Post del 22 - 10 - 2007

Manganello nello spazio (2)

Chi scrive non ha una grossa opinione di questo paese (eufemismo) ma non si era mai accorto di vivere a Cuba, e non nella seconda repubblichetta italiana.
Perchè con l'atto gravissimo di venerdì 12 ottobre - passato ovviamente in sordina sui mezzi d'informazione totalitari (a flusso univoco) - di fatto il governo Prodi ha manifestato la chiara intenzione di mettere la museruola a chi scrive e diffonde la libera informazione sul web.

Qui
potete leggere l'interpretazione razionale di Puntoinformatico.it, e questo è invece lo sferzante commento al fattaccio, scritto da Beppe Grillo :

"La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog ? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.", dal post "La legge Levi-Prodi e la fine della Rete"

E' un tentativo di colpo di stato "spaghetti" con i portaborse e i pigia-bottoni che stanno già correndo a disconoscere (parzialmente) la legge ch'essi stessi hanno scritto e votato.
Avevano già cercato di bastonare Google Video e YouTube
sfruttando cinicamente il penoso caso di un handicappato picchiato dai compagni di classe, e poi hanno tentato di mettere il bastone tra le ruote al movimento dei bloggers con la tassa sulle rassegne-stampa  : questa classe dirigente è capace di fare anche questo, al peggio non v'è mai limite.
In queste scenette tragicomiche di una commedia all'italiana scadente e basata tutta sugli equivoci ma con poca carne al fuoco (culi, tette ... almeno avremmo soddisfatto la vista) non è mai ben chiaro se :

1) tali provvedimenti raffazzonati e fascisti - nel proprio significato politico e operativo di controllo centralizzato e "blindato" dell'opinione pubblica, con l'iscrizione obbligatoria all'ennesimo registro pubblico e la galera e/o sanzioni salatissime per chi sgarra un aggettivo - vengano messi all'ordine del giorno del consiglio dei ministri e passino all'unanimità per l'ignoranza dei suddetti pigia-bottoni "di lusso", comunque per colpevole negligenza;

2) oppure vengano approvati coscientemente, per malafede e volontà persecutoria della libertà d'opinione in questo pietoso paese.

Io protendo per la seconda ipotesi, anche se - alla Michael Moore  - mi piacerebbe piazzarmi con una videocamera fuori dall'emiciclo e chiedere a tutti i politicanti che incontro : "Ma lei lo sa che cos'è stato votato venerdì 12 ottobre ?".

L'editoria dei soliti "amici"


Ricardo Franco Levi , sotto-segretario di Romano Prodi e responsabile della stesura del disegno di legge, ha gettato acqua sul fuoco dicendo che :

"Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo tappare la bocca a internet, provocare ‘la fine della Rete’. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione. Cio’ che ci proponiamo e’ semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l’appunto dell’editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che è regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realtà profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia", da Panorama.it .

