Campagna
per la libertà di espressione (non toccate Eva Henger)
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Post
del 30 - 11 - 2005
Ci risiamo. Un colpo
di coda
della magistratura
filo-clericale e bacchettona suppongo, perchè
non vi sono opportuni motivi per colpire l'attività
professionale della ormai ex-pornostar reciclatasi a show-girl
televisiva e dell'ex-marito Riccardo Schicchi. Definire una
porno-attrice "donna di dubbia moralità" è una perifrasi
ridicola nell'esplicita manifestazione di pudore quando nel 2005 questo
mestiere è pienamente accettato come "professione" ed i
tabù legati alla visualizzazione degli atti sessuali sono
caduti.
Chi l'ha pronunciata evidentemente ha i piedi piantati nell'anno
corrente ma la testa persa nel XIX° secolo.
Viviamo in un paese in cui il trust politico-ecclesiastico-mafioso
impone sulla carta il divieto del consumo di alcuni vizi (sesso a
pagamento e droghe) lasciandone di fatto il controllo e l'incasso alle
mafie autoctone o extra- che razzolano benissimo in questo calzino
troppo rattoppato (vi ricordate la discussa copertina dell'album di
Frank Zappa ?). Perchè certe cose sono immorali e perchè
lo stato sarebbe complice dello sfruttamento della prostituzione
nonchè dello spaccio, ovvio. Sappiamo infatti che i nostri
illustri rappresentanti del Popolo sniffano come cani da tartufo -
spacciano pure nei palazzi del potere - e non si negano nemmeno i
piaceri della carne, che evidentemente debbono rimanere privilegio di
pochi : sennò che godimento c'è a sedersi nell'emiciclo ?
Qualcuno ci prende gusto solo se compie certi gesti
nell'oscurità e l'adrenalina smetterebbe di scorrere se il fatto
fosse legale. Eppoi la mafia - una delle industrie italiane dal
più alto fatturato - perderebbe soldi e dovrebbe anche chiudere
qualche filiale (e i lavoratori che non portano più lo stipendio
a casa dove li mettiamo ?).
La strada italiana al vizio è semplice : 1) dare qualche
contentino - come le videocassette hard - per qualche sega mentale o
vera 2) proibire il più possibile per poi dimenticarsi di
parecchie normative e dare così ai cittadini "perversi" il
brivido supplementare del fregarsene delle leggi vigenti. Molto
concertata per dare soddisfazione al più ampio gruppo di persone
(compresi spacciatori e magnaccia) ma oggi il meccanismo pare essersi
inceppato.
La libertà di
espressione è innanzitutto libertà del proprio corpo
Vi sono e vi saranno per lungo
tempo - fino a quando l'arretratezza, la miseria economica e
soprattutto questo sistema economico conflittuale fino al cannibalismo
- donne che per povertà e disperazione - oppure per pazzia -
useranno l'unica risorsa a loro disposizione per guadagnare il
biglietto di transito ad una vita decente e magari benestante : il
corpo.
Negare il problema significa
negare le esistenze difficili di queste donne e il passo che separa la
chiusura mentale dagli squadroni della morte (che per "la decenza della
civiltà" spazzolano via i teneri tessuti dei bambini di strada)
è molto breve. Sull'argomento gli estremi politici si toccano e
gli ingenui utopisti di "una società migliore e priva di
schiavitù" si ritrovano inconsapevolmente a braccetto con i
peggiori oscurantisti della destra cattolica : negare è idiota,
sarebbe utile assistere queste giovani straniere nella transizione al
loro piccolo sogno - grande come il cuore - di una casa calda ed una
notte da dormire nel proprio legittimo letto.
Non mi interessa leggere le carte processuali in quanto è
evidente che la bella ungherese è stata colpita per essere un
simbolo. "Non siamo mica ad Amsterdam" - mi dice 'sta vicenda.
Eva Henger è una donna che partita da una professione legata
all'uso commerciale del proprio corpo in cui è stata una delle
stelle più brillanti della scena italiana ed internazionale.
Sulla libertà di rappresentazione dell'atto sessuale mi pareva
che ci fossimo arrivati una quarantina di anni fa : l'artista è
corpo e non può essere districato dai sensi generati dalla
propria irripetibile morfologia in qualunque azione egli decida di
produrre (evitiamo di discutere se la pornografia sia o meno arte). Ma
anche il semplice umano che voglia disporre come gli pare della propria
struttura ossea-muscolare ne ha piena e rispettabile liceità -
che la spinta primordiale sia legata alla necessità economica
oppure ad una libera scelta - perchè la libertà primaria
di cui tutti siamo dotati è quella del movimento (e dei
significati intrinsechi).
Poi la ragazza di Pincehely è arrivata a conquistare
spazi televisivi dedicati al grande pubblico - "Paperissima sprint" e
"La fattoria" - grazie
alla simpatia e alla verve di chi si è fatto strada dal nulla. E
questo alcuni togàti non glielo vogliono perdonare : è in
splendida forma fisica ed è il ritratto della bellezza e della
gioia di vivere incarnate in una creatura di sesso femminile (forse
l'invidia per chi può beneficiare di tanta fortuna è
stata una molla nella mente degli inquisitori) differentemente da altre
due porno-dive che sono uscite dal sistema. La connazionale Elena Anna
Staller - in arte "Ilona Staller" o
"Cicciolina" -
ex-parlamentare dei radicali ed ex-moglie e musa di Jeff
Koons ha
sofferto le pene di una madre che deve disputare il proprio figlio al
marito di brevissime e interessate nozze, mentre Moana Pozzi - pure lei
arrivata alla televisione in prima serata - portava dentro di sè
il conto alla rovescia di un male incurabile. La Henger no, e le comari
- madri e mogli bruttine e mediocri - ora felici pensano "è
questa la sua condanna". Forza e coraggio Eva. Continua a brillare.
[ il Bufalo
]
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