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del 28 - 11 - 2006
Le fonti per un'educazione al
sesso ci sono
Premetto
che già so che mi darai della moralista repressa e ti prego di
non far
troppo caso alla singola parola che uso perché non guardo molto
le
sfumature terminologiche. Sono d’accordo solo su una parte, ossia che i
ragazzi coinvolti non subiranno alcun tipo di turbativa psicologica ma
ne andranno fieri a vita.
Tu hai usato il termine "fantasticare" che mi sta benissimo: anche io
ho fantasticato due anni sul mio docente di matematica. "Fantasia"
è
contrapposto a "realtà". Ad un certo punto scrivi "quattordici
anni
eravamo già esseri completi di informazioni culturali e visuali
a 360°
nonchè dei desideri cosiddetti adulti", benissimo. E avevi
informazioni
culturali e visuali a 360° senza aver fatto educazione sessuale in
classe. Secondo me è
sbagliato demandare tutto alla scuola
: l’educazione stradale a scuola, l’educazione ambientale a scuola,
l’educazione alimentare a scuola (ma stai a vedere che se non compro le
merendine a mio figlio non ne mangia cinque al giorno?), l’educazione
sessuale a scuola ... non si può imparare tutto a scuola.
Com’è che la
nostra generazione sa come si prende l’aids ? Sa come
si resta incinta?
A me a scuola non l’hanno mai detto, eppure lo so.
Non credo che si possa accollare alla carenza di informazione
scolastica l’incoscienza e la superficialità con cui alcuni
adolescenti
vivono il sesso. Inoltre - in ogni scuola - si trova indirizzo,
telefono e informazioni necessarie su una
istituzione chiamata consultorio dove questi "minori" possono ricevere
tutte le informazioni che vogliono
compresa la possibilità di fare vere e proprie visite mediche
anche in
tempi ristrettissimi : se ho bisogno di una ginecologa e vado
lì,
probabilmente esco che già mi ha visitato o devo aspettare 2
giorni al
massimo. Per mia esperienza !
Vogliamo poi parlare di internet ? Ai miei tempi non c’era e ora
sì.
Il minore
butta una parola in Google "contraccettivi" e trova tutte le
informazioni necessarie. Insomma, per me si potrebbe fare a meno
di
fare educazione sessuale a scuola.
Quando ero rappresentante d’istituto nel mio liceo - negli anni 98/99 -
durante un’occupazione, per non lasciare a spasso gli studenti abbiamo
organizzato dei corsi alternativi : cineforum, musica ed anche
educazione sessuale tenuto - guarda un po’ - dalla disponibilissima
ginecologa del consultorio di zona. È stata una esperienza
veramente
carina, pulita e utile ai partecipanti. Quindi facciamo l'educazione
sessuale a scuola : ad esempio, se sostituisse l’ora di religione, io
sarei molto pro.
Alcune regole e
limiti sono indispensabili
Per me, bisogna distinguere tra fare educazione sessuale a scuola e
fare sesso a scuola con un docente. L’educazione sessuale deve essere
informativa non solo a livello tecnico-medico, ma anche a livello
emotivo - paure, sensazioni, fattori psicologici - ma secondo me non
deve mai scendere nel fare sesso. Quella non è educazione,
così come
non sarebbe plausibile un genitore che per spiegare un "cazzo" come un fatto
glielo fa vedere e toccare !
Tu parli di coraggio e professionalità - spero in modo ironico -
perché
se fosse stata professionale si sarebbe offerta a tutti e non solo ai
cinque prediletti : se c’era un ragazzo brutto-brufoloso-obeso
interessato, per non discriminare gli alunni avrebbe dovuto fargli un
pompino.
La professionalità richiede equità : a) la prof. deve
farsi tutti
quelli che vogliono; b) se c’è solo la prof., a noi ragazze chi
ci
insegna ? Non si possono assumere gli insegnanti in base al sesso,
è anticostituzionale. Non trascendiamo dài ... in parte sono
d’accordo
sul rivedere il concetto dei minori ma trovo sacrosanto che esista una
normativa che consideri reato un rapporto tra un adulto e un ragazzino.
E poi - piccolo inciso - se sapessi che mia figlia va a scuola e viene
tranquillamente leccata dal suo docente perché rientra nei suoi
compiti
di educatore, egli non sarebbe un cadavere che cammina solo
perché
l’affiderei alla giustizia; e voglio ancora credere che certi atti,
soprattutto ad una certa età, siano fatti con un po’ di
"sentimento"
(sarò una illusa, ma spero che mia figlia non perda la
verginità in un
bagno di scuola con uno qualsiasi; né tantomeno che faccia le
sue prime
esperienze a 15 anni con chi ha ben più del doppio dei suoi
anni; per
mio figlio idem, se te lo stavi chiedendo).