E io leggo : lo stato vuole riversare soldi ai propri amici anche nella Rete.
L'editoria riceve ingenti somme statali e vuole difendere il feudo con la spada - sull'argomento leggete l'illuminante articolo di Sara Nicoli in Altrenotizie.org  - sprezzante gli "effetti collaterali" di questa guerra ch'è appena iniziata, adesso è il turno della discussione in parlamento.
Al contempo ritengo che vi siano anche altri interessi in movimento, ad esempio quelli dell'industria della cultura ch'è seriamente preoccupata per l'importanza che sta acquistando il web nella diffusione pubblica delle opere - letterarie, musicali, grafiche, video - e non sto scrivendo necessariamente dell'effrazione al diritto d'autore - cui sono contrario - ma ad esempio della strada aperta dal gruppo "pro" degli Radiohead con lo scarico in stile shareware dell'ultimo album "In Rainbows"  per il quale l'utente può versare una cifra di denaro a suo piacimento.
Più in generale, è interesse dell'industria la "squadratura brusca" della Rete, con la limitazione dei soggetti "indipendenti" attraverso
l'assoggettamento alle tassazioni vigenti : punire coloro che realizzano prodotti con piccoli budget e poi li distribuiscono gratuiti o con bassi proventi di ritorno.
Non possiamo assolvere questa classe politica : è una vergogna.
E io mi chiedo come possiamo chiamarlo ancòra centro-sinistra, quando è palesemente spostato verso il centro retrivo e conservatore. La vera "destra" italiana.
Un governo di gente che sembra impreparata ad affrontare le problematiche di una società occidentale nell’anno 2007, per cultura ed anagrafe, ma in realtà sa benissimo dove menare il manganello della legge.
Il centro-sinistra ha patito un’erosione piccola ma significativa da parte di Grillo e del suo blog, adesso vogliono "prevenire".
Quest’esecutivo è un’offesa per i compagni che si sono battuti per i diritti dei cittadini e dei lavoratori nei decenni passati, bisogna boicottarlo.
Una lucida analisi di cosa sia stata la "partecipazione" e cosa potrebbe essere nei giorni che viviamo viene fatta da Miro nell'articolo "Lotta di cluster e tortellini" .
Cari "compagni" (rifondisti e comunisti italiani) che siete incollati col vinavil alle poltrone che contano, non avete ancòra mangiato abbastanza per poter mandare affanculo quest'indecente governo ?
Emulate i vostri colleghi che lavorano a Bologna, almeno salvereste la faccia : nella Grassa c'è stato un bell'abbraccio con "baci in bocca" tra il sindaco Cofferati e la destra locale, qualcuno però ha avuto la dignità di alzarsi e "sbattere la porta".

Firmiamo la petizione

I putridi intendimenti del "consigliere speciale" che nessun elettore ha votato potrebbero anche andare a segno perchè la comunità di internet è un'élite - non siamo in Nord-Europa, l'ho già scritto - ed è qui che Beppe Grillo ha sbagliato e di grosso : non insistere sulla piazza, luogo "reale" ed accessibile a tutti, anche alle generazioni troppo avanti d'età per avere dimestichezza con tastiera e mouse o rincoglionite da Rai e Mediaset, dove sarebbe stato possibile aggregare tanti italiani tagliati fuori dal digital divide e/o dalla disinformazione di massa operata furbescamente da carta stampata e televisioni.
Quello dell'accerchiamento non è una psicosi ma un rischio reale : stiamo tutti molto attenti, che i nostri diritti vanno difesi ogni giorno. E intanto firmiamo la petizione.


"No internet-tax", petizione in Firmiamo.it

"No alla legge Levi-Prodi", petizione in Petitiononline.com

il Mastino

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Post del 25 - 10 - 2007


"Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano. Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano."

the Times [ link ]


Ancòra confusione ... (Levi-Prodi, parte seconda)

Ieri il settantenne Ricardo Franco Levi - detto "Ricky" dagli amici - ha fatto una parziale marcia indietro sul decreto-legge, dopo il casino ch'è scoppiato nella Rete.
Ma all'italiana, ovvero avvitandosi sul problema, complicandone in modo ancòra più sottile l'interpretazione : era davvero difficile, ma lui c'è riuscito (d'altronde, è pur sempre il genitore del "mostro"
).
Il vegliardo "genio della lampada" ha dichiarato di volere aggiungere una riga all'articolo n. 7 del famigerato ddl, ovvero :

"Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo, che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro", da Zeusnews.it .

Bravo Ricky.
E scusami se ti do del "tu" anche se non ci siamo mai conosciuti di persona, ma ad un certo punto della tua vita hai deciso di ingombrare la mia e di farti i cazzi miei, quindi mi arrogo questo tipo di familiarità che peraltro tu m'hai imposto.
Adesso spiegami cazzo significa "
che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro", è una definizione piuttosto vaga che lascia spazio a legittimi dubbi di varia natura.
Perchè non si riferisce allo status del proprietario del dominio -
industrie di vario tipo, case editrici, centri commerciali, studi professionali o altro soggetto già provvisto di partita I.V.A. - ma genericamente al software in rete : quali saranno i requisiti minimi di tale software perchè il proprietario venga automaticamente identificato come "imprenditore della rete", obbligato all'iscrizione al R.O.C. e magari a varie forme di tassazione ?

