti francesi
rivoluzionarono il sistema sociale del mondo bianco - bisogna dargli
atto di uno svecchiamento relativo all'epoca - ma hanno complicato
furbescamente il "giocattolo"
affinchè solo gli affiliati e i loro amici e parenti potessero
comprenderlo e maneggiarlo, diventando di fatto una casta.
Per arrivarci non bisogna sbagliare i passi ed usare anche la forza dei
numeri di massa.
Il "sistema" odia
Grillo
Nel frattempo, dai media arriva il fumo negli occhi cui siamo abituati
fin dalla nascita : all'inizio il v-day indetto da Beppe Grillo
è stato snobbato con disprezzo - pochi secondi in tv e angoli
dei quotidiani - poi l'hanno dovuto ripescare, perchè hanno
capito la figura di merda che stavano facendo. Forse stanno prendendo
seriamente in considerazione ch'è un movimento giovane e di
massa, forse hanno paura.
Come ci ha detto Pasquale
Squitieri alla
mostra
del cinema di Venezia : "I giovani
fanno cadere i governi, i giovani si ribellano, senza
bisogno di uccidere o di fare cose contro le persone. Però la
contestazione giovanile in Francia fece cadere De Gaulle, non
scherziamo, e non uccise nessuno, tra l'altro. Ma i giovani per lo
stato, per il sistema sono un rischio, un grande rischio. Proprio
perchè vogliono sentirsi più liberi, vogliono modificare
il mondo ... ed è legittimo".
I giovani non si lasciano "Inquadrare" : disertano i partiti, non vanno
in chiesa, frequentano internet più della scatola totalitaria
chiamata "televisione".
Quindi il "sistema" sta reagendo, alla maccheronica maniera italiana :
fiumi di parole negative e persino ironiche sul genovese, "populista" e
"demagogo" le più ricorrenti. Tutti fanno un po' i fighetti,
storcendo il naso per la natura popolare del movimento.
Segno che sono stati toccati i punti dolenti dell'obeso corpo, con
argomenti sparsi eppure importanti, senza arringhe ducesche - con
applausi automatici - ma ponendo alla ribalta i fatti crudi che il
sistema della comunicazione di massa vuole fare dimenticare ad un
pubblico televisivo sempre più rincoglionito e sempre più
vecchio anagraficamente e culturalmente.
La rete globale è invece giovane,
libera, spregiudicata, anarchica.
E questo paese ha bisogno di aria fresca, anche se ormai è
troppo tardi per accorgersi che tutti i partiti ci hanno fottuto le
esistenze pro-domo loro e dei loro tesserati più furbi ma
chissenefrega : se non sarà un movimento dal basso, verrà
il crollo "argentino" a resettare questo paese di merda.
Le tre proposte di Grillo :
1 - NO AI
PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino
italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via
definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
2 - DUE
LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento -
Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per
più di due legislature. La regola è valida
retroattivamente.
3 - ELEZIONE
DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al
Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Il fallimento ?
Nel post "I
comuni ai cittadini" del 16
settembre, Grillo annuncia
l'entrata in politica dei gruppi Meet-up e la formazione di liste
civiche "col bollino" : "Tra i
requisiti ci saranno il non essere iscritti a partiti ed essere
incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed
essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più
liste
in una stessa città. Le liste certificate saranno pubblicizzate
dal
blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni ed esperienze
attraverso una piattaforma comune online che sarà messa a
disposizione,
sempre attraverso il blog".
E' un diritto di tutti i cittadini, e sarebbe bello immaginare
un'invasione pacifica delle sale del "potere", ma non ci sarà, e
la scelta fatta è in realtà una strettoia che
ridurrà le volontà apprezzabili dei sostenitori di Grillo
nell'usuale "do ut des" nel macchiavellico sistema politico italico :
una forza tra i due blocchi che potrà decidere "qualcosa" in
più della proprio valore numerico, come faceva il partito
socialista di Craxi.
La marea appena mossa, una volta scagliata con il muro ancòra
solido della mafia partitocratica, finirà con l'infrangersi e lo
schiumare senza alcun danno arrecare. Le regole scritte e non-scritte
di quelle stanze sono parecchie anche per i politichetti in carriera,
figuriamoci per dei novizi che offriranno il fianco a facile critiche :
"parvenus", "carnéadi", "inadeguati", "analfabeti della
politica".
