Omicidio in autogrill
GabboDj era un
giovane che andava a vedere la partita della sua squadra - la Lazio -
ed è stato ammazzato dal colpo idiota di pistola, esploso da un
poliziotto della stradale.
La partita s'è giocata per "ragioni superiori di ordine
pubblico" mantre proprio la mancata sospensione del campionato di serie
A ha scatenato la furia bestiale degli ultrà : non gli è
ben chiaro che a chi sta nelle stanze del Potere non frega nulla
nè dei poliziotti, nè dei cittadini senza la divisa.
Sarebbero ben altre, le lotte da fare.
E la devastazione cieca che ha colpito Roma e altre città
è lo scenario ch'è stato programmato con uno scientifico
rimbambimento degli italiani dall'inizio degli anni '80 in poi, a base
di pallone (soldi e letterine allegàte) : negli anni '70 i
giovani andavano in piazza a combattere per l'ideale di un mondo
migliore, oggi fanno a botte allo stadio, nelle strade ed anche in un
autogrill sull'autostrada per il colore di una squadra di calcio. E'
squallido.
Quando vedo le curve blindate da spessi vetri infrangibili, i fossati
profondi 3 metri che perimetrano il campo di "gioco" e gli addetti alla
pubblica sicurezza con i pastori tedeschi, penso agli stadi-lager dove
venivano richiusi gli oppositori dei regimi dittatoriali sudamericani :
ma i nostri amministratori sono stati astuti come "pifferai magici", ed
hanno convinto gli italiani ad entrarvi di loro spontanea
volontà - in questi stadi - e pagano pure il biglietto !
Mi ricordo la scena esemplare di uno dei primi film di Nanni Moretti -
non il titolo - nella quale il protagonista impacciato e parecchio
perplesso - lo stesso Nanni - viene trascinato da un compagno
d'area politica ed amico all'Olimpico, perchè "la Roma è
di sinistra, la Lazio è di destra" : la "calcistizzazione" di
tutto come rimedio e ricucitura dei conflitti sociali è stato il
vero sfascio culturale dell'italietta post-boom.
Aldo Biscardi ha fatto
scuola di retorica col suo "processo", ch'è stato clonato per le
tribune politiche ed altre trasmissioni televisive : attacchi verbali,
difese, grida, battute per stemperare, pacche sulle spalle e alla fine
tutti a cena assieme, a mangiare bene che tanto "paga sempre Pantalone".
Ho cercato qualche spunto per tratteggiare un'"epica" degli
ultrà, ma non ne ho trovati : sono i poveracci delle periferie
di cui scriveva Pier Paolo Pasolini - soltanto
un po' imborghesiti, ai tempi in cui viviamo - che fanno a botte con
altri poveracci. E' l'ammasso dei cervelli studiato e
deresponsabilizzante, la Grande Valvola di sfogo semplificata e
fruibile da ogni tipo di cittadino per ceto e livello culturale.
La morte di GabboDj è stata immediatamente metabolizzata dal
"sistema" ed è divenuta un prodotto mediatico da vendere,
spaccare tutto non è il modo giusto di "colpire" positivamente
questo paese strutturato come un feudo medioevale perchè
è come sparare al blob
- quello originale del cinema
amerikano di serie B - ovvero : più lo colpisci e più
quello moltiplica la massa appiccicosa che avvolge e soffoca tutto.
Bisogna avere delle idee, e il calcio mi pare abbia fallito come
modello di valori e possibile movimento culturale. Alla fine, non
è che una tragicomica replica della "società reale",
nella quale il cittadino si identifica immediatamente e cerca un
riscatto qualsiasi, gli va bene anche quello "virtuale" della vittoria
della squadra del cuore. Siccome la condizione di partenza è
quella d'essere comunque sconfitto dal "sistema" fin dalla propria
nascita, mi pare un triste spettacolo per peones "condannati" a essere tali e
che hanno rinunciato alla dignità.
Eppoi spiegatemi : ci s'incazza
per l'ultrà ammazzato da una pallottola idiota ma non per
l'operaio che lavora in nero e muore in cantiere, cadendo da un
ponteggio fuori-norme di sicurezza, perchè ?
Questa è la cultura di massa in italia, caduta (forse)
irreversibilmente nel loop
dell'auto-rappresentazione periodica - un palcoscenico è appunto
lo stadio di calcio - e chiusa nel micro-ambiente relativo alle
esperienze di vita strettamente personali.
Omicidio in carcere
C'è stata invece un'altra morte assurda e ben più
inquietante della quale poco s'è parlato, ed è quella di
Aldo Bianzino : "aveva 54 anni e faceva il falegname. Il 12 ottobre
è stato arrestato insieme alla sua compagna per il possesso di
piante di marijuana per uso personale. La notte tra il 13 ed il 14
ottobre è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di
Capanne, in provincia di Perugia", apprendo da un post dell'amico
Mazzetta.