Se il gestore del sito o del blog incassa qualche soldo ?

Molti soggetti che operano nel web non si sentono affatto tutelati, e neppure il webmaster  di questo sito che state leggendo e che per editarlo non percepisce 1 euro.
E se domani volesse vendere raccolte di storie o romanzi suoi e dei suoi collaboratori, in forma cartacea attraverso Lulu.com - come diversi bloggers già fanno - per la soddisfazione di diffondere le proprie opere e non per il guadagno pecuniario risibile ? Questo sito diventerebbe - se non lo fosse già, essendo diverso da un semplice blog - "un'organizzazione imprenditoriale del lavoro" ?
E se volesse vendere t-shirt con foto e disegni suoi e dei collaboratori, tazze per il caffè e altro merchandising minimo ? Le fotografie stampate in formato-poster e incorniciate ?
Chi alloggia i banner commerciali Google AdSense - o simili - verrà considerato "organizzatore d'impresa" in quanto percepirà un compenso (risibile) ?
E chi metterà il banner della macelleria di un amico, magari solo per amicizia e senza percepire compenso alcuno ?

Saranno esentati solo i piccoli blog ?

Verranno intesi come "personali" solo quei siti, blog e forum che discorreranno esclusivamente delle faccende private del gestore e dei suoi amici, mentre verranno tartassati quei luoghi informatici in cui si fa libera informazione e si discute di tutto ?
Il numero delle visite quotidiane verrà preso in considerazione come parametro significativo per distinguere i siti "personali" da quelli tassabili, ovvero vogliono colpire i bersagli medio-grossi ?
Fare i propri siti con professionalità equivarrà a un "castigo" ? Non mi sorprenderei : dopo quasi 15 anni da lavoratore autonomo so benissimo che in italia viene bastonato chi è onesto e fa bene il proprio lavoro, a meno che non sia dotato di una spiccata "malizia" e/o abbia coperture "particolari".

L'impressione persistente è che vogliono comunque imbavagliare Grillo, e se ne fregano dei tanti "danni collaterali" che produrranno nella Rete. Con efficace metafora, la si può definire "pesca a strascico" : m'interessa prendere il "pesce gorsso" e chissenefrega dei piccoli ci finisconi dentro.
Anzi, questi vanno oltre e pensano : se nella trappola cadono un migliaio di sfigati è pure meglio, così la smettono di rompere i coglioni.

La burocrazia vuole allungare la propria sudicia, lunga mano deforme sull'unico aspetto della vita pubblica italiana ch'era rimasto libero nelle idee e detassato, minacciando le opinioni con la legge vigente sul reato di diffamazione e cominciando a fare pagare bolli pure nella blogosfera.
In parole povere, dissuadendo le attività on-line con il reticolo estenuante delle pratiche, un "lavoro ai fianchi" che i burocrati del pubblico impiego eseguono quotidianamente su tutti gli altri fronti della vita "civile" e pertanto sono già bene allenàti : fanno il loro lavoro senza "colpa", cioè applicare leggi obsolete nel significato e nelle modalità di esecuzione, bizantine nella forma.

Soluzioni pratiche

Adesso voglio ipotizzare che la legge venga approvata nella versione più restrittiva.
Per la registrazione di un dominio sostitutivo si potrebbe fare come Franco Carlini, che per il suo Totem chiese ospitalità alle isole Tonga "in tempi non sospetti".
Poi dovremmo allocare il sito in un server tutelato da una legislazione liberale; il proprietario del blog Svanity - ottimo sito d'informazione - ci ha pensato "in tempi non sospetti", e nelle informazioni del sito è possibile leggere :

"Il server di Svanityblog su cui è pubblicato ed ospitato il nostro sito è ubicato negli Stati Uniti d' America, e pertanto sotto la giurisdizione territoriale americana, unica Autorità competente.
Il responsabile del sito-blog
Svanityblog dichiara che le immagini e i testi contenuti in questo blog sono tutelati e protetti dal 1° emandamento della Legge USA, per competenza territoriale derivante dallo Stato in cui viene pubblicato elettronicamente."