Bisognava tirare fuori le palle ed insistere pacificamente con la
piazza - come hanno fatto gli ucraini nella "rivoluzione
arancione" di fine 2004 - ogni
sabato tutti in piazza per conoscerci e per esserci, portando l'ordine
di grandezza dei partecipanti
da centinaia di migliaia a milioni per ottenere subito e con leggi
straordinarie del parlamento i tre punti firmati da più di
trecentomila cittadini. E solo successivamente entrare in politica : la storia recente
italiana ci ha dato fin troppi esempi di volontà popolari
sancite dai
referendum che sono state usate come carta igienica dai governanti,
è lecito diffidare.
Se il
"sistema" ha traballato un pochino e s'è spaventato - cito
il ridicolo editoriale
del direttore del tg2 riportato
in un altro post - era il momento buono per proseguire, ma il genovese
non ha evidentemente l'istinto agonistico del "killer".
E' interessante l'esperimento di democrazia on-line proposto, con forum
attivi e atti delle liste on-line - ci stanno arrivando con fatica
anche i bolsi partiti "classici" - però quando verranno
conteggiate le schede nelle urne, le liste sostenute da Grillo quanta
forza acquisteranno ?
Un cinque, un dieci per cento ?
Perchè la maggioranza degli italiani è ancòra
addormentata e bisognerebbe svegliarla con qualche poderosa e civile "spallata di piazza" : il
"sistema" è vecchio e marcio, va abbattuto fino alle fondamenta
ed è impossibile ristruttrarlo dall'interno.
C'è già chi c'ha provato, e alla fine s'è trovato
all'interno di un esecutivo che non gli assomiglia per niente.
Come nella foto di copertina, il rischio è che il movimento nato
nella rete torni - dopo una breve ellisse nel "mondo reale" - nello
spazio virtuale, imprigionato da regole inattaccabili e consuetudini
ch'erano invece da rompere. E intanto cala la notte ...
COPYRIGHT
2007
ERAVAMOTREAMICIALPUB.IT
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LARGO
ALL'AVANGUARDIA
Largo all'avanguardia
pubblico di merda
Tu gli dai la stessa storia
tanto lui non c'ha memoria
Sono proprio tutti tonti
vivon tutti sopra i monti
Compran tutti i cantautori
come fanno i rematori
quando voglion fare i cori
che profumano di fiori
Me mi piace scoreggiare
non mi devo vergognare
non c'ho niente da salvare
Me mi piace giocare
giocando coi giochi
ne ho pochi ma buoni
Me mi piace volare facendo dei giri
non brevi ma lunghi
Me mi piace scoreggiare
non mi devo vergognare
non c'ho niente da salvare
L'avanguardia è alternativa
non fa sconti comitiva
l'avanguardia è molto dura
e per questo fa paura
Fate largo all'avanguardia
siete un pubblico di merda
applaudite per inerzia
ma l'avanguardia è molto seria
(Io) vado contro corrente
perché sono demente
e sono ribelle
con l'urlo nella pelle.
[ Skiantos in "Monotono" (1978), testo
in angolotesti.leonardo.it ]
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Skiantos
- sito ufficiale
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scheda
in Ondarock.it
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Ironikontemporaneo.it
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Freak
Antoni in "the Human film", di Walter Ciusa
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Embedded
Grillo
Qualche giorno fa camminavo in via San Giacomo (nella zona
universitaria di Bologna) quando mi sono imbattuto in questi manifesti
del tipo "elettorale" : insomma era già tutto organizzato e
forse l'8 settembre i poster erano in tipografia o addirittura
già consegnati.
Fondare un partito è facoltà di ogni cittadino e non sono
contrario ad una lista civica che ha nello show-man e politico genovese
il proprio cardine maestro, ma dico che i gruppi di supporto sono stati
precipitosi : avevano mobilitato la piazza per riformare l'obsoleta ed
obesa macchina politica italiana attraverso alcune riforme che
avrebbero permesso il ciclo virtuoso del ricambio
parlamentare generazionale - due mandati e poi a casa - per
riaccendere le contese e rimettere in vita una democrazia ch'è
in decomposizione, nonchè la messa al bando dei
cittadini condannati in via definitiva.
E adesso si vogliono "sedere a
tavola", come scriveva Orwell.
"Come
prima, vi furono calorosi applausi e i bicchieri vennero vuotati fino
al fondo. Ma mentre gli animali di fuori fissavano la scena,
sembrò
loro che qualcosa di strano stesse accadendo. Che cosa c'era di mutato
nel viso dei porci ? [ ... ] gli animali silenziosamente si ritirarono.
