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Mondo fragile
E'
un mondo fragile.
Uno di quelli esposti
nelle vetrine di Burano pieno di colori e polverine riflettenti, che
pare Natale specchiando lo sguardo. Non ricordo chi dei due abbia
smesso di aprire gli occhi. Forse un giorno per caso accade. Ci si
ritrova fermi come in attesa di un evento straordinario.
La
normalità intanto s'erge a follia disperata.
Mi scanso dalla notizia
della prima pagina, qui sotto le mie scarpe nuove. Mi sciolgo le mani e scivola
il cerchio dorato dal mio dito. Un segno. Forse questo è il
segno appena ... o uno dei tanti che mi intimano di correre via. Un
taxi al volo, il biglietto del treno, un nuovo cielo, un nuovo
orizzonte ... un nuovo nome un nuovo colore di capelli, il tutto sulla
mia pelle vecchia. Già. Non avevo voglia di cambiare
probabilmente.
Come è bella in
fondo Venezia a volte pare voler dire e non dice, si mostra e si
nasconde tra le pieghe dei monumenti delle sue piazze e dei nugoli di
colombe affamate. Si nasconde con me.
Quanta
fame qui ho con me.
E' un bagaglio
ingombrante. Ora lo comprendo lo sguardo sporco di rimmel di quella
donna sul vaporetto di due giorni fa, e il suo cappotto logoro ...
Come è bella in
fondo questa leggera malinconia che ha ali e mi sfiora gli occhi
stanchi tra il fumo di questa sigaretta a metà.
Quanta aria vorrei
ingurgitare per sollevarmi oltre i miei pensieri rugosi e ruvidi.
Dentellate quelle mani che carezzavano il cuore, ogni cenno una piccola
morte, ogni lembo morto lo vedo, impagliato come trofeo su un muro
rosso. Data di nascita, data di morte. Siamo spesso solo la trafila di
un giorno sulla bocca degli altri ...
Il
nostro tempo si consuma e brucia.
Proprio quando crediamo
di essere normali ed eterni, quando incrociamo le braccia e sorridiamo
al mondo e poi ci piangiamo nelle tasche. Il cerchio dorato in fondo
non ha valore per me, e la punta della mia scarpa secolare quasi, ha
deciso di dargli l'ebbrezza dell'ultimo volo nella laguna nera della
sera.
Attenderò ancora
mentre il lume della piazza accompagna i miei passi.
E
domani mi risveglierò già passato.
Come il giornale di
oggi. Cosa sarò stato? Forse solo una bambola di ceramica
posizionata su una mensola per non far volteggiare lontano l'ultimo
assegno pagato alla vita.
Spezzata la spina
dorsale e non di una rosa passita oramai ...
Era il mio compleanno
quella volta. Auguri a me auguri a me, nessuno scampo.
Sulle mie dita ferite
da scheggia di cane non nascerà più primavera.
E' freddo qui, ed
adesso. Picchia forte le mie gambe il gelido vento di ponente, mi
percuote i fianchi, mi sfiamma la volontà.
Domani giungerà
... ancora o forse no. Rimbocco le mie coperte di carta. Il mio cuscino
di carta è duro ma morbido lo immagino per non morirmi dentro.
Mi immagino un mondo altrove, un cuore altrove, un amore altrove che
giungerà.
La bellezza salverà il mondo.
La bellezza ha ucciso gli uomini, che si ostinano a non accettare tutto
il male, gli errori.
E
la morale della favola dov'è ?
Il cuore ha sempre ragione.
Il cuore non lo
ascolta nessuno, abbiamo ucciso il battito, siamo vuoti oramai. Solo
chiasso negli occhi.
L'essenziale è invisibile.
Come me. Nessuno
si volta a guardarmi anche ora che sto morendo, così come
arrivai. Solo.
Eppure le mie braccia
sono finestre aperte, come croce cui appendere luci e propositi nuovi
dallo stesso odore di naftalina che mi hanno assegnato.
Mi sfiamma la
volontà ... è freddo ... mi percuote, dove nessun passo
giunge, dove io sono la nota stonata di un pianoforte rotto.
La ricchezza che porto
con me è grande. Ma non lascerò nulla qui, niente
là fuori. Ingoierò tutto tratterrò il respiro il
fiato e stringerò il mio nulla. Il mio tutto è tutto
dentro me.
In me con me.
Ma
è buio ora.
E'
buio ora
E'
buio.
E'
... finito il mio canto.
Le
mie scarpe ora le ruberà qualcunò, là fuori.
(Irene Leo)
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Link
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"No coffee
and cigarettes, redbull" - foto veneziane del Bufalo
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NOTA A MARGINE
Si avvicinano le tanto sospirate feste ...
Vi auguro una luce intimista, uno sfarzo interno di buoni propositi ...
chè ad ogni clamore là
fuori corrisponda un nuovo orizzonte nel vostro profondo.
Lo faccio anche quest'anno a modo mio. Con un pensiero rivolto a chi
spesso è invisibile ai nostri occhi.
Che siano feste serene soprattutto, con tutta l'attenzione del caso al
nostro prossimo meno felice di noi, e per il quale Natale è solo
un
giorno in più, uno come tanti ... ecco cerchiamo di far questo,
non
dimentichiamo, apriamo gli occhi e la mente alla riflessione!
I miei auguri a voi tutti amici cari.
[ Irene ]
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