Queste misure che ho elencato per gioco potrebbero non bastare, se inquadreranno le attività on-line come fonti di reddito e quindi saremo tenuti a pagare i minimali fiscali.
A questo punto non ci rimarrebbe che emigrare fisicamente da questo paese di teste vecchie e furbe, verso un paese più moderno e civile.


il Mastino

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Post del 26 - 10 - 2007

Ricorsi storici

"Ciao a tutta la ciurma.
Se in questi giorni avete navigato un po’ per internet, avrete di certo notato che da più parti si parla della censura che sarebbe in atto verso moltissimi siti per via di una nuova legge (la n.62 del 2001).
Non starò qui a dirvi cosa penso di questa legge, approvata nelle varie sedi da tutte le parti politiche (a dimostrazione che in fondo siamo governati da idioti), ma vi dico in sintesi che il problema di fondo é semplicemente questo : i siti che presentano aggiornamenti più o meno periodici sono considerati come dei giornali cartacei, che richiedono iscrizione presso il tribunale, un direttore responsabile iscritto all’ ordine, e varie tasse da pagare a questo e a quello. Se non si é regola con tutto ciò si rischiano multe da Lit. 200.000 a due anni di galera.
Si potrebbe pensare anche che in molti casi riservare ai giornalisti che lavorano per riviste informatiche la stessa garanzia per i colleghi cartacei sia cosa giusta, se non fosse per il fatto che sotto la mannaia di questa legge ricadono anche siti e riviste che seppure ben fatte, sono sempre amatoriali, e vi ricadono anche siti personali come i siti E/N.
C’é chi dice che i siti amatoriali non sono inclusi tra quelli da sottoporre alla legge, però non ci sono chiarimenti al riguardo. Insomma siamo in presenza di una tipica legge italiana (cioè incomprensibile) che rischia o di diventare lettera morta o di far chiudere molti siti.
Per farvi un quadro più preciso di questa incasinata situazione, ho deciso di riportare un elenco di link utili segnalati da uno dei moderatori del forum di HTML.it, Francesco Caccavella.
Tuttavia, ci tengo a sottolineare già da ora che anche questo sito supporta la campagna promossa da Punto Informatico contro la legge n.62/2001 . Non so se effettivamente questa legge avrà le conseguenze negative che si prospettano (sono in realtà molto dubbioso), tuttavia credo che sia meglio tenere alta la guardia, perciò chiedo anche a voi di firmare la petizione contro la legge-censura, visto anche che una prima “vittima” eccellente c’è già stata (anche se si é già ripresa), ovvero ZioBudda. Fate clic sul banner che vedete di seguito."

dal blog di Capitano Uncino [ link ]

