|
Su Antonella
Anedda
"Dal
balcone del corpo" (poesie)
La pazzia si è compiuta.
H 22.48 circa.
Ho sfiorato pagine sino ad innamorarmene. Assolutismo e totalità
richiede l’amore. Ho incrociato un testo non acquistato per me, l’ho
aperto ma non era per me, sulla prima pagina una dedica ma non per me.
Eppure convulsa la mia lettura ha avuto la meglio sul sonno e la
ragione.
H 01.18.
Ho riposto le pagine d’ombra dell’Anedda e la strana magia che vi
fiorisce dentro.
E’ un cadere in un tunnel , dove fioca la luce appare e scompare.
C’è una corporeità che si oppone alla
caducità delle cose. Ore d’overdose poetica, leggendo.
Le mie.
Un lume sul comodino, acceso, ed una famelica ossessiva voglia di
spogliare le parole. Giungere al nocciolo. Pare di ascoltare la voce
dell’autrice: vita, morte, amore vestito di vita e di morte.
Affacciarsi al balcone per mirare l’anima delle cose attorno fuori di
noi, con occhi diversi. Cose uguali ed occhi diversi.
“Quando ci siamo abituati a vedere?”
Forse noi non vediamo, guardiamo soltanto.
Ho visto, ho sentito il suono profondo del dire di un’anima che oscilla
tra i versi sciolti di un versificare nuovo, personale, dolente eppure
non arrendevole. Poesia che ti lega le braccia, le gambe, ti impedisce
di allontanarti dalla cose viste e vissute.
La storia di un pezzo di vita, o di tutta una vita. Riposta, malamente
nascosta, come in armadio semiaperto.
E’ stracciare la quotidianità per te che leggi e vai via, che
rubi e vai via, che fai tua ogni pagina e resti, facendone mattone del
tuo passo.
C’è il profumo-come per un buon vino di un bouquet sapido,
secco, narrativo. Il dolore è la chiave che brucia, che macchia,
eppure è pietra di volta che pesa, spezza, frammenta ma
ricongiunge.
Una sospensione disincantata del mondo, a tratti mistica diviene,
come spiegazione di chi spingendosi oltre il varco porta
nel suo dolore il significato più profondo del mondo.
Non è il crogiolo di voci là fuori a delineare la pelle e
i confini di un uomo o di una donna, siamo noi ad alimentare i nostri
confini sbirciando e scrutando il mistero dell’esistenza affacciati dal
balcone del corpo.
COPYRIGHT
2007 ERAVAMOTREAMICIALPUB.IT
|
|
|
|