Dallo smarrimento della memoria storica al mito
 Post del 14 - 08 - 2006

Il vuoto di memoria ed un rimedio semplice

Prendo spunto da un sondaggio del "Washington Post" che ho letto su "la Repubblica" al bar ed è stato ripreso da
Gennarocarotenuto.it per un post sull'argomento della poca memoria dell'11 settembre, evento ampiamente strumentalizzato dal governo-Bush e dagli estremisti di entrambe le parti in "conflitto" (sulla scarsa cultura personale dell'attuale pres. amerikano soprassiedo).
Il 30% degli statunitensi non riesce già più a ricordare l'11 settembre di quale anno fu sferrato l'attacco di Al Qaeda contro le torri gemelle a New York e il Pentagono nella capitale, attentati che fecero più di tremila morti. E il vuoto di memoria riguarda soprattutto gli anziani, ovvero il 48% dei 55 - 64enni e il 47% di chi ha più di 65 anni (su un campione di un migliaio di intervistati). Il 16% di loro proprio non sa, mentre il restante 14% anticipa o ritarda l' evento.
Strano ma vero.
Allo stesso modo in cui alcuni sovietici facevano fatica a posizionare personaggi storici del calibro di Gengis Khan, Tamerlano e Stalin.
E voi mi sapete dire quando è nata la Nutella ?
Per le generazioni più giovani è un quesito di nessuna importanza : c'era quando eravamo piccoli e c'è sempre stato nelle nostre vite, quel vertice assoluto di gusto ch'è entrato nei sapori-base in quell'"imprinting gastronomico" avvallato dal mio amico Marcello della bottega di via Santo Stefano.
Magari qualche cinefilo avrà deciso come anno della nascita ideale il 1983
dell'indimenticabile vasettone e dell'abbuffata morettiana in "Bianca".
Ma il sapore di questa conoscenza acquisita fin dai primi anni di vita è dolce, quello dell'odio interetnico e interreligioso cui politici e commentatori lecchini vorrebbero istruirci è aspro e insopportabilmente acido. Generazioni di palestinesi ed iracheni "assaporano" nell'imprinting la polvere da sparo e sostanze chimiche proibite sulla carta gettategli addosso in nome della mondializzazione ch'è un sinonimo di colonialismo.
Altrochè le fette di pane bianco spalmate di creme alla cioccolata di nocciola : in qualche posto
della terra - soprattutto laddove vi sono risorse nel sottosuolo - piovono bombe. Fin da quando noi italiani fortunati eravamo piccoli, siamo stati tediati da rumori di fondo provenienti dal piccolo elettrodomestico con lo schermo : scene di guerra nel terzo mondo e tanto sangue sparso per motivi sempre arrotati dai mass-media lecchini del potere economico fino all'anestesia dei sensi e della coscienza.
Hanno cercato di fregarci anche sulle twin towers ma il popolo del web s'è destato ed ha reagito con parecchi siti contro il conformismo del mainstream informativo.

Facciamo un esercizio ch'è un buon antidoto alla "smemoratezza" ricordando dove e cosa stavamo facendo in quel momento esatto. Ecco il breve riassunto mio personale, niente di eccezionale ma utile a dare i contorni della realtà ad un fattaccio che hanno cercato di interiorizzarmi con allegate le loro istruzioni per l'uso (è solo un primo passo).

Stavo lavorando in un appartamento di studentesse pugliesi - carine e ospitali, il giorno prima m'avevano offerto un buon piatto di pasta al pomodoro e basilico - mentre alla televisione (quasi sempre accesa) compare l'immagine della prima torre fumante.
I primi commenti delle ragazze sgomente. Non ci credo ancòra e penso sia un film d'azione di quelli con Bruce Willis (alla "Die Hard" tanto per intenderci).
Ecco la facciona di Emilio Fede - sempre il primo avvoltoio ad arrivare sulle tragedie in diretta - ma persisto nella mia incredulità e dico "magari è uno scherzo di quelli idioti che fanno furore in televisione" mentre l'ineffabile collega femminile dell'istrione prezzolato ci informa che non è stato uno scoppio accidentale ma un attentato terroristico.
Il secondo aereo "entra" nell'altra torre praticamente in diretta, ed è la certificazione del fatto "reale" in diretta televisiva mondiale.

Nemmeno il King Kong di Carlo Rambaldi - altra personificazione delle paure umane - potè abbattere le torri gemelle ed ora ci stanno riuscendo due aerei di linea che sembrano due moscerini in proporzione alla massa di vetro e acciaio delle twin towers.
Scioccato, i peggiori pensieri mi attraversano la mente (e ora me ne vergogno ma mi auto-assolvo),
Ed il mondo non sarà più come prima, commenteranno all'unisuono gli editorialisti del giorno dopo.