Era il 7 aprile 2001 (più di SEI anni fa) quando scrivevo queste parole su queste pagine. Sono parole che mi sono tornate in mente in questo periodo in seguito al clamore sollevato dal ddl Levi-Prodi, che richiederebbe la registrazione di vari siti internet al ROC.
Il buon Bufalo70, in questo commento , dice che il sottoscritto “guarda … all’orizzonte“, e questo anche perché in precedenza avevo sostenuto come io non fossi al momento preoccupato da questo ddl proposto dal governo.
Ecco, la verità non è che io guardo all’orizzonte. Anzi, non ci sarebbe definizione più lontana di me che non questa, dato che il sottoscritto è invece uno che si guarda sempre indietro.
Conoscere da dove si viene, da dove si è partiti, è per me cosa fondamentale. E importante lo è anche in questo caso. Avete letto le parole dell’articolo di sei anni fa che vi ho quotato? Ebbene, proprio quello che successe all’ epoca mi fa pensare che il ddl proposto in questi giorni si risolverà, rispetto ai timori di molti, in un gran polverone.
All’epoca le cose erano anche più gravi di adesso, perché si parlava di una legge, già approvata ed in procinto di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, mentre qui si parla di un disegno di legge proposto, che quindi ne deve fare ancora di strada prima di diventare legge.
Senza contare che all’epoca si parlava di un calderone ancora più grande, perché si parlava di siti che presentavano aggiornamenti, con una definizione pertanto così generale ed ampia da farci ricadere di dentro di tutto (cosa che non dovrebbe stupire a chi ricorda il web di allora, visto che nel 2001 erano in pochi a conoscere i blog).
Il footer di questo sito (quel paragrafo cioè che leggete in fondo ad ogni pagina) nacque proprio allora, così come frasi simili comparvero su molti altri blog di allora. Era secondo me una situazione molto più complessa e pericolosa di quanto non sia oggi, eppure anche allora alla fine fu più che altro un polverone che si ridusse senza che alcun sito personale fosse colpito (e ci sarebbe mancato pure).
Ora, se alla fine dei conti non accadde in pratica nulla allora che avevamo già una legge approvata in via di pubblicazione, perché dovrei pensare che sia più grave oggi che siamo solo a livello di disegno di legge, che prima di diventare legge effettiva, dovrà passare dalle Camere? Già sarà un miracolo se questa legislatura non finisce nei prossimi mesi…
Non dico di non tenere alta la guardia, quello no. Dico solo che non sono certo per il vittimismo e il fasciarsi la testa prima di esserla rotta, come invece ho letto da moltissime parti in queste settimane.
Forse alla fine è vero che questo è un po’ come guardare all’orizzonte, ma è un guardare all’orizzonte consapevoli da dove si è partiti.

(qui i commenti in "Capitano Uncino")

Capitano Uncino

 COPYRIGHT 2007 ERAVAMOTREAMICIALPUB.IT

Link
"Il Governo vara la Internet Tax", di Paolo De Andreis in Puntoinformatico.it
Il testo del DDL detto "internet tax o "legge Levi-Prodi", in formato .pdf
Ricardo Franco Levi - scheda in wikipedia
Romano Prodi - scheda in wikipedia

"La legge Levi-Prodi e la fine della Rete" in Beppegrillo.it
"La Cina è vicina con la legge Levi-Prodi" in Beppegrillo.it
"Caso mai servissero conferme che i governanti non capiscono niente di internet", di Paolo Attivissimo
"Il governo indietreggia e chiarisce il senso del disegno di legge, ma ormai il danno è fatto", di Paolo Attivissimo
"Ddl editoria, Gentiloni ammette : un errore la registrazione dei siti", in Repubblica.it
"Levi : ddl ? Per i blog nessuna registrazione", in Quotidiano.net

"L'inchiesta di Report sul quotidiano Libero ed i trucchetti sui finanziamenti pubblici per l'editoria", in Svanity blog
"La casta dei giornali" di Sara Nicoli in Altrenotizie.org

Radiohead.it - "In Rainbows" download ad offerta libera
Petizioni on-line
"No internet-tax", petizione in Firmiamo.it
"No alla legge Levi-Prodi", petizione in Petitiononline.com


SULLA LIBERTA' E ALTRE COSE

post

Sulla libertà, che manca sempre più, ma soprattutto che viene negata, in forma particolarmente grave alle giovani menti, quelle che dovrebbero iniziare ad orientarsi e purtroppo non avranno più modo di poter sfruttare uno strumento come internet.
Sulla coerenza, perché non si può negare la libertà e spacciarsi per un paese democratico, perché non si può fare il bello e il brutto tempo solo perché siamo succubi di un sistema che finge di dare l'opportunità di eleggere e in realtà è uno strumento nella abili mani di pochi.
Sulla parola, che accompagnata da una buona mente come sempre si è mostrata l'arma più potente, la più temuta quella che ancora una volta vuole essere negata. [ ... ]

[ Shoruel ]
"Libertà - parte seconda", di Shoruel
QUANDO PARLANO DI INTERNET ...

post

Io non è che vorrei sempre parlare male della politica.
Che potrei poi sembrare uno di quelli “fa tutto schifo” “rubano tutti” “piove governo ladro“.
Oggi per esempio volevo dire bene della campagna “Pane amore e sanità” del ministero della salute.
E’ per capirci quella campagna in tutte le stazioni e giornali con una bella modella infermiera che festeggia i 30 del servizio sanitario nazionale. E’ una campagna che propone un’immagine positiva della nostra sanità, una sanità tutto sommato all’avanguardia, e per tutti, nonostante avvengano ancora accadano episodi di malasanità.

