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Gli eroi del
"niente" : quelli veri
dal blog Irene
Leo's details
(pubblicato anche su il Paese nuovo del 24 aprile)
Dove sono
gli eroi ?
Me lo chiedo spesso quando ogni giorno cerco là fuori
l'eccezione che spezzi la regola della violenza, dell'innocenza
violata, delle frodi. Una calzamaglia colorata, una soluzione forte che
infondi coraggio e riabiliti con super poteri magari questo
disequilibrio, questo presente che volge al declino.
Non esistono più quelle generazioni di eroi ed eroine tutte
lustrini e mantelli, figlie di menti da fumetto e fantascienza. Ovvero
guardando troppo lontano non li vedremo mai.
I veri eroi sono altri, sono gli eroi del "niente". Sono i nostri
padri, le nostre madri, siamo noi, gente che lavora e che spesso si
uccide i sogni per sopravvivere, lottando ogni giorno, proteggendo i
propri cari dalla vischiosità del male. Esseri umani che vedono
sbattersi in faccia il dimezzamento dello stipendio o l'alternativa di
un licenziamento, eppure rimangono, non mollano, tenendo duro per una
famiglia che si portano sulle spalle. Ai loro figli insegnano
l'umiltà del lavoro, e l'educazione del nulla dovuto, e accanto
ai pantaloni rattoppati hanno sempre una carezza ricca di valori.
Sono quelli che la spesa la fanno sì, ma con gli spiccioli in
mano, negli ipermercati economici dove la "nurella", il "mulino banco",
ed il "caffè taicaf" la fanno da padroni per assonanza con
marche pubblicizzate in tv. Il tutto per far quadrare i conti,
chè non è mica facile campare.
Sono eroi del "niente", eroi quotidiani che non si lasciano spezzare la
dignità e l'onore, che resistono alla tentazione del soldo
facile ma in maniera illecita sulle spalle di altri poveri cristiani.
Quelli che sotto il sole si spaccano le ossa, il gradino più
fermo della nostra società. Stringono la cinghia e le spese, per
non essere pane per gli usurai, inforcando il coraggio di tornare a
casa la sera con le tasche vuote e spesso anche il cuore vacante.
Chè per mantenere in prima linea la voce dei diritti lottando,
si perde sempre un pezzettino di animo, che è succhiato via
dalle preoccupazioni, dai "se", dai "ma".
Ecco, questa è una categoria di eroi veri e propri. Ma non li
troveremo mai sui giornali, mai sulle pagine patinate di riviste e
quotidiani, anzi a volte ci sono anche ma nei titoli della cronaca e la
loro storia è tratteggiata sulle righe di notizie poco rosee ed
allettanti, dalla memoria fatua che non durano più di un giorno
nella mente dei "benpensanti".
E non vogliatemene Signori che siete lassù in "alto" se ritengo
che sia più difficile mandare avanti una famiglia di mediamente
quattro/cinque persone con meno di mille euro al mese, piuttosto che
promulgare filosofie e sentenze nel governare un Paese intero. Il
precariato è divenuto il male dei nostri anni ed il sacrificio
una nuova chiave di lettura. Ma si fa finta di niente, si fa passare
tutto sotto il nome di "normalità", e chi detiene il potere sa
come gestire "la cosa".
Ieri ascoltavo un pezzo in radio, credo fosse di Caparezza, che trovo
sia attinente con il mio discorso. Una sorta di specchio dei nostri
tempi è anche la musica, che si fa portavoce del grido di
disperazione e di ribellione, come storia insegna. Ciò che ho
sentito, mi ha fatto pensare a come la verità trovi vie semplici
per manifestarsi. Cito a memoria una parte del pezzo in questione :
"Sono un eroe, perchè lotto tutte le ore, perchè combatto
per la pensione e proteggo i miei cari dagli usurai e dai cravattari
... Né l'Uomo Ragno né Rocky né Rambo né
Fini farebbero quello che faccio per i miei bambini ...".
Possiamo
affermare che non sia così ?
Ma stiamo
attenti a non scagliare la prima pietra.
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