Post del 15 - 11 - 2007

Omicidio in autogrill

GabboDj era un giovane che andava a vedere la partita della sua squadra - la Lazio - ed è stato ammazzato dal colpo idiota di pistola, esploso da un poliziotto della stradale.
La partita s'è giocata per "ragioni superiori di ordine pubblico" mantre proprio la mancata sospensione del campionato di serie A ha scatenato la furia bestiale degli ultrà : non gli è ben chiaro che a chi sta nelle stanze del Potere non frega nulla nè dei poliziotti, nè dei cittadini senza la divisa. Sarebbero ben altre, le lotte da fare.
E la devastazione cieca che ha colpito Roma e altre città è lo scenario ch'è stato programmato con uno scientifico rimbambimento degli italiani dall'inizio degli anni '80 in poi, a base di pallone (soldi e letterine allegàte) : negli anni '70 i giovani andavano in piazza a combattere per l'ideale di un mondo migliore, oggi fanno a botte allo stadio, nelle strade ed anche in un autogrill sull'autostrada per il colore di una squadra di calcio. E' squallido.
Quando vedo le curve blindate da spessi vetri infrangibili, i fossati profondi 3 metri che perimetrano il campo di "gioco" e gli addetti alla pubblica sicurezza con i pastori tedeschi, penso agli stadi-lager dove venivano richiusi gli oppositori dei regimi dittatoriali sudamericani : ma i nostri amministratori sono stati astuti come "pifferai magici", ed hanno convinto gli italiani ad entrarvi di loro spontanea volontà - in questi stadi - e pagano pure il biglietto !
Mi ricordo la scena esemplare di uno dei primi film di Nanni Moretti - non il titolo - nella quale il protagonista impacciato e parecchio perplesso -  lo stesso Nanni - viene trascinato da un compagno d'area politica ed amico all'Olimpico, perchè "la Roma è di sinistra, la Lazio è di destra" : la "calcistizzazione" di tutto come rimedio e ricucitura dei conflitti sociali è stato il vero sfascio culturale dell'italietta post-boom.
Aldo Biscardi ha fatto scuola di retorica col suo "processo", ch'è stato clonato per le tribune politiche ed altre trasmissioni televisive : attacchi verbali, difese, grida, battute per stemperare, pacche sulle spalle e alla fine tutti a cena assieme, a mangiare bene che tanto "paga sempre Pantalone".
Ho cercato qualche spunto per tratteggiare un'"epica" degli ultrà, ma non ne ho trovati : sono i poveracci delle periferie di cui scriveva Pier Paolo Pasolini  - soltanto un po' imborghesiti, ai tempi in cui viviamo - che fanno a botte con altri poveracci. E' l'ammasso dei cervelli studiato e deresponsabilizzante, la Grande Valvola di sfogo semplificata e fruibile da ogni tipo di cittadino per ceto e livello culturale.
La morte di GabboDj è stata immediatamente metabolizzata dal "sistema" ed è divenuta un prodotto mediatico da vendere, spaccare tutto non è il modo giusto di "colpire" positivamente questo paese strutturato come un feudo medioevale perchè è come sparare al blob - quello originale del cinema amerikano di serie B - ovvero : più lo colpisci e più quello moltiplica la massa appiccicosa che avvolge e soffoca tutto.
Bisogna avere delle idee, e il calcio mi pare abbia fallito come modello di valori e possibile movimento culturale. Alla fine, non è che una tragicomica replica della "società reale", nella quale il cittadino si identifica immediatamente e cerca un riscatto qualsiasi, gli va bene anche quello "virtuale" della vittoria della squadra del cuore. Siccome la condizione di partenza è quella d'essere comunque sconfitto dal "sistema" fin dalla propria nascita, mi pare un triste spettacolo per peones "condannati" a essere tali e che hanno rinunciato alla dignità.
Eppoi spiegatemi : ci s'incazza per l'ultrà ammazzato da una pallottola idiota ma non per l'operaio che lavora in nero e muore in cantiere, cadendo da un ponteggio fuori-norme di sicurezza, perchè ?
Questa è la cultura di massa in italia, caduta (forse) irreversibilmente nel loop dell'auto-rappresentazione periodica - un palcoscenico è appunto lo stadio di calcio - e chiusa nel micro-ambiente relativo alle esperienze di vita strettamente personali.