Ciò detto però, non si può non parlare male della politica quando questa, che a stento sa usare il cellulare, si mette a parlare, e decidere, su Internet.
Le notizie a riguardo, tutte pessime, sono tre.

1. La prima è quella del ministro Fioroni. Che fa il duro a scuola, dice che per una materia sola si verrà bocciati (a me la cosa non convince) e che va anche oltre quando parlando delle rete, riesce a definirsi un “giurassico di Internet“. Ora, visto che viviamo nella società della conoscenza plasmata dalla rete, a me questa sua lacuna appare molto grave, quindi troverei più che giusta una bella bocciatura del nostro caro ministro, se questo non si mette sullo schermo a sgobbare e non recupera subito questa materia.

2. Poi c’è la storia inquietante di una nuova legislazione sull’editoria che potrebbe prevedere un’idiozia del genere:
“Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione”.
Se passa una cosa del genere io sono pronto ad incatenarmi sotto palazzo Chigi.

3. E poi, last but not the least, c’è la storia del portale Italia.it di cui avevo già parlato. E’ un portale che avrebbe dovuto promuovere il turismo italiano nel mondo e che già costato 45 MILIONI DI EURO. Con questa montagna di soldi (ma come DIAVOLO è possibile?) sono riusciti a fare un prodotto tanto scadente che nessuno se lo fila.
Ora Rutelli dice che se continua così tanto vale chiuderlo, il portale.
Strano però che questo non sia decollato, l’imbarazzante annuncio “in inglese” del vicepremier Rutelli faceva proprio venire voglia di metterselo come homepage.

Questo, miei cari, è quanto ci tocca. Credo però, che meriteremmo di più.

[ Mello ]
"Blog : non ci avrete mai (come ci volete voi)", di Mello

GIU' LE MANI DA INTERNET.
IL VIRUS DELLA MALAINFORMAZIONE.

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Secondo me, l’obiettivo della legge non sono i blog.
Fondamentalmente non ne capiscono neanche la portata dirompente.
L’aspetto più importante è la gestione dei contributi all’editoria, ovvero il sistema di erogazione di fondi pubblici agli editori privati per tenere in vita cadaveri come il foglio di Ferrara e tante gazzette e gazzettine inutili.
L’attenzione ad internet mira essenzialmente a questo e lo scopo della legge è chiarissimo leggendo l’intero provvedimento: consentire a chi svolge attività editoriale ANCHE su internet, di accedere ai finanziamenti alla stampa.
Credo sia un fenomeno evidente che i lettori dei tradizionali quotidiani cartacei si stiano spostando su un consumo online, mettendo a rischio l’entità dei contributi che sono basati, guarda un po’, anche sul numero di lettori e di copie tirate.
Di copie tirate su internet non ha senso parlare e quindi occorre fare presto a riportare i lettori in transito verso la rete, nella base d’erogazione.
Altrimenti, niente contributi.
I blog ci sono capitati per caso, per una svista di qualche funzionario piuttosto miope e abituato a lavorare usando il pc come luce di cortesia, piuttosto che come strumento di attività.
Per questo non mi preoccupo e non mi arrabbio.

[ Stratex ]
"Giù le mani da internet : il virus della malainformazione (2)", di Stratex







  Vedi le pagine correlate nel sito (percorso - titolo) :
  Archivio Mastino Manganello nello spazio
  Archivio Mastino In piazza, finalmente
  Miro lettere Lotta di cluster e tortellini



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