E poi un discorso generale-generale; in uno Stato
di diritto le norme
si applicano : se il sesso con minore è reato, è logica
conseguenza che
venga perseguita l’insegnante.
Poi possiamo discutere finchè vuoi che la legge andrebbe
modificata ma,
fintanto che c’è, si applica quella che c’è : questo
è rispetto dello
Stato. Trovo assurdo che sia consentito a una quindicenne e un
diciassettenne fare sesso, ma al compimento della maggior età da
parte
del ragazzo quello che fino al giorno prima andava bene diventi reato
(eppure è così).
Trovo senza senso che avrei potuto denunciare per stupro il mio ragazzo
solo perché - ehm - ho iniziato a farlo abbastanza presto.
Però
troverei profondamente sbagliato che uno Stato consentisse senza batter
ciglio che un cinquantenne scopi con una tredicenne (a prescindere se
la ragazzina sia consenziente) mi sembrerebbe un incoraggiamento alla
pedofilia … dei limiti devono esistere e quelli attuali non li trovo
troppo sbagliati.
[ Marmellata80
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del 30 - 11 - 2006
Ma il sistema scolastico dovrebbe essere migliorato (per tutti)
La tua è
un'ottima replica e ben costruita con un'architettura provvista di
alcuni robusti bastioni di guardia : difficile da attaccare, ovviamente
non ti
definisco una moralista repressa (nè lo pensavo di te prima) ed
hai scelto bene le singole parole.
E' la tua opinione e io la rispetto pienamente, anche per la stima che
ho verso chi l'ha espressa.
Hai pure trovato un punto debole nella mia retorica : quando scrivo "a
quattordici
anni eravamo già esseri
completi di informazioni culturali e visuali a 360° nonchè
dei desideri cosiddetti adulti" e tu mi rintuzzi con "e
avevi
informazioni
culturali e visuali a 360° senza aver fatto educazione sessuale in
classe". Qui non mi sono spiegato bene : intendevo dire che le
informazioni complessive possedute dai ragazzini devono essere
"fissate"
correttamente dalle lezioni di educazione sessuale. Non nego la
funzione utile di una autorità se questa è indirizzata
allo scopo di
informare e rendere maggiormente consapevoli i ragazzi più
giovani ed
poco esperti delle "pratiche di vita" (anche se sanno un po' di tutto
ed in alcune cose ne sanno molto più dei genitori).
In un paio di passaggi siamo anche perfettamente
d'accordo: "i
ragazzi coinvolti non subiranno alcun tipo di turbativa psicologica ma
ne andranno fieri a vita" - te lo credo che se lo ricorderanno anche in
vecchiaia - e "trovo assurdo
che sia consentito a una quindicenne e un
diciassettenne fare sesso, ma al compimento della maggior età da
parte
del ragazzo quello che fino al giorno prima andava bene diventi reato
(eppure è così)".
Qui focalizzi
l'eterno scontro tra la Legge umana ch'è costruita da centinaia
di migliaia di convenzioni rigide nella propria sostanza e massificanti
nell'azione esterna e quella Legge naturale che esige una
forma di rispetto differente per ciascun individuo in quanto
unico per crescita biologica ed intellettuale (e tutto ciò che
ne consegue e si stabilizza nel corso del tempo). Con questo non voglio
affermare che i minori dovrebbero
essere obbligati a fare regolarmente sesso e con persone di tutte le
età - come accadeva in alcune comuni amerikane
post-sessantottine - ma
focalizzare i limiti grotteschi di una legge degli uomini che invece di
illuminare l'insieme delle conoscenze dei singoli, lascia "zone
d'ombra".
Scoprire e
crescere, mai reprimere sulla strada della conoscenza (questa a mio
avviso sarebbe l'unica legge giusta).
Viviamo in un paese non più "fedele" ma ancòra cattolico
e oscurantista nel nocciolo della cultura popolare, e fin dall'inizio
era chiaro il pensiero clericale nel mito della mela : il frutto della
conoscenza ch'era proibito agli umani da dio. E di conseguenza, la
notizia boccacesca non ha stimolato sui "media arcaici" alcuna
riflessione sullo stato di evoluzione della scuola.
[ il Bufalo
]
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