"Cappuccetto Rosso" in salsa-bush

Il "fenomeno Osama Bin Laden" (smontato ed analizzato egregiamente da Michael Moore) è funzionale alla politica finta-imperialista perpetuata attraverso i recenti e numerosi scassi nel mondo - e centinaia di migliaia di morti ammazzati, la stragrande parte dei quali sono civili inermi - coperti dalle parole-chiave "lotta al terrorismo" e "missione di pace" ma in realtà finalizzati alla crescita controllata del prezzo del petrolio grezzo che arricchisce ulteriormente quella famiglia di alcolizzati conclamati e gli industriali che lavorano l'oro nero e i derivati (come gli italiani Moratti e Tronchetti Provera).
Ci sono eventi e personaggi storici di tali dimensioni (e d'impatto forte sull'immaginario comune) che diventano immediatamente "mito" e uno di questi - indipendentemente dall'opinione che abbiamo sulla natura dell'incidente - è l'attacco dell'11 settembre alle torri gemelle di New York : il mito è atemporale e sono importanti solo il "chi" e il "come".
Le favole cominciano con "c'era una volta" o "tanto tempo fa", mentre vi raccontavano "Cappuccetto Rosso" mica vi chiedevate in che periodo storico in cui la fiaba era ambientata (o l'anno esatto in cui fratelli Grimm l'hanno scritta).
Quella poi era senz'altro una fiaba reazionaria e fascistella : il bosco rappresenta l'insondabile ed il mistero della vita che la coraggiosa bambina vuole conoscere fregandosene dei consigli inibitori della nonna torva e predicatrice, e l'arrivo del cacciatore che uccide il "diverso" che seduce ed ingloba i protagonisti della storia - per ristabilire tout-court il vecchio ordine - assomiglia a quello dell'uomo del destino, un super-poliziotto manesco che ci sa fare lui con certi soggetti pericolosi.
Come
Bush Jr. che vorrebbe uccidere il "mostro verbale", il Lupo-Osama che il sistema amerikano dei servizi segreti ha costruito con le proprie mani ed usato contro l'espansione sovietica in Afghanistan e ora ci vuole fare credere che gli è sfuggito il controllo di quella "testa calda" che, mentre mangiava i dollari copiosi che gli arrivavano dalle banche amerikane e presentava una faccia amichevole con una grande bocca sorridente, aveva già in mente il suo piano criminoso-globale.
Quell'uomo subdolo che attraverso i propri adepti s'è infiltrato in casa-Amerika prendendo le rassicuranti sembianze di cittadini amerikani fino al colpo di scena finale e la nota battuta "che denti grandi hai messo su !". A differenza della storia originale, qua il cacciatore non può salvare le vite dei tremila morti ammazzati quel giorno e da allora ne miete molti di più ed ugualmente innocenti e dignitosi.

"Cappuccetto Rosso" rivisitata in chiave moderna con salsa "pulp" - con carne e sangue di bambini mediorientali sparsi qua e là - è l'ennesima versione della fiaba soggetta a numerose interpretazioni sociologiche e psicanalitiche nonchè a distorsioni visive (erotiche e pornografiche, ricordo una trasposizione cinematografica piuttosto "calda" con Pierre Cosso che faceva impazzire le ragazine al tempo delle mele verdi) fino ai giorni nostri, in cui la tragedia tracima organicità straziata dagli schermi piccoli dei televisori.
Il cerchio si chiude e l'ingranaggio oliato col sangue gira incessantemente arricchendo le sette sorelle ed i califfi orientali loro amici.

Le fiabe di casa nostra

Senza andare fino in Amerika, basterebbe stare in casa nostra e vedere come abbiamo "mitizzato" la vecchia liretta : della nuova valuta europea si lamentano tutti, ma la maggioranza degli italiani non ricorda la data di circolazione dell'euro - primo gennaio 2002 - e sbaglia clamorosamente. C'è chi dice il 2000 oppure il 2001 come quel convintissimo umarell (ricordo una divertente discussione al bar).
Per non parlare della favola - o meglio dire balla - più grossa degli ultimi cinquant'anni, ovvero la nascita dell'imprenditore Silvio Berlusconi smarrita anch'essa sul piano algebrico della scienza economica (complice la nebbia brianzola degli anni settanta) nella quale l'innegabile ingegno del protagonista sarebbe stato sufficiente per costruire il secondo impero economico italiano in pochi anni di lavoro. Nemmeno un brain-storming di dieci premi-nobel ci sarebbe riuscito.
Senza sottilizzare sulle amicizie mafiose e sui finanziamenti misteriosi e non rintracciabili, ma ci ha pensato il bravo Enrico Deaglio con il bellissimo "Quando c'era Silvio"  ad illuminare nuovamente la memoria dei dormienti e degli adulti ritardàti (quelli recuperabili) che hanno subìto il bombardamento mediatico del "nuovo sogno italiano".

Questo mondo è davvero fantastico e gli sceneggiatori stanno perdendo tutti il posto di lavoro perchè è sufficiente ritagliare a casaccio la cronaca ed incollare a caso, per avere storie commerciabili di ogni genere e mezzo espressivo.
In un certo senso è sempre valido il detto "tutto si recupera e non si butta mai via niente".

[ il Bufalo ]

 COPYRIGHT 2006 ERAVAMOTREAMICIALPUB.IT


11 - 9 su Wikipedia
Reopen911.org
Link utili e prove visive
La notizia nel web
September 11 news

Gwbush dixit
the september 11 digital archive
September11.archive.org
Sito della commissione governativa amerikana
9/11 Public discourse project








  Vedi le pagine correlate nel sito (percorso - titolo) :
  Bufalo mail Uomo bianco e uomo nero
  Bufalo cult la Nutella
  Argomento Nine eleven [ 6 ]



  Navigando alla c* ho trovato :