Omicidio in carcere

C'è stata invece un'altra morte assurda e ben più inquietante della quale poco s'è parlato, ed è quella di Aldo Bianzino : "aveva 54 anni e faceva il falegname. Il 12 ottobre è stato arrestato insieme alla sua compagna per il possesso di piante di marijuana per uso personale. La notte tra il 13 ed il 14 ottobre è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di Capanne, in provincia di Perugia", apprendo da un post dell'amico Mazzetta.
Si parla di "traumi cerebrali, epatici e due costole rotte", particolari che riportano alla mente un'altra morte anomala e di cui si sta dibattendo in aula in queste settimane, quella di Federico Aldrovandi a Ferrara.
L'atmosfera intimidatoria creata attorno a vittime e testimoni - e che è denunciata in un post scioccante della mamma
di Federico - sommata alla negligenza in atti di pubblico ufficio di questo sconfessato governo Prodi II che non vuole sia fatta luce sui fatti drammatici avvenuti nei giorni del G8 a Genova (e ad altri fatti) mi preoccupa davvero, e molto più della pazzia estemporanea di un poliziotto della stradale : non voglio qui stilare un'odiosa classifica sull'importanza dei morti, ma soppesare in modo ragionato il contesto.
Nell'auspicio che si faccia vera giustizia in tutti questi casi e che i colpevoli vengano condannati, anche se hanno la divisa : i depistaggi e i gravi atti d'intimidazione devastano il rapporto di necessaria fiducia tra i cittadini e le forze dell'ordine, che - insisto - è demente classificare come "nemiche" in quanto sono un apparato indispensabile a qualunque forma statuale libera, democratica ed organizzata.
Nella morte "misteriosa" di Aldo - che avrà fatto ? Si sarà sbattuto da solo contro le pareti della cella ed il letto ? - c'è l'ombra densa e tangibile di una punizione voluta e definitiva del suo stile di vita, per quel fumo coltivato e poi consumato consapevolmente e che non può dare effetti troppo dissimili dall'assunzione di alcolici ma che nel nostro arcaico paese qualcuno equipara a tutti gli altri tipi di droga per propria personale ignoranza. Che talvolta può divenire uno strumento di morte, forse manipolato da qualcuno che sta più in alto.

E' stato aperto anche un blog per Aldo ed anche in questo caso è bene che noi tutti non abbassiamo la guardia.

L'omicidio è avvenuto in un istituto di "sicurezza" - il padre Giuseppe  fa dell'ironia sulla definizione di "carcere" - tra le solide mura di un area ben perimetrata in cui v'era un numero limitato di attori in gioco. Direi che stavolta, per determinare la verità,  non c'è nemmeno bisogno dei plastici di Bruno Vespa.

il Mastino

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Link
"Tragedia sull'A1, Italia sotto choc per il tifoso ucciso da un agente", in Repubblica.it
"Roma, scoppia la guerriglia ultrà. Assalti alle caserme, Coni devastato", in Repubblica.it
"Comunque è stato ucciso dal calcio", di Vittorio Zucconi in Repubblica.it

GabboDj - pagina personale in Myspace.com
"Federico Aldrovandi" - blog per la verità sulla morte di Aldro
"Verità per Aldo" - blog per la verità sulla morte di Aldo Bianzino

"Blob" - pagina di disambiguazione in wikipedia

"GabboDj" - post di Mello in Generazioneblog.it
"Quello sparo in autogrill"




L'opinione del Marmus è qui (percorso - titolo) :
Marmus lettere Assaltano i palazzi ...











Post del 19 - 11 - 2007

90° minuto

dal blog Una vignetta [ link ]

Questa non vuole essere esattamente una riflessione su questi giorni specifici ma un discorso più in generale sulla morte e di come poco ci preoccupiamo noi, indaffarati a pensare alle nostre piccole quotidianità il più delle volte esili e stupide.