Ma non avevano percorso venti metri che si fermarono di botto. Un
clamore di voci veniva dalla casa colonica. Si precipitarono indietro e
di nuovo spiarono dalla finestra. Sì, era scoppiato un violento
litigio
[ ... ] Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non
c'era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le
creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e
ancòra dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile
distinguere fra
i due."
George Orwell, "La fattoria degli animali"
Osserverò ancòra con
interesse l'attività politica dei "grillini", ma la strada
intrapresa mi pare abbastanza chiara e potrebbe essere sintetizzata in
uno slogan : "adesso è il nostro turno, fateci un po' di posto".
Il movimento alla fine ha prodotto un partito nuovo e
probabilmente ne nasceranno diversi, che
serviranno a ridare "oro e incenso" ad alcuni bravi intellettuali
ingiustamente ostracizzati dal regime - Oliviero Beha e altri -
come a
suo tempo fecero i radicali. Un'esperienza che ricorda alla lontana
anche il gruppo parlamentare elitario degli "indipendenti di sinistra".
Vanno all'incasso dopo solo una giornata di piazza e mobilitazione pacifica : è un po' poco,
c'è chi nella vita ha preso pure le manganellate in faccia per
difendere i propri diritti e c'è chi le sta prendendo, come le
centinaia di studenti che due sere fa hanno occupato via Zamboni.
La "rete sociale" montata da Grillo con l'ausilio di internet è
apprezzabile perchè è la prima dimostrazione tosta del
potenziale della rete informatica come aggregatore sociale e politico,
i problemi sollevati sono reali e "sentiti" ma il
progetto è monco ed inutile se poi non si passa
alle vie di fatto nel "mondo reale", ovvero ad azioni di "insistenza"
non-violenta nelle piazze.
Altrove nel mondo, il popolo ha una moralità più alta che
lo spinge a persistere in piazza fino al riconoscimento delle proprie
proposte e non aspetta un referendum, soluzione democratica che nel
nostro paese è già stata screditata dalla partitocrazia
ogni volta che le risposte popolari ai quesiti non le garbavano.
Se non si cambiano alcune regole
di base non faremo
altro che una sostituzione di alcune "sagome" con altre magari in linea
con le nostre idee, ma con le mani legàte : certamente
preferisco vedere ed ascoltare Beha in parlamento al posto di un
politico reciclato, ma che potrà fare di concreto ?
Ed è un vero
peccato, perchè la partenza e la prima parte del movimento erano
state ottime, ma la conclusione sembra essere quella prevista dai
commentatori scettici - se non malevoli - nei riguardi del "grillo
parlante" e dei collaboratori.
COPYRIGHT
2007
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link
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"Notte
bianca : in via Zamboni polizia respinta dagli studenti", in Uniboom
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"Scontri
tra graffitari e polizia nella notte bianca dei writers", in
Repubblica.it
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GRAFFITO LIBERO
Come cittadino bolognese, odio anch'io lo spargimento psicotico delle
varie scritte su tutti i muri del centro storico (e non solo) : mere
calligrafie ripetute a noia per marcare il
territorio, mentre le vere "opere d'arte" sono poche e male intese
nello sporco generale (v. il graffito qui riprodotto ed altri).
Perchè il graffito è una forma d'arte riconosciuta in
tutto il mondo, che fatica però ad essere accettata qui da noi
per "colpa" di due fattori : 1) quei writers ossessivi che intendono
ogni metro quadrato di muro esterno come personale proprietà e
compulsivamente lo debbono firmare, senza alcun disegno.
2) dall'altra parte del "muro" abbiamo una casta politica culturalmente poco attrezzata per
gestire le differenze in questa
città ch'era vanto della sinistra italiana, e non dialoga.
In Francia, Spagna e altri paesi, i comuni hanno incontrato i
graffitari per regolamentare la loro attività attraverso la
concessione di superfici pubbliche e private da spruzzare e rivalutare.
A Bologna, sotto lo stesso portico in cui l'altra notte sono state
eseguite due nuove opere, anni fa venne realizzato uno splendido
murale, che non è stato cancellato (all'angolo con piazza
Scaravilli).
Estremizzare le posizioni non serve a nulla.
Un graffito
libero nella forma, ma regolamentato nei siti più
opportuni, oggi sembra lontano anni luce da questa città.
[ il
Bufalo ]
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