Si parla di "traumi cerebrali, epatici e due costole rotte",
particolari che riportano alla mente un'altra morte anomala e di cui si
sta dibattendo in aula in queste settimane, quella di Federico Aldrovandi a Ferrara.
L'atmosfera intimidatoria creata attorno a vittime e testimoni - e che
è denunciata in un post scioccante della mamma
di Federico - sommata alla
negligenza in atti di pubblico ufficio di questo sconfessato governo Prodi II che non
vuole sia fatta luce sui fatti drammatici avvenuti nei giorni del G8 a
Genova (e ad altri fatti) mi preoccupa davvero, e molto più
della pazzia estemporanea di un poliziotto della stradale : non voglio
qui stilare un'odiosa classifica sull'importanza dei morti, ma
soppesare in modo ragionato il contesto.
Nell'auspicio che si faccia vera giustizia in tutti questi casi e che i
colpevoli vengano condannati, anche se hanno la divisa : i depistaggi e
i gravi atti d'intimidazione devastano il rapporto di necessaria
fiducia tra i cittadini e le forze dell'ordine, che - insisto -
è demente classificare come "nemiche" in quanto sono un apparato
indispensabile a qualunque forma statuale libera, democratica ed
organizzata.
Nella morte "misteriosa" di Aldo - che avrà fatto ? Si
sarà sbattuto da solo contro le pareti della cella ed il letto ?
- c'è l'ombra densa e tangibile di una punizione voluta e
definitiva del suo stile di vita, per quel fumo coltivato e poi
consumato consapevolmente e che non può dare effetti troppo
dissimili dall'assunzione di alcolici ma che nel nostro arcaico paese
qualcuno equipara a tutti gli altri tipi di droga per propria personale
ignoranza. Che talvolta può divenire uno strumento di morte,
forse manipolato da qualcuno che sta più in alto.
E' stato aperto anche un blog per Aldo ed anche
in questo caso è bene che noi tutti non abbassiamo la guardia.
L'omicidio
è avvenuto in un istituto di "sicurezza" - il padre Giuseppe fa
dell'ironia sulla definizione di "carcere" - tra le solide mura di un
area ben perimetrata in cui v'era un numero limitato di attori in
gioco. Direi che stavolta, per determinare la verità, non
c'è nemmeno bisogno dei plastici di Bruno Vespa.
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Non dimenticare Genova G8
Questo video elenca le violazioni ai diritti umani perpetuate da
cattivi poliziotti, e le documenta con le immagini della devastazione
di chip e corpi alle scuole "Pertini" di Genova, durante il G8 del
2001. E'
il primo di una serie di quattro.
A seguire, tutto il resto.
Posso
solo aggiungere - nel mio piccolo - la vergogna di avere votato
un partito di questo governo Prodi II che si rifiuta di allestire una
commissione d'inchiesta sui fatti che rischiano di spezzare questo
paese in due : chi a Genova c'era e ha subìto, e chi no.
Cittadini da una parte, forze dell'ordine pubblico dall'altra.
Io non c'ero, ma quest'odio inter-generazionale lo avverto chiaro e
forte dai tanti post scritti da parte di chi era là e le ha
prese, oppure stava in un'altra zona ed era impotente di fronte alle
notizie del massacro "in stile Pinochet" che arrivavano, drammatiche
nella loro verità documentata con foto, immagini e testimonianze
orali e corporali dei sopravvissuti.
Un paese forte dovrebbe fare i conti schietti con sè stesso, ed
invece le
autorità vogliono rimuovere l'accaduto : qui non c'è
più "centro-destra" nè "centro-sinistra", il Potere ha un
solo colore ed i potenti vogliono creare delle aree di rabbia furiosa
"ai piani bassi", che non toccheranno le loro belle e lussuose
abitazioni, i loro privilegi.
Guarda caso, questa tensione sembra essere costruita a regola d'arte
proprio quando la nazione è prossima al collasso economico, e i
"boss" della "prima repubblica" - la "seconda" non è mai
esistita, è stata un costrutto giornalistico pro-diossini -
vengono additati da parti sempre più ampie dell'opinione
pubblica come i colpevoli dello sfascio.
Lo ripeto : non gliene frega nulla nè dei poliziotti, nè
dei cittadini, per loro siamo tutti "carne da cannone" e ci pisciano
addosso come alle formiche.
In frangenti come questo, bisogna fare come le decine di migliaia di
ragazzi che qualche giorno fa sono tornati a Genova, per ricordare :
tenere la testa alta e ben piantata sul collo, che la "guerra tra
poveri" avvantaggia solo i padroni del vaporetto che imbarca acqua.
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