Pv64

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Post del 19 - 11 - 2007

Non dimenticare Genova G8

Questo video elenca le violazioni ai diritti umani perpetuate da cattivi poliziotti, e le documenta con le immagini della devastazione di chip e corpi alle scuole "Pertini" di Genova, durante il G8 del 2001.
E' il primo di una serie di quattro.
A seguire, tutto il resto.
Posso solo aggiungere - nel mio piccolo - la vergogna di avere votato un partito di questo governo Prodi II che si rifiuta di allestire una commissione d'inchiesta sui fatti che rischiano di spezzare questo paese in due : chi a Genova c'era e ha subìto, e chi no. Cittadini da una parte, forze dell'ordine pubblico dall'altra.
Io non c'ero, ma quest'odio inter-generazionale lo avverto chiaro e forte dai tanti post scritti da parte di chi era là e le ha prese, oppure stava in un'altra zona ed era impotente di fronte alle notizie del massacro "in stile Pinochet" che arrivavano, drammatiche nella loro verità documentata con foto, immagini e testimonianze orali e corporali dei sopravvissuti.
Un paese forte dovrebbe fare i conti schietti con sè stesso, ed invece le autorità vogliono rimuovere l'accaduto : qui non c'è più "centro-destra" nè "centro-sinistra", il Potere ha un solo colore ed i potenti vogliono creare delle aree di rabbia furiosa "ai piani bassi", che non toccheranno le loro belle e lussuose abitazioni, i loro privilegi.
Guarda caso, questa tensione sembra essere costruita a regola d'arte proprio quando la nazione è prossima al collasso economico, e i "boss" della "prima repubblica" - la "seconda" non è mai esistita, è stata un costrutto giornalistico pro-diossini - vengono additati da parti sempre più ampie dell'opinione pubblica come i colpevoli dello sfascio.
Lo ripeto : non gliene frega nulla nè dei poliziotti, nè dei cittadini, per loro siamo tutti "carne da cannone" e ci pisciano addosso come alle formiche.
In frangenti come questo, bisogna fare come le decine di migliaia di ragazzi che qualche giorno fa sono tornati a Genova, per ricordare : tenere la testa alta e ben piantata sul collo, che la "guerra tra poveri" avvantaggia solo i padroni del vaporetto che imbarca acqua.

il Mastino

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Link
"Genova, i diritti negàti - parte prima", in Youtube.com
"Genova, i diritti negàti - parte seconda", in Youtube.com
"Genova, i diritti negàti - parte terza", in Youtube.com
"Genova, i diritti negàti - parte quarta", in Youtube.com

"Fatti del G8 di Genova", scheda in wikipedia
Comitato Verità e Giustizia per Genova







Post del 20 - 11 - 2007

La morte è uguale per tutti

dal blog Appunti corsari [ link ]

Rassicuro i puristi : qui c'è poco da ridere perché è morto un ragazzo.
A ventisei anni non si dovrebbe morire, per nessuna ragione ed è per questo che la distinzione che fanno i giornalisti "è morto un tifoso" mi fa incazzare come una bestia. Quella morte non ha nulla a che fare con lo stadio, con il calcio, con lo sport, con le partite. Niente !
E' un ragazzo che è morto e tragedia nella tragedia ce n'è un altro che lo ha ammazzato.
Un 'altro uomo.
E' questa la volgarità che si legge nei titoli oggi: "è morto un tifoso ucciso da un poliziotto". E' questa la miccia che accende la stupidità di chi si sente legato da una sorta di religione blasfema nascosta sotto la parola tifo. E' questo ciò che scatena quell'animale nascosto nemmeno più tanto nel profondo dell'uomo.
Non ne verremo mai fuori.

DirkGently

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  Vedi le pagine correlate nel sito (percorso - titolo) :
  Archivio Mastino No al manganello nello stadio
  Marmus lettere Assaltano i palazzi, seminano panico nelle ...
  Archivio Mastino Ucciso per uno spinello (senza onore)



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